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Vita di città
Amianto sul tetto del Supercinema, appello ad Arpa e carabinieri del Noe
I residenti chiamano in causa le autorità sovracomunali dopo la mancata bonifica
Trani - martedì 20 giugno 2017
8.21
Passano gli anni, ma per molti problemi della città la luce alla fine del tunnel non si intravede nemmeno in lontananza. Quello di oggi è un altro capitolo della saga "amianto sul tetto dell'ex Supercinema", immobile dichiarato dalla Soprintendenza nel 2012 "bene di interesse culturale particolarmente importante". Il tetto, nonostante la diffida al Comune del 2015 e un'inchiesta della Procura, è ancora ricoperto da lastre di eternit in evidente stato di degrado. E a farne le spese sono i residenti della zona che, ogni giorno, temono per la propria salute. E, questo, da anni.
In particolare, i residenti di via delle Crociate, via Calatafimini, via Lambertini e via Mausoleo, dopo aver inutilmente atteso la bonifica da parte del Comune (da eseguirsi in danno dei proprietari), hanno deciso di interpellare anche le autorità sovra comunali, questa volta supportati dal comitato Bene Comune. E così, oltre che al Comune e all'ufficio Ambiente, alla Prefettura e alla Provincia Bat, all'Arpa Puglia, al dipartimento di Ecologia della Regione, al servizio Igiene della Asl Bat e ai carabinieri del Noe di Bari. hanno presentato ai vari enti preposti numerose petizioni ed istanze per chiedere una soluzione definitiva al grave problema.
I residenti, oggi, chiedono al primo cittadino, Amedeo Bottaro, di sapere se la società proprietaria dell'ex Supercinema abbia o meno presentato i progetti per la bonifica e messa in sicurezza della tettoia. Già nel 2012 l'allora sindaco di Trani, Gigi Riserbato, ordinava di provvedere all'attivazione di procedure di bonifica; e poi di nuovo nel 2013. Era stata, peraltro, l'Arpa Puglia nell'aprile 2012 a chiedere al Comune di attivarsi affinché la società proprietaria dell'immobile procedesse agli interventi di manutezione previsti dal decreto ministeriale (6 settembre 1994) sulla bonifica da amianto e fornisse la documentazione sull'incapsulamento (decreto del 20 agosto 1999).
«A tutt'oggi - denunciano i residenti - la proprietà non ha inteso dare seguito ai provvedimenti sindacali, nonostante l'ulteriore deterioramento del tetto, documentato anche dai rilievi fotografici». Ora sollecitano le autorità interpellate, ciascuna per i poteri di rispettiva competenza, «a porre in essere le procedure e i controlli di legge per l'adozione di tutti gli opportuni provvedimenti (sanzionatori, repressivi e in autotutela) al fine di realizzare le necessarie attività di bonifica della copertura in eternit/amianto dell'immobile in oggetto, con esecuzione diretta e rivalsa sulla proprietà».
In particolare, i residenti di via delle Crociate, via Calatafimini, via Lambertini e via Mausoleo, dopo aver inutilmente atteso la bonifica da parte del Comune (da eseguirsi in danno dei proprietari), hanno deciso di interpellare anche le autorità sovra comunali, questa volta supportati dal comitato Bene Comune. E così, oltre che al Comune e all'ufficio Ambiente, alla Prefettura e alla Provincia Bat, all'Arpa Puglia, al dipartimento di Ecologia della Regione, al servizio Igiene della Asl Bat e ai carabinieri del Noe di Bari. hanno presentato ai vari enti preposti numerose petizioni ed istanze per chiedere una soluzione definitiva al grave problema.
I residenti, oggi, chiedono al primo cittadino, Amedeo Bottaro, di sapere se la società proprietaria dell'ex Supercinema abbia o meno presentato i progetti per la bonifica e messa in sicurezza della tettoia. Già nel 2012 l'allora sindaco di Trani, Gigi Riserbato, ordinava di provvedere all'attivazione di procedure di bonifica; e poi di nuovo nel 2013. Era stata, peraltro, l'Arpa Puglia nell'aprile 2012 a chiedere al Comune di attivarsi affinché la società proprietaria dell'immobile procedesse agli interventi di manutezione previsti dal decreto ministeriale (6 settembre 1994) sulla bonifica da amianto e fornisse la documentazione sull'incapsulamento (decreto del 20 agosto 1999).
«A tutt'oggi - denunciano i residenti - la proprietà non ha inteso dare seguito ai provvedimenti sindacali, nonostante l'ulteriore deterioramento del tetto, documentato anche dai rilievi fotografici». Ora sollecitano le autorità interpellate, ciascuna per i poteri di rispettiva competenza, «a porre in essere le procedure e i controlli di legge per l'adozione di tutti gli opportuni provvedimenti (sanzionatori, repressivi e in autotutela) al fine di realizzare le necessarie attività di bonifica della copertura in eternit/amianto dell'immobile in oggetto, con esecuzione diretta e rivalsa sulla proprietà».

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