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Agricoltura: Cuccovillo scrive all'Assessore regionale alle Opere Pubbliche

L'ex consigliere comunale chiede la realizzazione di sistemi irrigui

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«Caro assessore, sono a scriverTi in nome e per conto dei tanti cittadini tranesi del comparto agricolo che sono stati ad oggi sbeffeggiati non essendo in alcun modo presente nel nostro territorio sistemi irrigui che possano dare slancio alla produttività e redditività agricola. Questo comparto dell'economia tranese è oggi in ginocchio ed ancor più lo sarà nei prossimi mesi stante la siccità incombente a causa della mancanza dell'elemento fondamentale che è l'acqua, aggravato dalla salinizzazione delle acque del sottosuolo.
Esiste però una convenzione tra il Comune di Trani e il Consorzio di Bonifica Terre d'Apulia che autorizzava questa ultima alla redazione di progetti attinenti la valorizzazione e lo sviluppo del territorio del comprensorio consortile con particolare riferimento all'irrigazione in aree dell'agro di Trani. Dal momento della stipula di questo accordo ad oggi, sono subentrate delle nuove norme legislative, ed opportunamente il Consorzio di Bonifica Terre d'Apulia, ha ritenuto di effettuare l'aggiornamento del relativo studio di fattibilità in modo da ottenere delle garanzie qualitative anche maggiori.
Questo aggiornamento ora è pronto e quindi si è pervenuti all'elaborazione di un progetto per "utilizzazione irrigua delle acque reflue restituite dall'impianto di depurazione del Comune di Trani" da finanziare con i POR. D'altra parte, e per fortuna della nostra città e quindi della categoria degli agricoltori, la Regione Puglia ha riaperto i termini per la presentazione di progetti finanziabili con i suddetti POR. Pertanto in considerazione che Trani ha necessità urgente per la realizzazione di cui sopra, ed è stata da sempre trascurata nella soluzione dei problemi irrigui in agricoltura, Ti chiedo, per il bene della nostra collettività, di fare in modo che la Regione Puglia e quindi gli uffici del Tuo assessorato esaminino con grande attenzione il progetto redatto dal Consorzio di Bonifica Terre d'Apulia , con l'augurio che sia preso nella giusta considerazione, in modo che gli animi esasperati dei nostri agricoltori possano rasserenarsi. Faccio infine presente che nel territorio della BAT, altre città come Bisceglie, Andria, Barletta, ed altre, hanno già usufruito di tali finanziamenti ed hanno anche approntate le relative infrastrutture. Ne consegue che l'agricoltura tranese è la cenerentola del territorio.»

Dott. Nicola Cuccovillo Con deliberazione della Giunta Comunale n. 1855 del 2/12/1992 il Comune di Trani ha affidato, al Consorzio di Bonifica Terre d'Apulia, l'incarico della redazione di uno studio di fattibilità teso alla utilizzazione irrigua delle acque reflue restituite dall'impianto depurativo del Comune di Trani e all'irrigazione di un comprensorio irriguo. La soluzione prevista con lo studio di fattibilità per l'utilizzo delle acque reflue provenienti dall'impianto di depurazione, a suo tempo predisposto da questo Consorzio, richiede alcune rivisitazioni alla luce sia della normativa del D.L. n. 185 del 12/06/2003 e sia della portata da utilizzare in agricoltura pari a 448 m3/h cosi come stabilito dal Piano Stralcio del Piano d'Ambito. Il Consorzio, in ottemperanza all'incarico già affidato, ha ritenuto opportuno l'aggiornamento dello studio di fattibilità già citato attraverso la redazione di un nuovo progetto preliminare che recepisce sia l'innovazione normativa che il nuovo stato dei luoghi e delle opere nel frattempo verificatasi.
Difatti, ai sensi della precitata normativa ed in virtù delle opere in corso di realizzazione per l'adeguamento dell'impianto, è possibile contare su una qualità di acqua in uscita dal depuratore sensibilmente migliore rispetto a quella disponibile all'atto della redazione dello studio di fattibilità. Tale miglioramento permette di proporre, in questo progetto, un trattamento delle acque tale da rispondere alle nuove norme, emanate nel luglio 2003 e anzi ottenere delle garanzie qualitative anche maggiori.
Dalle esperienze maturate da detto Consorzio si è riscontrato che l'aspetto qualitativo delle acque reflue affinate, se pure conformi alle norme vigenti, di fatto scoraggiò gli agricoltori più sensibili all'utilizzo di tale risorsa per le coltivazioni ortive e non solo (uva ecc…). Per tale motivo, nella redazione del nuovo progetto, si è tenuto il massimo con totale aspetto ricercando soluzioni impiantistiche che assicurino, oltre misura, i limiti qualitativi previsti dalle norme almeno per l'aspetto batteriologico. L'analisi della distribuzione degli ordinamenti colturali, per alcuni dei quali si prevede solo irrigazione di soccorso nonché delle parzializzazioni, ecc…, ha portato a stimare la superficie irrigata in circa 680 ha.
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