Apatheia

Leucemie, record nella morente BT

Investire denaro e personale per la prevenzione

La leucemia è un tumore delle cellule del sangue ed è causato da una proliferazione incontrollata delle cellule staminali che si trovano nel midollo osseo. Può essere di forma acuta o cronica. La forma acuta si manifesta soprattutto nei primi dieci anni di vita mentre quella cronica si diffonde maggiormente dopo i quarant'anni fino a raggiungere picchi di più elevata insorgenza intorno agli ottant'anni. La sopravvivenza, nelle forme acute, è molto bassa.

Con delibera n.880 del 12 maggio 2010 la Direzione Generale della Asl BT ha istituito il registro tumori. Lo scopo di questo registro è di rilevare tutti i nuovi casi di tumori, diagnosticati nella BT, dal 2006 al 2008 così da poter avere una mappa completa dei dati di incidenza della patologia tumorale, degli indici di prevalenza e di sopravvivenza, capire quanti individui sviluppano il cancro dalla prima comparsa dei sintomi. Dai dati del 2006 di questo registro, anche se si tratta di dati preliminari e non definitivi, si evince che i malati di leucemia nella BT, sia tra i maschi che tra le donne, dovrebbero essere superiori a quelli registrati non solo nelle altre parti della Puglia ma anche nelle altre regioni del nord. Ma anche se non dovessimo detenere questo doloroso record i dati sono comunque allarmanti.

Vogliamo parlarne?

Le cause che provocano la leucemia non sono ancora del tutto chiare, si parla solo di fattori di rischio e tra questi ne cito solo alcuni: le radiazioni ionizzanti, il benzene che è presente nel petrolio e nella benzina ed è stato parecchio utilizzato in passato come solvente per vernici, il fumo di sigaretta, alcune malattie dove vi sono delle mutazioni genetiche.

Non essendo un oncologo né uno studioso non ho la pretesa di entrare nel merito per quanto concerne l'eziologia di questa grave malattia. Ciò che mi preme è il dato sconcertante che emerge dal registro tumori della BT: siamo tra i primi posti, abbiamo anche questo triste primato. Non sono uno studioso ma sono un padre ed ho, dopo aver appreso questa notizia, una paura fottuta.

Cosa possiamo fare?

Il nostro compito, come cittadini, come padri e come madri, deve essere, senza esitazioni, quello di invitare i nostri governanti, i nostri sindaci ad investire nella ricerca per migliorare la prognosi, ma soprattutto nello studio delle possibili cause, nell'analisi di dati certi per capirne l'incidenza città per città, nel promuovere il monitoraggio continuo per capire perché nella nostra terra c'è un'incidenza maggiore di questo fenomeno, capire cosa non ha funzionato e cosa non funziona. Dobbiamo pretendere che venga investito denaro e personale per la prevenzione. Dobbiamo far presto, dobbiamo parlarne, dobbiamo combattere per i nostri figli.
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La rubrica di Rino Negrogno

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