Avviso di chiamata

"Palle piene, urne vuote"

Fai presto Gigi, serve un'inversione di tendenza

No, basta. È il colmo. Ora pure la liquefazione del Pronto Soccorso si profila nella lunga sottrazione di beni utili, di primaria necessità e beni opzionali, comunque essenziali, come quelli culturali, per la vita d'una città come Trani. L'assalto alla diligenza, lo spettacolo d'una città che viene via via spogliata di tutto ciò che ha scritto la sua storia ordinaria e straordinaria, continua attraverso un'impressionante progressione di vuoti, mancanze, assenza delle istituzioni e di chi deve o dovrebbe rappresentarci. Passi per la mancanza cronica d'un parlamentare o di un rappresentante regionale (quest'ultimo quanto avrebbe, forse, potuto essere utile contro gli assalti alla "diligenza sanità"), ma le allarmanti "diapositive" (ora nell'era renziana vanno di moda le slide) della discarica disattivata, del mare marrone che continuano a certificarci pulito, di due cinema abbandonati da anni, ora anche di un Pronto Soccorso vicino alla chiusura, sono i segnali inequivocabili d'una decadenza senza fine, che non trova risposte, soluzioni, slanci da parte chi è stato scelto per guidare questa città.

La mole di disservizi fa a pugni con le aliquote massime delle tasse di matrice comunale e dell'assenza di strategia di ripresa per l'economia cittadina, che appare sempre più moribonda. Attenzione: abbiamo scritto "strategia" per ridare linfa e non banale e velleitaria richiesta di posti di lavoro o sussidi a pioggia che prima o poi non si sarà più in grado non solo di erogare, ma nemmeno di promettere, per tenere buona la pletora di cittadini che quasi quotidianamente staziona a Palazzo di città, sperando di ottenere qualcosa. Il taglio del Pronto Soccorso è l'ultima emblematica immagine d'una città non rappresentata all'esterno (Regione e Stato) e amministrata, ieri ed oggi, con estremo affanno all'interno, tra faide continue da parte dei rappresentanti politici ed un odioso barcamenarsi tra nomine da distribuire e richieste periodiche da parte di chi dovrebbe invece rappresentare la città in maniera disinteressata. Il titolo provocatorio che ho scelto questa settimana fa il verso al famoso "piazze piene, urne vuote", con una modifica che credo certifichi pienamente e adeguatamente l'umore di tanti cittadini e cittadine stufi e stufe di essere trattati come figli di un dio minore, come cittadini di serie B, che avrebbero come unico modo, per esprimere il proprio malcontento, le urne lasciate vuote, ma che, invece, oltre a non riempire nemmeno le piazze (addio movida, da quello che leggiamo sul nostro portale), le urne le riempie sempre, all'ultimo momento, accontentandosi del proverbiale zuccherino. A quel punto le palle potranno pure scoppiare, ma questa città non cambierà mai.

Tra consiglieri indipendenti da partiti già fantasma (ma indipendenza da cosa? Dal nulla? Indipendenza che permetta di gestirsi in prima persona senza dover rispondere più a nessuno? Tra queste dichiarazioni d'indipendenza anomala,quelle di oggi, ma anche quelle di qualche mese fa, che sono frutto più della mancanza di coraggio politico d'interrompere un'esperienza politica di governo ormai ampiamente fallimentare, tra i plichi anonimi, degni della Germania Est, prima della caduta del Muro (e meno male che i comunisti non ci sono più…), tra paure vere per la salute dei cittadini, tra un pauroso vuoto culturale (notiamo la paurosa assenza di un giornalismo culturale, che mi piacerebbe rianimare, da un momento all'altro), vuoto culturale dal quale non possiamo affrancarci solo mettendoci la coscienza a posto con i Dialoghi di Trani, una volta all'anno (come quei seducenti cattolici che vanno a messa solo a Natale e Pasqua), ecco che la misura della pazienza tranese è ai limiti storici. E urge un'inversione di tendenza.

Questo non significa sperare che Riserbato cada. Anche lui, se vuole, è ancora in tempo per operare quell'inversione. Ma come scrisse Roberto Napoletano quasi tre anni fa, sul Sole 24 ore, quando l'Italia stava per caracollare definitivamente: "Fate subito". Gigi, fai presto, prima che Trani e di conseguenza la tua immagine politica, siano del tutto compromesse. Ricorda la tua ascesa politica negli anni scorsi: prometteva benissimo: avresti potuto tranquillamente continuare a fare il presidente del consiglio provinciale a zero danni e rischi e ottima visibilità: hai voluto fare il sindaco: gioca questa carta fino in fondo, ma devi cambiare impostazione, se ci riesci. E' un "avviso di chiamata" ai limiti. Ma dobbiamo provarci.
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