Chiaro e Tondo

Il colore dei soldi 2

Chiaro e Tondo 72

Mai come in questo momento, anche più del periodo burrascoso dei debiti comunali, vi è un richiamo tra soldi e politica. L'idea, il progetto, la comunanza d'intenti, l'esigenza del cittadino, tutto viene sacrificato sull'altare dei soldi che incastrano o fanno defluire un'azione politica, sociale, amministrativa. In nome di un improvvisa esigenza da risparmio non si nomina un mucchietto di assessori, oltre che per le solite beghe interne di partiti con mal di pancia e dissenteria cronica. Come fa notare un lettore, sembra che , paradossalmente, anche l'Amet voglia "risparmiare" sull'amministratore delegato in carica, del quale non compaiono atti ufficiali da nessuna parte, poiché, anche i comunicati per la stampa, sono a firma del presidente Gala. La legge ordina invece che il motore di un'azienda come l'Amet sia proprio l'amministratore delegato. Chi l'ha visto?

In nome del risparmio, sul quale s'era giustamente sollevata una polemica non da poco, non si hanno più notizie dell'incarico legale Amet ( a ridalle!) all'araba fenice della politica tranese, la stessa Chiarello, (riemerge sempre dalle sue ceneri, possibilmente con nuovo partito e nuovo incarico ad hoc), per la quale stavolta però butterebbe male, poiché pare che non abbia ancora incassato, per questa nomina, nemmeno il becco di un euro. Chiediamo dunque: in attesa di una nuova azione da araba fenicie, (lo spifferato incarico da assessora), la Pina della politica tranese è operativa o no come legale Amet? Non fosse altro per tutte le pietrate in testa che s'è presa da opposizione e cittadini, quando hanno saputo che questa amministrazione le stava apparecchiando una nomina – ciliegina, come avvocato della nostra municipalizzata.

Ultima postilla in nome del binomio soldi – politica, secondo il quale si dovrebbe annullare la nomina di city manager, già a suo tempo elargita per un "cavallo di razza" della politica locale, Carlo Laurora, che ora sferra calci e pedate contro quell'amministrazione che lo "incoronò" capo dei capi del Palazzo, con stipendio da 80.000 mila euro lordi annui. A suo tempo, quando nel 2006 faceva ancora il bello e cattivo tempo in Forza Italia, Laurora fu fra coloro che spalancarono la strada alla candidatura del Pinuccio 2, tarpando le ali alle velleità di ritorno in sella, come candidato, ergo come sindaco, vista la pochezza delle alternative, dell'amico di partito Di Marzio, che immagino non l'abbia presa bene. Di Marzio, legato a doppio filo con Fitto, penso che abbia osservato sulla riva del fiume la fine da Don Rodrigo che Laurora ha poi patito per mano del suo stesso ex partito, con passaggio sul fiume del cadavere, poi resuscitato dall'UDC. Storie di ordinaria politica tranese e… barese.

Chiudendo la storia del risparmio e della rappresentanza cominciata nella prima puntata del "Colore dei soldi": si chiede rappresentanza di consiglieri comunali per fare l'assessore: bene, e come la mettiamo con il signor Lapi, dato per futuro certo assessore e che per sua sfortuna non viene "riconosciuto" da "Trani prima di tutto" per cui alcuni stessi rappresentanti di questo movimento avrebbero detto di non conoscerlo. Così come la stessa signora Cicolani, pur degnissima nel suo operato, ma che a suo tempo, non fu riconosciuta da Riserbato e De Toma come riconducibile all'UDC? E come la mettiamo, a proposito di risparmio, sulle commissioni consiliari riunite per mezz'ora, un'ora, per giunta, a volte, nell'ufficio di gabinetto del sindaco (luogo certo non deputato alla bisogna) per poi giustificare, il gettone di presenza (a ridalle!). E qui infatti c'è già un'indagine in corso. Soldi e politica. La storia continua…
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