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Partecipate, conti in ordine a Trani: l'Amministrazione porta in utile Amet e Amiu

La guida del Comune consolida Amet con un bilancio record e assicura la crescita di Amiu, gestendo con decisione la sfida della discarica

Le due principali società partecipate del Comune di Trani, Amet e Amiu, chiudono il bilancio 2024 con il segno più, ma dietro i numeri si celano percorsi e sfide profondamente diverse. Da un lato, Amet registra un utile record che segna un ritorno alla stabilità; dall'altro, Amiu migliora i suoi conti ma resta alle prese con la pesantissima eredità della discarica comunale.

Amet: un utile da 5 milioni e la spinta del PNRR
Amet Spa chiude l'esercizio 2024 con un risultato eccezionale: un utile di quasi 5 milioni di euro (4.966.510), in netto contrasto con i 278 mila euro dell'anno precedente. Un risultato che, come specificato nella relazione, è frutto anche di un'importante operazione di pulizia contabile, con il rilascio di un fondo rischi di circa 7 milioni che ha inciso positivamente sul bilancio. Il patrimonio netto sale a 25,5 milioni, rendendo l'azienda più solida e proiettata al futuro, Amet guarda avanti con fiducia, forte dell'ammissione a un progetto PNRR da 10,4 milioni di euro per il potenziamento della rete elettrica cittadina, una sfida cruciale per il futuro energetico di Trani.

Amiu: gestione efficiente, ma pesa il "buco" da 9 milioni
Anche Amiu Spa chiude il 2024 in positivo, con un utile di 83.888 euro, in significativo miglioramento rispetto ai 14.872 euro del 2023. Un risultato che conferma la buona gestione operativa della società, con una raccolta differenziata che nei primi otto mesi del 2025 si è mantenuta oltre il 75%. Tuttavia, sui conti dell'azienda resta l'ombra dei 9 milioni di euro mancanti legati al fondo post gestione della discarica comunale, chiusa nel 2016 per inquinamento. Sebbene Amiu abbia un fondo di 22 milioni, solo 13 risultano realmente disponibili, con un disavanzo che grava sul Comune che assicura di aver già accantonato i primi 3 milioni di euro e precisato il fatto che sono in atto azioni per recuperare crediti da altri comuni e trattative con la Regione per ridurre l'esposizione economica. Nel frattempo, Amiu prosegue con i lavori di chiusura definitiva dei lotti della discarica

L'analisi dei bilanci di Amet e Amiu racconta due storie parallele ma profondamente diverse del rapporto tra una città e le sue aziende partecipate. Da un lato, emerge una Amet che, attraverso una significativa operazione contabile, sembra chiudere un capitolo di complessità passate per proiettarsi verso un futuro di innovazione, simboleggiato dal massiccio investimento del PNRR sulla rete elettrica. Dall'altro, una Amiu la cui virtù operativa – raggiungere risultati eccellenti nella raccolta differenziata – rischia di essere costantemente minacciata da una pesantissima eredità del passato, quella del "buco nero" della discarica.

Per il Comune di Trani, socio unico di entrambe, questo significa gestire una doppia e complessa sfida. Da una parte, guidare Amet in una delicata transizione industriale, assicurandosi che i nuovi progetti creino un valore reale e duraturo per la comunità. Dall'altra, e forse con maggiore urgenza, per trovare una soluzione definitiva e sostenibile per il fardello finanziario di Amiu, che pesa non solo sull'azienda ma sull'intero bilancio comunale. La salute di queste due società è, in ultima analisi, la salute dei servizi e delle finanze della città. La capacità di gestire tanto le opportunità del futuro (Amet) quanto i gravosi oneri del passato (Amiu) sarà la vera misura della visione strategica dell'amministrazione per il futuro di Trani.
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