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Ragù Pd con macinato di Ferrante

Un classico esempio di politica ciambottara

Non poteva finire peggio la storia di un ragazzo di periferia, alias Fabrizio Ferrante. Giunto dalle file del centro - destra, chissà quante volte, seduto magari sul water di casa, luogo in cui si snodano le meditazioni di inizio, metà e fine giornata, avrà pensato che avrebbe fatto meglio a non iscriversi al Pd, a rimanere dov'era. Sarà una provocazione, ma, visto l'andazzo e l'incredibile maionese confezionata dal suo stesso partito, in questi giorni di avvio della campagna elettorale, io al posto suo lo avrei pensato. Magari da quella parte ci sarebbe stata sempre la spalla di un Pinuccio T. su cui fare affidamento, uno sguardo ipnotico d'intesa con Peppino Ramses DM, una risata davanti ad un aperitivo con Gigi R., che ora, immagino io da malpensante, potrebbe vedersi regalare il pacchetto di voti dello stesso Fabri.

Niente, cavolo, dalla parte di Fabrizio "ciuffo alla Fonzie", s'è eclissato pure quello che in fondo più lo aveva incoraggiato a tenere duro, il finto duro Emiliano, in quanto poi è un bonaccione, che da quando s'è messo in testa di diventare uno dei capi del PD, anche se non glielo fanno fare, si diletta a scegliersi cavalli, vedi il nostro Fabri, o facendosi intervistare dal berlusconiano Cruciani della Zanzara su radio 24 (e parlando male del PD) e andando in tv un giorno sì e l'altro pure. Era rimasto solo Boccia, il fidanzato della pidiellina salernitana De Girolamo a sostenere Fabri Sfibra, anzi ora sarà il caso di aggiungere anche Sfiga. Per il resto è stata fatta terra bruciata intorno al ciuffo più famoso di Trani. Ma con tutto il cattivo sangue che gli hanno fatto fare sembra che pure il ciuffo stesso stia perdendo colpi. Che dire?

E' un classico esempio di politica ciambottara: quelli del PD hanno mandato avanti come Pollicino nel bosco, in piena notte, il giovane candidato che aveva vinto le Primarie. Il sottoscritto aveva nutrito qualche dubbio su quella tornata elettorale, pagando a caro prezzo le perplessità condite in salsa ironica. Ma vai a sapere che quelli del PD, i capoccia, non solo nutrivano dubbi e perplessità, ma le avevano ritenute una specie di giochetto fatto a Trani tanto per passare una domenica, come un torneo di bocce, e le stavano per liquefare (eufemismo). Tanto è vero che Michele Emiliano voleva fare le Secondarie e gli altri capoccia le hanno alla fine di fatto definitivamente sconfessate. Alla faccia del dubbio! Ferrante Fabri Sfibra va avanti coi quattro amici politici rimastigli (nella giungla politica fanno quasi tenerezza gli alleati di API e Federazione di Sinistra che gli si stringono attorno) e i 2.500 voti raggranellati in quelle ormai nefaste Primarie. Quelli del PD, dall'altra parte portavano avanti il piano B, mentre Fabri Sfiga già metteva su manifesti, pennelli, colori. Pollicino Ferrante, convocato fuori tempo massimo dal capo Blasi, che non è un ex centrocampista della Juve di Moggi, pare sia sbiancato quando quello gli ha detto - attenzione, una settimana fa, non a dicembre - che avrebbe dovuto fare un passo indietro.

Poi la storia è nota: Fabri resta per ora candidato coi suoi 2500 fan, che dopo il probabile ballottaggio saranno dirottati, immagino per ripicca, verso la destra ("Orrore…" avrebbe detto la buonanima di Gigi Sabani quando imitava Enzo Tortora). Il ragù del PD con macinato di Ferrante e co. è servito: una bella pagina di antipolitica, cominciata male con quelle Primarie un po' così e finita peggio con il Piccolo Fiammiferaio lasciato con l'ultimo cerino acceso, fuori dalla porta, mentre in casa ai piedi di Nonno Ugo, tutti ascoltano la nuova favola della politica tranese. Insomma, alla fine della fiera la battuta non sarà elegante me è irrinunciabile e so che Fabrizio è persona di spirito e gradirà: se quelli dell'altra parte "ci mettono la faccia", Fabri stavolta ci ha ri – messo il culetto.
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