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Amet chiude il bilancio in passivo, Italia in Comune, Fronte Democratico e Trani Decide puntano il dito contro il sindaco

«È l'artefice di questo disastro e finalmente si è autodenunciato»

E' notizia di qualche ora fa che il Sindaco, in rappresentanza del socio unico di Amet, ovvero del Comune di Trani, abbia approvato il bilancio societario con una perdita di ben 1 milione di euro. Subito dopo quest'evento drammatico per la città il Sindaco, a mezzo social, ha espresso parole di sdegno e di condanna nei confronti di una presunta mala gestione della partecipata che ha avuto come conseguenza lo sperpero dei soldi dei cittadini.

Finalmente si è autodenunciato. Eh sì, perché nonostante il solito gioco delle tre carte ed il solito malcostume di sfuggire alle proprie responsabilità, è palese che l'onere politico dell'andamento disastroso delle società partecipate è interamente imputabile al primo cittadino ed alle proprie sciagurate scelte in ordine al management designato alla gestione delle aziende stesse.

In questi anni abbiamo sentito più e più volte l'attuale primo cittadino intestarsi la paternità della scelta dell'amministratore delegato di Amet spa, commercialista barese; così come lo abbiamo sentito difendere a spada tratta l'ex Amministratore unico di Amiu spa, ingegnere, sempre barese. Proprio in queste ultime settimane, come se non bastasse, un'ulteriore tegola si è abbattuta sull'altra partecipata STP: l'incapacità gestionale del direttore d'esercizio, ingegnere parmigiano, sta provocando innumerevoli disservizi e pregiudizi agli utenti, nonché un conflitto inaudito con le sigle sindacali che tutelano i lavoratori.

I risultati portati a casa da questi guru della competenza sono oggi sotto gli occhi di tutti: un disastroso 28% nella raccolta differenziata (maglia nera della bat), una città sporca e soprattutto un'azienda come Amet completamente allo sbando e con un bilancio in rosso di un milione di euro, per non parlare delle perdite dovute alla precisa volontà politica di non istallare i parcometri per ben oltre quattro anni. Chi pagherà per questo grave pregiudizio economico?!

Il sindaco fa spallucce ed addita non meglio precisati colpevoli, come al solito. Ma allora i cittadini si chiedono chi abbia nominato quei personaggi, per giunta forestieri, che oggi hanno messo in ginocchio le nostre aziende partecipate? Chi ha approvato i bilanci di Amet, Amiu ed STP degli scorsi anni, tentando di nascondere la polvere sotto al tappeto o, peggio, non conoscendo neanche cosa si stesse approvando? Chi avrebbe dovuto vigilare sull'operato del management aziendale?

Lei, signor Sindaco, è lei l'artefice e il responsabile di questo disastro. Quei poveri cittadini ignari che si sono fidati delle sue belle parole, del tanto enunciato risanamento dei conti, oggi hanno avuto un risveglio amaro: dovranno sborsare un milione di euro per riparare ai danni provocati dall'incompetenza di quei manager che lei ha scelto ed ha difeso strenuamente.

Purtroppo per i nostri concittadini questi eventi nefasti rappresentano solo la punta dell'iceberg, molte questioni opache infatti, opportunamente occultate, dovranno ancora venire a galla sulle partecipate Amet, Amiu ed Stp. Abbia un sussulto d'amore per la città, prenda atto del suo fallimento e tragga le conseguenze più opportune per il bene della nostra comunità. Trani non ne può più, i cittadini sono stanchi di pagare sulla propria pelle la vostra incompetenza. Trani è di chi la vive, non di chi la governa senza amore.

Tommaso Laurora
Anna Maria Barresi
Giovanni Loconte
Italia in Comune

Tiziana Tolomeo
Fronte Democratico

Roberto Gargiuolo
Annamaria Di Bari
Trani Decide
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