Cronaca

2800 ricci di mare sequestrati a Trani dalla Guardia Costiera

Situazioni di precarietà igienica. Denunciate 4 persone.

Domenica 7 settembre 2008, il personale della Capitaneria di Porto Molfetta, dell'Ufficio Locale Marittimo di Trani e dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Barletta, ha effettuato un'operazione complessa di Polizia Marittima avente come obiettivo il commercio abusivo di prodotti ittici nel comune di Trani. L'attività, che è durata tutta la mattinata, ha portato al sequestro di 2800 esemplari di riccio di mare (Paracetrotus lividus) ed alla denuncia a piede libero di 4 persone.

Il reato contestato è quello della detenzione ai fini della vendita di alimenti in cattivo stato di conservazione previsto dall'art.5, lettera b, della Legge n. 283/62. Infatti, in base a ricerche scientifiche già accolte da numerose sentenze della Suprema Corte di Cassazione, l'esposizione degli alimenti sul ciglio stradale senza alcuna protezione dai fumi e dalle polveri dei veicoli in transito, crea delle situazioni di oggettivo pericolo per la salubrità degli alimenti stessi e, di conseguenza, per i consumatori finali. Tale comportamento costituisce reato ed è punito con l'arresto fino ad un anno e con l'ammenda fino ad altre 10.000 €.
Situazioni di precarietà igienica come quelle rilevate nell'ultimo week end, purtroppo frequenti nonostante l'attenta opera di controllo delle Autorità competenti, traggono facilmente in inganno i consumatori finali. Si tratta infatti di un pericolo sconosciuto od ignorato dai più come dimostrabile peraltro dalla notevole richiesta che, in un circolo vizioso, non può che alimentare questo tipo di vendita.

Si noti inoltre che nella quasi totalità dei casi, i prodotti venduti sono frutto di pesca abusiva ed incontrollata. Sono numerosi infatti i pescatori senza licenza che continuano la loro opera di depauperamento delle risorse marine e, le conseguenze sulla fauna, e sui ricci di mare in particolar modo, sono note a tutti.

La Capitaneria di Porto è attiva su questo fronte da molti anni e sono sempre più frequenti le operazioni sia a mare che a terra volte a contrastare la pesca illecita dei prodotti ittici così come la successiva vendita. Tale impegno però non potrà mai essere sufficiente se non si diffonderà una vera consapevolezza fra i cittadini. La posta in gioco è la salute delle persone, della fauna marina e, tutt'altro che ultimo, il principio di legalità.
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