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Raimondhannibal

Non ci restano che cinema e calcio...

La dissociazione di Raimondo Lima dalla nuova Forza Italia, già di per se ampiamente annunciata e scontata, non solo rischia di non essere l'unica, insieme a quella di altri attuali consiglieri di centrodestra, ma rappresenta un simbolo, una sirena prolungata, come quella di chiusura della Villa a mezzanotte, d'estate.

L'avvicinarsi della convulsa votazione del bilancio previsionale, le minacce di Corrado, la difficoltà di quelli dell'Udc a dire apertamente da che parte stanno, i mal di pancia diffusi, trovano un collettore simbolico. Un giovane consigliere di destra che, già da tempo scettico sull'operato dell'attuale amministrazione, indipendentemente da come finirà Riserbato, prende le distanze da questo tipo di maggioranza, di squadra, di concepire la politica. La riberlusconizzazione non fa per lui. La processione dietro Santanché starnazzante lui non la farà. La coerenza che vuole incarnare, dovrebbe quindi, di conseguenza, portarlo a prendere definitivamente le distanze anche dal governo in carica. Dopo i paccheri di Corrado, potrebbero arrivare i morsi di Lima, novello Hannibal, pronto a contribuire alla fine di questa esperienza politica di governo. Lo scontento di altri consiglieri sta per venire fuori in modo esplicito. Scontento che in molti covano da mesi. Insomma dopo il preparatore dell'assaggino e dell'aperitivo anti Riserbato, ovvero Corrado, ecco giungere l'emulatore Raimondo. Emulatore cannibale del governo Riserbato che scassa, svelle, morde , sbrana e seziona questa squadra amministrativa già esangue sin dagli albori della sua azione. Gli schizzi di sangue sono visibili sulle pareti di Palazzo di Città, dove da giorni si respira "Aria amara", come avrebbe confidato lo stesso Lima a persone a lui vicine. Raimondo annusa quell'aria e parte, insieme a master chef Corrado, con la macellazione.

Fabrizio Ferrante e Carlo Laurora, pur con le loro vicissitudini, sono i grandi osservatori alla finestra dell'attuale spettacolo politico. Fabrizio, tutto preso dal sogno Renzi, viene però risvegliato di continuo dalle strattonate dei suoi (Cognetti sarebbe dato ormai sul piede di partenza da UpF), a cominciare da molti suoi giovani sostenitori, ormai ex entusiasti, che in un a riunione a porte chiuse gli avrebbero rinfacciato di pensare troppo al sogno renziano e a futuri sogni romani, mettendo in secondo piano le esigenze tranesi e del movimento. Ferrante li avrebbe rincuorati dicendo che non devono preoccuparsi, che il momento è favorevole e tutti lo stanno cercando e chiamando. Quindi, ci sarà gloria per tutti. Ferrante ha ragione. Ormai, in fondo pensa in modo sprovincializzante, sicuro che bisogna andare oltre il recinto tranese, e forse anche del suo gruppo. E poi se vuole e deve rientrare nel Pd, il gruppo che lo tiene a fare? Penso che si ragioni così in casa Ferrante, sempre ben consigliato e sostenuto da ottima moglie. Oh! Voglio leccarli pure io questi Ferrante, visto che lo fanno tutti. Sono abbastanza renziano? Slurp!

Carlo Laurora potrebbe invece rivivere un clamoroso nuovo flirt con la nuova Forza Italia. Un abboccamento importante nei prossimi giorni, qualche telefonata e la prossima settimana ne sapremo di più. La seconda pomiciata con Forza Italia 2.0, anzi punto e a capo, potrebbe anche riavviarsi. Altro segnale negativo, di riflesso per il governo Riserbato. Come farebbe Laurora, lontano anni luce da Gigi, a sostenerlo? Di qui anche le scalciate ed i paccheri di Corrado. I conti dovrebbero tornare. Se Riserbato cade, Laurora è pronto a candidarsi, con Corrado vicesindaco o su qualche poltrona di pregio. E Peppino Di Marzio che va in Regione, come già detto. A proposito, visti gli sviluppi veloci, anche la sinistra dovrebbe darsi una mossa. Per evitare di arrivare di nuovo divisa o stanca al traguardo. Ma lì non ci sono Hannibal. A ben guardare non c'è proprio nessuno.

Dinanzi a questa politica mortificante non ci restano che realtà che ci spingono all'evasione. Il circolo "Dino Risi" pronto a vivere un'altra stagione di passione cinematografica (si ricomincia a metà ottobre e nel frattempo da seguire una rassegna che alterna titoli del passato con pellicole recenti, con un omaggio speciale a Nanni Loy.) Poche le consolazioni per i tranesi: una squadra di calcio che sembra essere all'altezza di questa città, le iniziative di singole associazioni (ottima la infestazione sui fatti del '43 organizzata da Obiettivo Trani e Traninostra), la consueta pregevole rassegna cinematografica in partenza nel mese di ottobre del Cinema Impero. Qualche voce di buone notizie sembra arrivare dal fronte Supercinema. La famiglia proprietaria sembra di nuovo orientata, pur di non rimanere con questo scandaloso vuoto a perdere, a riaffidare lo stabile in gestione ad un soggetto affidabile. Meglio così, invece dei sogni utopici degli ultimi anni o del fantomatico teatro Amet. Anzi, visti gli ultimi sviluppi, il teatro all'Amet lo stanno facendo davvero. Peccato che non sia finzione, ma pura realtà. Ultima commedia in cartellone "La consulenza", tra atti scritti in un mese per il pubblico pagante. Pagante in tutti i sensi. Visti i debiti. Ferdinando cala il sipario!
  • Fabrizio Ferrante
  • Raimondo Lima
  • Domenico Cognetti
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