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«Dopo la schifezza di Roma è ora di alzare lo sguardo»

Lettera in redazione di Andrea Orciuolo

Si dice che di troppo rigore si muore, questo è lo slogan che rimbalza da un punto all'altro dell'Italia contro le forti restrizioni economiche, la tassazione esosa, il giro di vite finanziario. Si muore in Italia anche per asfissia da corruzione, da frode fiscale, da mafie e dal degrado politico (vedi Roma). Ma soprattutto mi sembra si muoia di sfiducia, con questa classe politica che, da nord a sud, ci governa. Si muore anche di speranza nel futuro dei nostri figli, tutto ciò è frutto di un ripetersi e dell'amplificarsi quotidianamente di queste vergognose notizie.

Non capisco bene, prima montano lo sdegno e l'ira, poi la vergogna rassegnata di essere italiani, infine la minaccia di lasciare l'Italia, fino a lasciarla davvero, oh poveri figli. Ora, però, che Natale è arrivato, da vecchio commerciante mi preoccupo solo del forte calo dei consumi e dei tanti commercianti esposti a forti pericoli e rischi di mancati acquisti da parte di tanti cittadini che non possono arrivare a fine mese per pagare tasse che poi finiscono alla mafia romana e ai politici corrotti. Forse è veramente l'ora di alzare lo sguardo e guardare a Natale per quello che effettivamente è: una cosa buona e grande.

Notizia: Dio viene tra noi. E ditemi se questo è poco! Perciò coraggio, cari politici italiani, tutti insieme guardate il nostro Paese: è in totale crisi, al posto di rubare (che fa schifo) cercate innanzitutto di riavviare la ruota del lavoro, poi va agevolato l'accesso ai finanziamenti. Date incentivo al mercato immobiliare, stando attenti al sistema bancario e ai suoi tassi da usura.

Questo dovete fare, cari politici, per non fare morire la nostra bellissima Italia: deve tornare a vivere e a lavorare con la passione della vita. Coraggio, cari politici, non pensate più alla grande schifezza di Roma. Ora occorre ritrovare motivazioni nuove, per tornare a vivere onestamente. Non si tratta di mettere la testa nella sabbia, secondo la politica dello struzzo, per non vedere cosa succede. Qui si tratta solo di guardare oltre, più avanti. E Natale insegna che la semplicità della vita, perfino la povertà, possono essere vissute come un'opportunità contro un egoistico superfluo ingombrante, che illude di offrire pienezza e lascia invece il vuoto.

Natale insegna che la famiglia è un valore insostituibile, come lo è il lavoro e l'ascolto di voci d'angeli che dall'alto invitano alla pace. Pensiamo un attimo a Natale: Dio ha scelto semplicemente di vivere, perché crede che vale la pena farlo. Buon Natale a tutti e buona vita.
  • Sistema Trani
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