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Referendum, De Simone: «Dimissioni doverose»
Critiche a Nordio, Delmastro e Bartolozzi: «Errori gravi e classe dirigente inadeguata»
mercoledì 25 marzo 2026
10.33
Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta a firma del professore Giuseppe De Simone all'esito del referendum.
L'esito catastrofico del recente referendum costituzionale impone alcune urgenti riflessioni all'interno dello schieramento del centrodestra italiano.
Occorre individuare gli errori commessi ed i responsabili dei passi falsi compiuti nel corso della campagna referendaria.
Si sapeva da tempo delle indagini su Delmastro.
Perché non si è dimesso immediatamente e perché non è stato quantomeno invitato a dimettersi?
Anche la Bartolozzi ci ha messo del suo: riesce a farsi nominare da FdI, vice Capo di Gabinetto al Ministero della Giustizia. Per non parlare delle indagini a suo carico per falsa testimonianza e, per concludere, con l'uscita sulla Magistratura come "plotone di esecuzione".
Eppure il Ministero di Grazia e Giustizia è stato interessato per alcune vicende succedute in alcuni comuni della provincia BAT, ma non ha mai riscontrato le note di suggerimento per alcune iniziative ministeriali.
Vanno valutate in particolar modo gli errori imperdonabili commessi dal Ministro della Giustizia Nordio, errori riconosciuti dal predetto Ministro.
D'altra parte le invettive e le critiche diffamatorie sia di sinistra che di destra non possono essere apprezzate o condivise da cittadini onesti e che vogliono una giustizia certa, scevra da interferenze esterne.
Inoltre sono convinto che il diritto di cronaca non può ledere la dignità morale e professionale di chiunque appartenga alla sinistra o alla destra.
Sono convinto che gli avvocati che hanno votato si o no abbiano un'anima, nel caso in cui esprimano un loro pensiero in modo acritico e convinto.
Né gli italiani possono apprezzare le frasi del Dott. Gratteri quando intimorì un giornalista di un quotidiano, soprattutto perché non è consentito agli operatori della Giustizia fare commenti, apprezzamenti o invettive contro la stampa.
Oserei dire che i Giudici devono lavorare in silenzio e non in modo plateale.
Mentre scrivo queste modeste riflessioni, mi informano che Del mastro e Bartolozzi hanno lasciato (troppo tardi) i loro incarichi.
Forse (non ci crede nessuno!) lo farà anche la Ministra Santanchè, la quale doveva rimettere l'incarico nel momento in cui ha ricevuto un primo avviso di garanzia, come lo scrivente ha ritenuto rimettere l'incarico di Amministratore del comune di Trani, non appena il Pubblico Ministero, più volte condannato, ha aperto l'indagine penale
Il ceto dirigente del centrodestra è inesistente o inadeguato.
Occorre reclutare nuove risorse umane selezionate con cura guardando molto oltre il proprio.
Ora sono doverose anche le dimissioni del Ministro Nordio che non ha più l'habitus adeguato a rapportarsi con l'ANM e con i Tribunali d'Italia.
L'esito catastrofico del recente referendum costituzionale impone alcune urgenti riflessioni all'interno dello schieramento del centrodestra italiano.
Occorre individuare gli errori commessi ed i responsabili dei passi falsi compiuti nel corso della campagna referendaria.
Si sapeva da tempo delle indagini su Delmastro.
Perché non si è dimesso immediatamente e perché non è stato quantomeno invitato a dimettersi?
Anche la Bartolozzi ci ha messo del suo: riesce a farsi nominare da FdI, vice Capo di Gabinetto al Ministero della Giustizia. Per non parlare delle indagini a suo carico per falsa testimonianza e, per concludere, con l'uscita sulla Magistratura come "plotone di esecuzione".
Eppure il Ministero di Grazia e Giustizia è stato interessato per alcune vicende succedute in alcuni comuni della provincia BAT, ma non ha mai riscontrato le note di suggerimento per alcune iniziative ministeriali.
Vanno valutate in particolar modo gli errori imperdonabili commessi dal Ministro della Giustizia Nordio, errori riconosciuti dal predetto Ministro.
D'altra parte le invettive e le critiche diffamatorie sia di sinistra che di destra non possono essere apprezzate o condivise da cittadini onesti e che vogliono una giustizia certa, scevra da interferenze esterne.
Inoltre sono convinto che il diritto di cronaca non può ledere la dignità morale e professionale di chiunque appartenga alla sinistra o alla destra.
Sono convinto che gli avvocati che hanno votato si o no abbiano un'anima, nel caso in cui esprimano un loro pensiero in modo acritico e convinto.
Né gli italiani possono apprezzare le frasi del Dott. Gratteri quando intimorì un giornalista di un quotidiano, soprattutto perché non è consentito agli operatori della Giustizia fare commenti, apprezzamenti o invettive contro la stampa.
Oserei dire che i Giudici devono lavorare in silenzio e non in modo plateale.
Mentre scrivo queste modeste riflessioni, mi informano che Del mastro e Bartolozzi hanno lasciato (troppo tardi) i loro incarichi.
Forse (non ci crede nessuno!) lo farà anche la Ministra Santanchè, la quale doveva rimettere l'incarico nel momento in cui ha ricevuto un primo avviso di garanzia, come lo scrivente ha ritenuto rimettere l'incarico di Amministratore del comune di Trani, non appena il Pubblico Ministero, più volte condannato, ha aperto l'indagine penale
Il ceto dirigente del centrodestra è inesistente o inadeguato.
Occorre reclutare nuove risorse umane selezionate con cura guardando molto oltre il proprio.
Ora sono doverose anche le dimissioni del Ministro Nordio che non ha più l'habitus adeguato a rapportarsi con l'ANM e con i Tribunali d'Italia.


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