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Politica
Amministrative: il dado è tratto per Marinaro, mentre Ferrante si rifugia nelle "valutazioni personali" mentre Trani diventa terra di conquista per le segreterie provinciali
Il voto 24 e 25 maggio, verso un ballottaggio annunciato tra frammentazioni e post social enigmatici
Trani - giovedì 19 febbraio 2026
18.13
Trani ha finalmente le sue date: il 24 e 25 maggio la città sarà chiamata alle urne per scegliere il successore di Amedeo Bottaro. Ma, a guardare il quadro politico attuale, la vera partita sembra già proiettata verso il 7 e 8 giugno, date di un ballottaggio che appare inevitabile. Non è pessimismo, ma fredda analisi di una frammentazione che vede la città trasformata in un laboratorio di ambizioni civiche e strappi fragorosi.
I segnali social: Ferrante riflette, Marinaro rompe - Per gli osservatori più attenti, il termometro della crisi nel centrosinistra è passato per due post social tutt'altro che sibillini. Il vicesindaco Fabrizio Ferrante scrive: "È il tempo di profonde valutazioni personali". Traduzione? Nonostante un curriculum politico che lo vedrebbe come naturale erede, il PD sembra avergli voltato le spalle per l'ennesima volta, preferendo l'ennesima soluzione "esterna". Dall'altra parte, Giacomo Marinaro, Presidente del Consiglio Comunale, è stato ancora più esplicito: "Il dado è tratto?? Comunque let's go". Quel dado, ormai lanciato lontano dal PD, segna la nascita del suo "Grande Centro". Marinaro, forte di un consenso che potrebbe renderlo l'ago della bilancia o portarlo direttamente al secondo turno, ha rotto gli indugi dopo il "No" della coalizione alle primarie, condizione che aveva posto come invalicabile.
Centrosinistra: un "Campo Largo" ma stretto nei numeri - Al tavolo del centrosinistra l'aria è pesante. Attualmente mancano all'appello pezzi importanti della giunta recentemente rimpastata da Bottaro a vantaggio dell'' approvazione del Bilancio ed a danno di due assessori che, malgrado la loro fedeltà alla causa seppur con molti apprezzamenti e complimenti da parte del Primo Cittadino , sono stati accompagnati alla porta: Cecilia Di Lernia e Luca Lignola,
Al tavolo del Centro sinistra mancano quindi all'appello : Puglia Popolare (Carlo Laurora), La Puglia Prima di Tutto (Luigi Cirillo) e la civica di Loconte e Mastrototaro, con il Movimento 5 Stelle di Vito Branà che resta alla finestra e chiede una discontinuità che suona come una vera bocciatura per l'era precedente. Paradossale poi la situazione di Azione: al tavolo siede il coordinatore provinciale Francesco Spina, esautorando di fatto la segretaria cittadina Raffaella Merra, che per tutta risposta si è accomodata al tavolo del centrodestra, rivendicando un'autonomia statutaria territoriale che l'era stata garantita e che a Trani sembra diventata un miraggio. La sensazione è quella di una città "terra di conquista", dove le decisioni vengono calate dall'alto da logiche regionali e provinciali.
Centrodestra: tra nomi storici e l'ombra del "Commissariamento" - A destra la situazione non è più serena. I nomi in lizza si sono ridotti a quattro: Alfonso Mangione (FI), Michele Scagliarini (FdI), Luigi Riserbato (Lega) e la possibile sorpresa Rosa Uva, che potrebbe fungere da sintesi e mettere d'accordo tutti. Anche qui, però, il pallino è in mano ai coordinamenti provinciali con il rischio di scegliere non il candidato migliore, ma il più "fedele" ai diktat esterni.
L'autonomia civica: Trani non è di tutti - Contro questa politica che a molti non piace più che "non incanta più i serpenti" cresce l'esercito degli autonomi. Oltre alla probabile discesa in campo di Marinaro, sono già in moto con proprie liste:
I segnali social: Ferrante riflette, Marinaro rompe - Per gli osservatori più attenti, il termometro della crisi nel centrosinistra è passato per due post social tutt'altro che sibillini. Il vicesindaco Fabrizio Ferrante scrive: "È il tempo di profonde valutazioni personali". Traduzione? Nonostante un curriculum politico che lo vedrebbe come naturale erede, il PD sembra avergli voltato le spalle per l'ennesima volta, preferendo l'ennesima soluzione "esterna". Dall'altra parte, Giacomo Marinaro, Presidente del Consiglio Comunale, è stato ancora più esplicito: "Il dado è tratto?? Comunque let's go". Quel dado, ormai lanciato lontano dal PD, segna la nascita del suo "Grande Centro". Marinaro, forte di un consenso che potrebbe renderlo l'ago della bilancia o portarlo direttamente al secondo turno, ha rotto gli indugi dopo il "No" della coalizione alle primarie, condizione che aveva posto come invalicabile.
Centrosinistra: un "Campo Largo" ma stretto nei numeri - Al tavolo del centrosinistra l'aria è pesante. Attualmente mancano all'appello pezzi importanti della giunta recentemente rimpastata da Bottaro a vantaggio dell'' approvazione del Bilancio ed a danno di due assessori che, malgrado la loro fedeltà alla causa seppur con molti apprezzamenti e complimenti da parte del Primo Cittadino , sono stati accompagnati alla porta: Cecilia Di Lernia e Luca Lignola,
Al tavolo del Centro sinistra mancano quindi all'appello : Puglia Popolare (Carlo Laurora), La Puglia Prima di Tutto (Luigi Cirillo) e la civica di Loconte e Mastrototaro, con il Movimento 5 Stelle di Vito Branà che resta alla finestra e chiede una discontinuità che suona come una vera bocciatura per l'era precedente. Paradossale poi la situazione di Azione: al tavolo siede il coordinatore provinciale Francesco Spina, esautorando di fatto la segretaria cittadina Raffaella Merra, che per tutta risposta si è accomodata al tavolo del centrodestra, rivendicando un'autonomia statutaria territoriale che l'era stata garantita e che a Trani sembra diventata un miraggio. La sensazione è quella di una città "terra di conquista", dove le decisioni vengono calate dall'alto da logiche regionali e provinciali.
Centrodestra: tra nomi storici e l'ombra del "Commissariamento" - A destra la situazione non è più serena. I nomi in lizza si sono ridotti a quattro: Alfonso Mangione (FI), Michele Scagliarini (FdI), Luigi Riserbato (Lega) e la possibile sorpresa Rosa Uva, che potrebbe fungere da sintesi e mettere d'accordo tutti. Anche qui, però, il pallino è in mano ai coordinamenti provinciali con il rischio di scegliere non il candidato migliore, ma il più "fedele" ai diktat esterni.
L'autonomia civica: Trani non è di tutti - Contro questa politica che a molti non piace più che "non incanta più i serpenti" cresce l'esercito degli autonomi. Oltre alla probabile discesa in campo di Marinaro, sono già in moto con proprie liste:
- Angela Mercorio: in campagna elettorale da un anno con una rete social capillare.
- Sebastiano De Feudis: già assessore provinciale, punta su un progetto civico che superi le ideologie e punti sul metodo.
- Alessandro Moscatelli: uscito dal tavolo del centrodestra per l'eccessiva perdita di tempo, che corre con "Articolo 97", un movimento nato dal basso che ambisce a volare alto.


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