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Carcere di Trani, un dipendente: «Manca un collegamento diretto con il trasporto pubblico»
Il lettore chiede di valutare una fermata dedicata
mercoledì 5 agosto 2026
9.35
iReport
Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione del nostro lettore Antonio Roberto Lamarca, dipendente della Casa Circondariale di Trani.
«Desidero portare all'attenzione della città e delle istituzioni una problematica che da anni interessa la Casa Circondariale di Trani. La struttura, infatti, non è servita da un collegamento diretto con il trasporto pubblico urbano.
È vero che una linea effettua una fermata nei pressi della LUM e dell'istituto scolastico della zona, ma non esiste una fermata dedicata che consenta di raggiungere realmente il carcere in modo agevole. Chi arriva in treno o non dispone di un'automobile è costretto a percorrere a piedi l'ultimo tratto, con notevoli disagi.
È paradossale che un autobus raggiunga una struttura adiacente, ma non una sede dello Stato che ogni giorno accoglie dipendenti, avvocati, familiari dei detenuti, volontari, fornitori e numerosi altri cittadini. Basterebbero poche centinaia di metri o una semplice modifica del percorso di una linea esistente per rendere il servizio davvero utile e accessibile.
A subirne le conseguenze sono soprattutto i familiari dei detenuti, che spesso arrivano da altre città con i mezzi pubblici. Non è raro vedere persone anziane, genitori con bambini piccoli e passeggini affrontare a piedi un percorso lungo e faticoso, sotto il sole estivo o con il maltempo, semplicemente perché manca un collegamento adeguato.
Le difficoltà riguardano anche noi dipendenti. Nel mio caso, essendo una persona con disabilità, sono costretto a ricorrere a mezzi privati, accompagnatori e altre soluzioni alternative per raggiungere il luogo di lavoro, sostenendo ogni mese spese che potrebbero essere evitate se esistesse un servizio pubblico efficiente.
Ritengo che questa situazione sia in contrasto con i principi di accessibilità, inclusione e pari opportunità che le istituzioni sono chiamate a garantire. La Casa Circondariale è una struttura pubblica fondamentale per il territorio e non dovrebbe essere considerata una realtà periferica o secondaria.
Per questo rivolgo un appello al Comune di Trani, agli enti competenti e all'azienda che gestisce il trasporto pubblico affinché valutino l'istituzione di una fermata dedicata o l'estensione del percorso di una linea già esistente fino all'ingresso della Casa Circondariale. Sarebbe un intervento semplice, ma di grande valore sociale, capace di migliorare concretamente la qualità della vita di tante persone.
Spero che questa segnalazione possa contribuire ad aprire un confronto costruttivo e, finalmente, portare a una soluzione concreta per una criticità che si trascina da troppo tempo.»
«Desidero portare all'attenzione della città e delle istituzioni una problematica che da anni interessa la Casa Circondariale di Trani. La struttura, infatti, non è servita da un collegamento diretto con il trasporto pubblico urbano.
È vero che una linea effettua una fermata nei pressi della LUM e dell'istituto scolastico della zona, ma non esiste una fermata dedicata che consenta di raggiungere realmente il carcere in modo agevole. Chi arriva in treno o non dispone di un'automobile è costretto a percorrere a piedi l'ultimo tratto, con notevoli disagi.
È paradossale che un autobus raggiunga una struttura adiacente, ma non una sede dello Stato che ogni giorno accoglie dipendenti, avvocati, familiari dei detenuti, volontari, fornitori e numerosi altri cittadini. Basterebbero poche centinaia di metri o una semplice modifica del percorso di una linea esistente per rendere il servizio davvero utile e accessibile.
A subirne le conseguenze sono soprattutto i familiari dei detenuti, che spesso arrivano da altre città con i mezzi pubblici. Non è raro vedere persone anziane, genitori con bambini piccoli e passeggini affrontare a piedi un percorso lungo e faticoso, sotto il sole estivo o con il maltempo, semplicemente perché manca un collegamento adeguato.
Le difficoltà riguardano anche noi dipendenti. Nel mio caso, essendo una persona con disabilità, sono costretto a ricorrere a mezzi privati, accompagnatori e altre soluzioni alternative per raggiungere il luogo di lavoro, sostenendo ogni mese spese che potrebbero essere evitate se esistesse un servizio pubblico efficiente.
Ritengo che questa situazione sia in contrasto con i principi di accessibilità, inclusione e pari opportunità che le istituzioni sono chiamate a garantire. La Casa Circondariale è una struttura pubblica fondamentale per il territorio e non dovrebbe essere considerata una realtà periferica o secondaria.
Per questo rivolgo un appello al Comune di Trani, agli enti competenti e all'azienda che gestisce il trasporto pubblico affinché valutino l'istituzione di una fermata dedicata o l'estensione del percorso di una linea già esistente fino all'ingresso della Casa Circondariale. Sarebbe un intervento semplice, ma di grande valore sociale, capace di migliorare concretamente la qualità della vita di tante persone.
Spero che questa segnalazione possa contribuire ad aprire un confronto costruttivo e, finalmente, portare a una soluzione concreta per una criticità che si trascina da troppo tempo.»
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