avv. Sebastiano De Feudis. <span>Foto Tonino Lacalamita</span>
avv. Sebastiano De Feudis. Foto Tonino Lacalamita
Politica

Trani, De Feudis spara a zero: «Sondaggio falso per portarmi nel centrosinistra. Accordo con Moscatelli e Mercorio non possibile»

Conferenza stampa rovente del candidato Sindaco: annuncia citazione per danni da 200mila euro contro un editore locale

Doveva essere, nelle intenzioni forzate di una parte della stampa, la conferenza stampa dell'unione miracolosa del "terzo polo" civico. Si è trasformata in un atto d'accusa durissimo, a tratti imbarazzante per la presenza in sala dei diretti interessati, lanciato dall'avv. Sebastiano (Ninni) De Feudis. Il candidato Sindaco, sostenuto da due liste civiche, ha sgombrato il campo da ogni ipotesi di accordo elettorale con Alessandro Moscatelli (Articolo 97) e Angela Mercorio (Rispettiamo Trani), ma ha soprattutto scatenato una tempesta mediatica e legale contro una testata giornalistica locale, rea di aver pubblicato un sondaggio ritenuto "artato" e "non scientifico" per condizionare la sua corsa. Nel fare ciò, De Feudis ha tenuto a sottolineare la correttezza che ha sempre contraddistinto la sua azione politica.

Il "Giallo" della convocazione e il no all'accordo a tre - La mattinata si è aperta con l'eco delle polemiche dei giorni precedenti. La convocazione della conferenza stampa, preannunciando la presenza di Moscatelli e Mercorio, aveva alimentato speculazioni su una possibile convergenza dei tre candidati civici su un unico nome. Interpretazione legittima nella tesi giornalistica, ma seccamente smentita dai fatti e dai comunicati stampa separati che i due leader civici avevano affidato alla stampa poche ore prima. Moscatelli, per il tramite del direttivo di Articolo 97, aveva ribadito la scelta della «coerenza etica e politica» e del cammino in «autonomia e libertà», rifiutando progetti che non chiarissero l'estraneità dalle logiche di schieramento predefinite e dalle dinamiche che hanno caratterizzato l'amministrazione Bottaro nell'ultimo decennio. Angela Mercorio, dal canto suo, aveva ringraziato per l'invito ma confermato che il suo percorso, avviato da tempo, proseguirà autonomamente, definendo l'accordo a tre «impossibile» a causa delle evidenti differenze di impostazione e tempistiche.

De Feudis, in apertura, ha voluto chiarire la genesi dell'equivoco: «In questa conferenza stampa ci dovevano essere Alessandro Moscatelli e Angela Mercorio... non certo per parlare della nostra unione, ma... di altri due aspetti fondamentali che riguardavano la legalità di questa competizione elettorale». Il candidato ha confermato i confronti avvenuti con i colleghi, ma ha sancito l'impossibilità dell'accordo nel rispetto dei percorsi altrui: «Questa unione tra le tre liste civiche era sostanzialmente impossibile per una questione di rispetto che ho per i miei avversari e per le persone., non era proprio il caso di prendere in considerazione o valutare il passo indietro di uno di noi tre». De Feudis ha però ribadito la sua personale disponibilità al sacrificio, se utile alla qualità del governo cittadino, marcando una linea di condotta improntata al rispetto: «Passo indietro che io ho sempre detto a tutti di essere pronto a fare, perché il mio obiettivo non era quello di fare il candidato sindaco... Il mio obiettivo era quello di dare a questa città una squadra di valore. Voi lo sapete, io ho criticato... l'attuale amministrazione, ma non ho mai mancato di rispetto ad alcuno».

Lo scontro sul sondaggio: accuse di manovre politiche e citazione per danni - Il cuore della conferenza stampa è stato però l'attacco frontale al sondaggio pubblicato da una testata locale. De Feudis ha usato parole pesantissime, definendolo un'operazione artatamente costruita per danneggiare la sua immagine e costringerlo a cedere alle lusinghe del centrosinistra. «Riguarda una cosa che è accaduta in modo spiacevole, quella che è stato pubblicato artatamente un sondaggio, poi definito questionario, che non aveva nulla di scientifico, totalmente inattendibile...» ha esordito De Feudis. Il candidato ha rivelato di aver tentato di bloccarne la pubblicazione contattando l'editore: «Io ho telefonato l'editore, gli ho detto di eliminare questo sondaggio perché non è una cosa giusta, non è una cosa scientificamente valida. Non l'ha eliminato».
Il racconto si è fatto più teso quando De Feudis ha svelato i retroscena dei contatti pre-pubblicazione: «Il giorno prima di pubblicarlo è venuto nel mio studio alle 9 di sera a dirmi pubblico solo la classifica senza pubblicare le percentuali. Io gli ho detto non puoi farlo, il giorno dopo gli ho fatto una diffida formale...». Nonostante la diffida, il sondaggio è stato pubblicato e le percentuali, a dire di De Feudis, sono circolate sui social ancor prima dell'articolo: «Il giorno dopo sono stati fatti circolare tra le varie chat anche i numeri di questo falso sondaggio e purtroppo non è che me l'hanno detto, è che l'hanno scritto pure su Facebook». La convinzione di De Feudis è che non si sia trattato di un semplice errore giornalistico, ma di una precisa manovra politica: «Tanto da farmi venire il sospetto che fosse l'ennesima manovra per cercare di portarmi nel centro-sinistra». Una manovra che il candidato ha deciso di contrastare con fermezza legale, distinguendo però tra la figura dell'editore e quella dei giornalisti, di cui dice di rispettare il lavoro: «Ovviamente io non agisco contro i giornalisti, contro il direttore responsabile. Però contro l'editore io ho già notificato un atto di citazione con risarcimento danni di 200 mila euro, ho fatto già un esposto alla Agcom e a Corecom Puglia e questo a garanzia non mia personale, ma di tutti i candidati».

La tensione e l'imbarazzo sono saliti ulteriormente quando il Direttore responsabile della testata coinvolta, presente in studio e oggetto diretto delle accuse, è intervenuto per difendere l'operato della redazione. Il giornalista ha rimandato al mittente le accuse, spiegando che l'editore ha interpellato un legale prima della pubblicazione e di essere stato rassicurato sulla legittimità dell'atto, soprattutto a seguito della mancata pubblicazione delle percentuali. Ha inoltre difeso il lavoro del redattore che ha firmato l'articolo smentendo categoricamente che la testata si presti a passacarte o manovre politiche. «Io ho rispetto per i giornalisti – ha detto De Feudis - ho rispetto per le notizie che danno i giornalisti», ma ha mantenuto la sua posizione accusando l'editore di aver modificato la denominazione da "sondaggio" a "questionario" solo dopo la diffida: «Dovresti ricordare al tuo editore che siete partiti chiamandolo sondaggio e dopo che io vi ho mandato la diffida l'avete denominato questionario». Il candidato ha insistito sulla mancanza di serietà scientifica dell'operazione, contrapponendola al costo e al metodo (Cati) di un sondaggio vero: «Un sondaggio vero costa 10.000 euro, se il tuo editore non ha 10.000 euro per farlo, invece giocare con i numeretti, che non lo faccia non è assolutamente serio». De Feudis ha poi concluso ribadendo che, a suo avviso, l'episodio mina la legalità della campagna elettorale: «Certo, perché va a influenzare l'opinione pubblica».

Il No al centrosinistra e l'apertura condizionata all'unità - Oltre alla vicenda del sondaggio, De Feudis ha affrontato i nodi politici della sua candidatura. Ha confermato di aver ricevuto un «pressante corteggiamento per entrare nel centro-sinistra, anche ad alti livelli», ma di aver sempre risposto con un «no secco, chiaro, autorevole». La ragione risiede nella sua totale discontinuità con l'attuale amministrazione Bottaro, di cui ha criticato aspramente il metodo: «Il metodo del sindaco che ha barcollato per 11 anni alla fine ha dimostrato quanto fosse limitato». De Feudis ha dipinto un quadro impietoso del centrosinistra locale, diviso tra reduci (con Marco Galliano) e combattenti (con Giacomo Marinaro), e ha lanciato una provocazione ai leader della coalizione: «C'è ancora tempo per valutare che il centro-sinistra torni unito. E il centro-sinistra può tornare unito solo se i due candidati sindaco, ferme restando le loro legittime ambizioni ed aspirazioni, riescono a fare un passo indietro nell'interesse della città». Una unione che De Feudis auspica per il bene della città e alla quale si dice pronto a partecipare, ma solo a condizione di un centrosinistra realmente unito e pronto a governare con un metodo diverso. In un passaggio ricco di riferimenti politici e personali, il candidato ha anche commentato la sua "distonica" interazione con Moscatelli e Mercorio, entrambi provenienti da esperienze di centrodestra. De Feudis ha mostrato simpatia per il loro percorso di ravvedimento, ribadendo la sua correttezza nelle interlocuzioni («Io sono stato corretto con tutti»): «Guardo con simpatia ad Angela Mercorio e Alessandro Moscatelli che tra l'altro si sono ravveduti e entrambi hanno lasciato un centro-destra che li ha delusi, segnale questo che la crisi è dei partiti».

La lucida determinazione e la coerenza - L'impressione finale che l'Avv. Sebastiano (Ninni) De Feudis ha lasciato al termine della conferenza stampa è quella di un leader politico che non solo ha una visione chiara e lucida della complessa macchina amministrativa di Trani, ma che possiede anche una ferma e coerente determinazione nel non cedere alle logiche di spartizione del potere. Il rifiuto del "pressante corteggiamento" del centrosinistra, De Feudis lo ha ribadito con forza, è il non essere alla ricerca di un "posto al sole" o di una rendita politica, marcando una distanza netta da chi "di politica ha sempre vissuto". La natura del suo rapporto con la gestione della cosa pubblica è stata chiara quando ha detto che: "Il potere lo esercito qui nel mio studio legale, nel mio lavoro", una dichiarazione di indipendenza che sin dall'inizio, di questa lunga campagna elettorale, è stata la sua cifra.

Infine, De Feudis ha annunciato il suo metodo per la campagna elettorale, improntato sulla trasparenza e sul contatto diretto. Il candidato, che ha dichiarato di voler essere "protagonista del cambiamento", ha anche risposto a una domanda su un eventuale ballottaggio, blindando la sua identità valoriale: «I miei valori sono i valori del centrosinistra. Fintanto che non li sento declinare, non faccio accordi con nessuno». La conferenza stampa si è conclusa con questa dichiarazione di intenti, lasciando aperti i giochi per una campagna elettorale che si preannuncia infuocata, tra aule di tribunale e piazze social e cittadine, ma sempre nel solco di una promessa di rispetto istituzionale.
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