Pta Trani
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Sanità

Consiglio monotematico su Pta, Articolo97: «Molto rumore per nulla»

«Tante micro-azioni non incisive, già presenti da tempo, slegate, senza un progetto, seguite da una sfilza di faremo»

«Molto rumore per nulla. È ciò che un redivivo Shakespeare avrebbe scritto per sintetizzare l'importanza del Consiglio Comunale monotematico tenutosi a Trani sull'ex Ospedale, ora PTA, il giorno 24 aprile»: lo affermano Curci e Covelli del Movimento Articolo97.

«A richieste di scarsa o nulla importanza presentate dai richiedenti di opposizione, quale accoglimento di una petizione di ex medici/politici prevalentemente di centro sinistra, qualcuno con ruoli di primaria importanza, a costituire un unicum per illogicità politica (dare voce alla parte avversa e responsabile del problema), si è assistito allo sciorinamento delle pregnanti azioni messe in campo dalla precedente Direzione Aziendale ASL e dell'attuale.

Un film già visto: tante micro-azioni non incisive, già presenti da tempo, slegate, senza un progetto, seguite da una sfilza di faremo. È anche venuto fuori che l'ex pronto soccorso (ora PFM) effettua 7.000 prestazioni sanitarie/anno rendendo perciò assai dubbi, anzi assai sospetti, i numeri di 1.352 prestazioni che qualche bontempone "locale" trasmise ad AGENAS nel 2013, per farlo chiudere, e le 31.065 prestazioni del Pronto Soccorso di Bisceglie (P.N.E. AGENAS 2013). Strano, abbiamo sempre avuto la sensazione che non fossero esatti. Tirare fuori il protocollo d'intesa del 2016, vera cartastraccia giuridica, buona solo per i firmatari, per poter chiudere l'Ospedale S. Nicola Pellegrino e lasciarne aperto un altro, strutturalmente molto meno performante (funzionalmente ci aveva già pensato Niki Vendola a distruggere Trani), in vigenza del D.M. 77/2022 è un'azione inutile e persino pericolosa, se si guarda alle promesse cessioni di beni del Comune in esso contenute.

Senza etica e visione, senza un buon "piano industriale", senza cultura organizzativa, senza competenze, non si va da nessuna parte. I cattivi risultati sono conseguenza di un cattivo management che, nel caso della Sanità Pubblica, è scelto da cattivi politici votati da voi cittadini.

Giusto per fare un esempio concreto, se qualcuno masticasse di più la materia sanitaria, potrebbe ricordarsi che, seppur provvisoriamente, il DM 70/2015, per i Punti di Primo Intervento (come ora è Trani) con accessi superiori a 6.000/anno, prevede che "la responsabilità clinica e organizzativa ricade sul DEA di riferimento, che potrà avvalersi di risorse specialistiche, con adeguata formazione, presenti nella struttura" offrendo perciò, anche solo sperimentalmente (visto che laddove vogliono loro, sperimentano, come per il progetto A.M.A. di Andria), prestazioni di maggior qualità ed un livello assistenziale più elevato rispetto all'attuale capacità di risposta della Postazione Fissa Medicalizzata di Trani (qualcuno ricorda gli articoli di cronaca usciti in questi anni, sui suoi disservizi?).

In Emilia-Romagna, inoltre, in attuazione questa volta del DM 77/2022, sono stati realizzati i C.A.U. (Centri di Assistenza e Urgenza) che sarebbe almeno opportuno studiare ed eventualmente, banalmente, copiare per smentire, almeno una volta nella vita, il fatto che in Puglia siamo "ciucci e prifidiosi".

Chi volesse avere un'idea più precisa del tema, sempre a noi caro, del "ve l'avevamo detto", rilegga la proposta tecnica sulla rifunzionalizzazione del PTA di Trani che Articolo inviò al Consigliere Regionale cittadino tranese, alla Giunta Regionale ed al Presidente del Consiglio Comunale di Trani il 20/05/2021, ben un anno prima che qualcuno pensasse al DM 77/2022».
  • articolo 97
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