
Cronaca
Appalti in cambio della sponsorizzazione della Vigor Calcio
I dettagli dell'inchiesta "Chiavi della Città" condotta dalla Procura di Trani
Trani - venerdì 17 maggio 2019
14.37
Appalti pubblici in cambio di una sponsorizzazione strumentale e occulta della Vigor Trani. E' quanto emerge dall'inchiesta condotta dalla Procura di Trani, denominata Chiavi della Città, che vede coinvolti 10 soggetti. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta, al riciclaggio, falso e peculato.
Protagonista della vicenda Cosmo Giancaspro, ex patrone del Bari calcio, ora in carcere ma già agli arresti domiciliari per una precedente inchiesta condotta dalla Procura di Bari. Il gruppo Giancaspro avrebbe riciclato denaro nella Vigor Trani, fino ad oltre 300mila euro compresi gli introiti dei parcheggi dello stadio di Bari, per ottenere occasioni di profitto, tra cui la gestione dello stadio comunale a condizioni di favore, la creazione di una società che doveva occuparsi della commercializzazione di energia elettrica e del gas, l'organizzazione di eventi durante l'estate e la gestione della storica Lampara con la predisposizione di bandi di gara su misura. Simbolicamente è come se l'Amministrazione avesse affidato a Giancaspro "le chiavi della Città", da qui il nome dell'operazione. Ai domiciliari i suoi prestanome, Michele Amato e Alberto Altieri, presidente e vice della squadra, Michele Bellomo ed Emanuele Mosconi.
Fondamentale, ai fini dell'inchiesta, anche un incontro avvenuto nel 2016 tra Giancaspro e il sindaco Bottaro: quest'ultimo si sarebbe fatto promotore, tra le altre, di una delibera di giunta con cui si riconosceva alla Vigor Trani un illecito rimborso di spese sostenute per la gestione dello stadio. Con lui sono indagati i dirigenti comunali Leonardo Cuocci e Carlo Casalino, il funzionario Pasquale Ferrante e il consigliere comunale del Pd Diego Di Tondo.
Protagonista della vicenda Cosmo Giancaspro, ex patrone del Bari calcio, ora in carcere ma già agli arresti domiciliari per una precedente inchiesta condotta dalla Procura di Bari. Il gruppo Giancaspro avrebbe riciclato denaro nella Vigor Trani, fino ad oltre 300mila euro compresi gli introiti dei parcheggi dello stadio di Bari, per ottenere occasioni di profitto, tra cui la gestione dello stadio comunale a condizioni di favore, la creazione di una società che doveva occuparsi della commercializzazione di energia elettrica e del gas, l'organizzazione di eventi durante l'estate e la gestione della storica Lampara con la predisposizione di bandi di gara su misura. Simbolicamente è come se l'Amministrazione avesse affidato a Giancaspro "le chiavi della Città", da qui il nome dell'operazione. Ai domiciliari i suoi prestanome, Michele Amato e Alberto Altieri, presidente e vice della squadra, Michele Bellomo ed Emanuele Mosconi.
Fondamentale, ai fini dell'inchiesta, anche un incontro avvenuto nel 2016 tra Giancaspro e il sindaco Bottaro: quest'ultimo si sarebbe fatto promotore, tra le altre, di una delibera di giunta con cui si riconosceva alla Vigor Trani un illecito rimborso di spese sostenute per la gestione dello stadio. Con lui sono indagati i dirigenti comunali Leonardo Cuocci e Carlo Casalino, il funzionario Pasquale Ferrante e il consigliere comunale del Pd Diego Di Tondo.
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