
Enti locali
Stp in (s)vendita, Laurora (Pd) chiede l'intervento del Comune
Le provincie di BAri e Bat hanno avviato procedure per liberarsi delle quote societarie
Trani - mercoledì 25 giugno 2014
10.43
La Provincia di Bari mette in vendita le proprie quote dell'STP e il consigliere comunale del Pd Tommaso Laurora chiede al Comune di Trani, che controlla l'Amet (società con il maggior numero di quote dell'STP), come intende comportarsi. «Il 23/06/14, la Provincia di Bari - dice Laurora - guidata da una maggioranza di centrodestra dal Prof. Domenico Schittulli con voto contrario dell'opposizione ed in totale dispregio di una nota di protesta delle Segreterie provinciali di tutte le OO.SS. del settore che esprimeva una netta ed univoca contrarietà, ha approvato nel corso dell'ultimo Consiglio provinciale (dal 1 luglio la Provincia di Bari sarà guidata fino al 31 dicembre da un Commissario nella persona dello stesso Schittulli) la delibera di giunta n°40 che dà mandato allo stesso Commissario, di perfezionare la vendita, da parte del Socio Provincia di Bari, della azioni della STP».
«Ad oggi - continua il consigliere del Pd - le quote azionarie sono così suddivise Provincia di Bari 39%, Provincia BAT 12%, comune di Trani 5%, AMET S.p.A. di Trani 44%. La STP grazie al senso di responsabilità che ha sempre contraddistinto le maestranze e le OO.SS. aziendali, è una delle poche aziende in Puglia e sul territorio nazionale che dal 2006 in poi ha sempre chiuso i bilanci con un utile, riuscendo a contemperare gli interessi dei cittadini utenti dei 48 comuni delle Provincie di Bari e BAT serviti e a investire anche risorse proprie per migliorare la qualità dei servizi, acquistando, facendosi carico del costo, in attesa che lo stato rifinanzi alle regioni, la sostituzione del parco rotabile, due autosnodati per rispondere alle sempre maggiori richieste di trasporto, in special modo scolastico rivenienti dai territori serviti. Non a caso il Presidente della Provincia di Bari Schitulli, a fine del 2012 si dichiarava disposto a ricapitalizzare la Società per un milione di € per consentire alla Società la possibilità di acquistare nuovi mezzi».
«Alla luce di quanto evidenziato - incalza Laurora - e tenendo conto che con la costituzione dell'Area Metropolitana di Bari, a cui saranno trasferite dal prossimo anno, ovviamente, oltre alle competenze anche tutte le partecipazioni azionarie della Provincia di Bari, non si comprende quale sia la ratio del provvedimento adottato nell'ultimo Consiglio Provinciale dove per prassi istituzionale certe disposizioni non dovrebbero essere discusse non trattandosi di provvedimenti sottoposti a particolari situazioni di emergenza o legate a particolari dispositivi di legge che ne impongono l'approvazione».
«Corrono voci molto insistenti ed attendibili - spiega ancora Laurora - che un provvedimento analogo sia stato posto in itinere dalla Provincia BAT, altro Socio della STP. E' agli atti dell'assemblea dei Soci della STP dello scorso maggio, che si è proceduto ad alcune modifiche statutarie tese a ridurre da 60 a 30 giorni il diritto di opzione per i soci, in caso di vendita delle quote e l'abolizione del collegio arbitrale nel caso di difformità di valutazione sul reale valore delle quote azionarie. Questo è un terzo indizio che, com'è noto, costituisce la prova che ci troviamo di fronte ad un disegno perverso del Centrodestra pugliese che mira a svendere un'Azienda florida ed altamente produttiva di proprietà pubblica al privatucolo di turno amico di qualche amico».
«Tutto questo mentre la Regione Puglia, ha prorogato per quattro anni i servizi in affidamento in attesa di rivedere i piani triennali dei servizi e di predisporre un riassetto complessivo del TPL. Momento strategico, quindi che vedrà ovviamente la nuova citta metropolitana di Bari, protagonista nelle scelte strategiche di indirizzo e programmazione del trasporto pubblico locale, e che garantisce alla STP un ruolo molto importante e con sicuri profitti in questo nuovo scenario».
«A questo punto ci si chiede - conclude Laurora - quale sarà l'atteggiamento del Socio maggioritario, e cioè del Comune di Trani che insieme alla controllata AMET avrebbe titolo di esercitare il diritto di opzione delle azioni messe in vendita dagli altri Soci. Il Sindaco ed il Presidente del C.d.A Roberto Gargiuolo che è il protagonista dei successi amministrativi ed operativi della società e che in numerosissimi interventi sugli organi di stampa hanno rivendicato le brillanti performances della STP e si sono sempre orgogliosamente proposti come paladini e baluardo per la difesa della tranesità della STP come si pongono rispetto a questo scellerato progetto di svendita dell'Azienda che è gestita da Trani dai primi anni 70? Al Comune di Trani, per assurdo, basterebbe comprare solo il 2% delle azioni messe in vendita, si tratterebbe di poche decine di migliaia di euro, per assumere il totale controllo della STP. Una cosa è certa noi del PD rimarremo vigli su questa vicenda e non esiteremo nel denunciare politicamente e, se ne vediamo gli estremi, anche giuridicamente ogni atto contrario alla permanenza della STP in mano pubblica. Riserbato e Gargiuolo tocca a voi adesso dimostrare con i fatti il vostro sincero e disinteressato attaccamento alla tranesità della STP».
«Ad oggi - continua il consigliere del Pd - le quote azionarie sono così suddivise Provincia di Bari 39%, Provincia BAT 12%, comune di Trani 5%, AMET S.p.A. di Trani 44%. La STP grazie al senso di responsabilità che ha sempre contraddistinto le maestranze e le OO.SS. aziendali, è una delle poche aziende in Puglia e sul territorio nazionale che dal 2006 in poi ha sempre chiuso i bilanci con un utile, riuscendo a contemperare gli interessi dei cittadini utenti dei 48 comuni delle Provincie di Bari e BAT serviti e a investire anche risorse proprie per migliorare la qualità dei servizi, acquistando, facendosi carico del costo, in attesa che lo stato rifinanzi alle regioni, la sostituzione del parco rotabile, due autosnodati per rispondere alle sempre maggiori richieste di trasporto, in special modo scolastico rivenienti dai territori serviti. Non a caso il Presidente della Provincia di Bari Schitulli, a fine del 2012 si dichiarava disposto a ricapitalizzare la Società per un milione di € per consentire alla Società la possibilità di acquistare nuovi mezzi».
«Alla luce di quanto evidenziato - incalza Laurora - e tenendo conto che con la costituzione dell'Area Metropolitana di Bari, a cui saranno trasferite dal prossimo anno, ovviamente, oltre alle competenze anche tutte le partecipazioni azionarie della Provincia di Bari, non si comprende quale sia la ratio del provvedimento adottato nell'ultimo Consiglio Provinciale dove per prassi istituzionale certe disposizioni non dovrebbero essere discusse non trattandosi di provvedimenti sottoposti a particolari situazioni di emergenza o legate a particolari dispositivi di legge che ne impongono l'approvazione».
«Corrono voci molto insistenti ed attendibili - spiega ancora Laurora - che un provvedimento analogo sia stato posto in itinere dalla Provincia BAT, altro Socio della STP. E' agli atti dell'assemblea dei Soci della STP dello scorso maggio, che si è proceduto ad alcune modifiche statutarie tese a ridurre da 60 a 30 giorni il diritto di opzione per i soci, in caso di vendita delle quote e l'abolizione del collegio arbitrale nel caso di difformità di valutazione sul reale valore delle quote azionarie. Questo è un terzo indizio che, com'è noto, costituisce la prova che ci troviamo di fronte ad un disegno perverso del Centrodestra pugliese che mira a svendere un'Azienda florida ed altamente produttiva di proprietà pubblica al privatucolo di turno amico di qualche amico».
«Tutto questo mentre la Regione Puglia, ha prorogato per quattro anni i servizi in affidamento in attesa di rivedere i piani triennali dei servizi e di predisporre un riassetto complessivo del TPL. Momento strategico, quindi che vedrà ovviamente la nuova citta metropolitana di Bari, protagonista nelle scelte strategiche di indirizzo e programmazione del trasporto pubblico locale, e che garantisce alla STP un ruolo molto importante e con sicuri profitti in questo nuovo scenario».
«A questo punto ci si chiede - conclude Laurora - quale sarà l'atteggiamento del Socio maggioritario, e cioè del Comune di Trani che insieme alla controllata AMET avrebbe titolo di esercitare il diritto di opzione delle azioni messe in vendita dagli altri Soci. Il Sindaco ed il Presidente del C.d.A Roberto Gargiuolo che è il protagonista dei successi amministrativi ed operativi della società e che in numerosissimi interventi sugli organi di stampa hanno rivendicato le brillanti performances della STP e si sono sempre orgogliosamente proposti come paladini e baluardo per la difesa della tranesità della STP come si pongono rispetto a questo scellerato progetto di svendita dell'Azienda che è gestita da Trani dai primi anni 70? Al Comune di Trani, per assurdo, basterebbe comprare solo il 2% delle azioni messe in vendita, si tratterebbe di poche decine di migliaia di euro, per assumere il totale controllo della STP. Una cosa è certa noi del PD rimarremo vigli su questa vicenda e non esiteremo nel denunciare politicamente e, se ne vediamo gli estremi, anche giuridicamente ogni atto contrario alla permanenza della STP in mano pubblica. Riserbato e Gargiuolo tocca a voi adesso dimostrare con i fatti il vostro sincero e disinteressato attaccamento alla tranesità della STP».
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