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Vita di città

Stp, anche quest'anno una festa di fine anno con i dipendenti aziendali

Il presidente Fortunato: «Mi adopererò per creare un ambiente di lavoro sempre più sereno»

Lavoro da oltre cinquant'anni e ho dedicato molto impegno, forse più del dovuto, nella mia lunga attività lavorativa, irta di ostacoli di varia natura, di successi e di avversità, ma anche circondato - ahimè - da ipocrisia, indifferenza, bieco calcolo. L'unico sincero riscontro al mio impegno è venuto dai miei collaboratori: essi mi hanno ripagato non solo con il rispetto derivante dalla mia autorità, che invero ho sempre stentato ad esercitare, ma cercando sempre di guadagnarmi la loro stima. Con i miei collaboratori ho sempre avuto un rapporto sciolto, libero da qualsiasi vincolo, franco, indipendente, disinteressato e orientato al raggiungimento di risultati concreti. E questo l'ho fatto sin da quando appena ventitreenne ho avuto l'onore di indossare una divisa di Ufficiale dell'Arma dei carabinieri.

Nel settore del TPL spesso si è costretti a lottare contro la lentezza delle decisioni, l'estrema incertezza delle regole (non si fa in tempo a metabolizzare una legge di riforma, che ne arriva un'altra che cambia tutto), l'incertezza dei flussi finanziari, problematiche, insomma, che rendono impossibile programmare la nostra attività e che non consentono di liberare le migliori energie della nostra impresa.

Il CRAL aziendale, come ogni anno, il 16 u.s. ha organizzato una festa magistrale in un locale accogliente. È stata una giornata semplice ma stupenda, indimenticabile. Chi scrive e la moglie da una vita, l'Amministratore delegato, Professoressa Rosa Pastore, accompagnata da suo marito e il Direttore di Esercizio, Ing. Mauro Piazza, abbiamo voluto testimoniare, con la nostra presenza, la vicinanza sincera ai lavoratori e ai loro cari. Anche il Sindaco, di Trani, Avv. Amedeo Bottaro, ed un consigliere hanno voluto portare il saluto e l'augurio di tutta la compagine societaria ai lavoratori della S.T.P.

Al di là dei nostri ruoli abbiamo avuto il piacere di essere considerati nella circostanza loro amici, abbiamo danzato con loro, insieme ai loro cari ci siamo divertiti, abbiamo condiviso la gioia della festa: insomma, siamo stati noi stessi, in quanto uomini, a prescindere dagli incarichi che ricopriamo e siamo stati bene.

Le loro energie, che provengono dal loro lavoro quotidiano sono le uniche che lasciano un'impronta indelebile; per questo lo stare insieme a loro è stato un privilegio. Ho sempre creduto, e questo mio sentimento è condiviso dai soci, da tutti i membri del C.d.A. e dal management, che il vero patrimonio di un'azienda che opera nel settore dei servizi pubblici locali, finalizzati a fornire un servizio essenziale alla clientela, sia costituito dai lavoratori, soprattutto da quelli che stanno in prima linea. In un azienda di trasporto pubblico, infatti, se l'autobus è in ritardo, se l'autobus è malridotto, se si è verificato un qualsiasi disservizio, la colpa viene attribuita a chi sta alla guida, ed egli se l'assume in doveroso silenzio senza avere alcuna colpa. Chi sta alla guida, insomma, è l'immagine dell'Azienda, nel bene e nel male. Ed è per questo che meritano il massimo rispetto e la massima considerazione da parte di chi è preposto al governo della S.T.P. Ciò vale anche per gli altri lavoratori naturalmente, impiegati ed operai, i quali si prodigano affinché uomini e mezzi siano messi nelle migliori condizioni di operare.

Papa Francesco ha affermato che il mondo del lavoro è una priorità umana, una priorità cristiana, sante parole. Quando si lavora in un ambiente amico, vengono spontanei la passione e l'orgoglio per l'opera compiuta, quando ciascuno di noi lavora con serenità, quando si è consapevoli che la propria opera è apprezzata dai colleghi e dai superiori, ci si sente appagati e non si avverte la stanchezza, certi di aver fatto al meglio il proprio dovere. E la nostra tranquillità viene trasferita a chi ci sta più vicino, alla famiglia, ai figli, i quali vivendo in un ambiente sereno crescono più forti e potranno affrontare al meglio i mille ostacoli della vita.

Il vero imprenditore deve conoscere i propri dipendenti, lavorare accanto a loro, conoscere le loro esigenze e andare loro incontro, perché dietro una tuta, dietro una divisa, c'è l'uomo, l'uomo con i problemi che questa nostra società gli propina, una società malata. I mali che l'affliggono sono davvero tanti: ai problemi sociali, la violenza, il razzismo, la droga, l'inquinamento, la disoccupazione, si aggiungono quelli di tutti i giorni, le bollette e il mutuo da pagare, insomma un rivolo di problemi e sacrifici per sbarcare il lunario, per arrivare a fine mese. L'imprenditore che non crede nella dignità del lavoro non sarà mai un buon imprenditore. Bisogna condividere le fatiche dei lavoratori affrontare e risolvere i problemi al loro fianco, insomma vivere il quotidiano nella massima condivisione con l'impresa e il proprio management.

Nella mia qualità di Presidente del CDA della S.T.P S.p.A. Bari, mi adopererò per creare un ambiente di lavoro sempre più sereno, più salubre, in cui vi sia comprensione e tolleranza reciproche, in cui ciascuno svolga il proprio ruolo al meglio e rispetti quello degli altri e soprattutto affinché ciascun lavoratore senta l'Azienda al suo fianco in ogni momento. Il management ha una grande responsabilità in tal senso e chi vi parla, insieme ai soci e a tutto il Consiglio di Amministrazione e al Management, farà ogni sforzo, in tutte le sedi, perché la S.T.P. S.p.A Bari torni agli albori di un tempo, anzi di più.

Plaudo quindi alla iniziativa del CRAL, che ci ha consentito di portare ai lavoratori e ai loro cari il sereno conforto di una parola di amore e spero che si possa stare insieme più di una volta all'anno. Colgo ancora una volta l'occasione di augurare un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo a tutti i lavoratori della S.T.P. S.p.A. Bari e ai loro cari.

Il Presidente, Francesco Paolo Fortunato
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