
Cronaca
Cani randagi in aumento: «Asl inadempiente nelle sterilizzazioni»
Lettera alle autorità dal gruppo animalista SOS difesa animali di Bergamo
Trani - venerdì 7 febbraio 2014
10.59
Cani che aumentano in modo vertiginoso per la mancata sterilizzazione degli animali e associazioni locali sempre più in difficoltà nella gestione del problema: sulla delicata situazione del randagismo a Trani se ne interessa anche la dottoressa Zenoni del gruppo animalista SOS difesa animali di Bergamo, con una lettera indirizzata alle autorità presenti sul territorio.
«Ancora una volta ci segnalano inadempienze ed incuria, per quanto concerne il problema del randagismo nella zona di Trani e relative frazioni, da parte delle autorità competenti locali. Nello specifico ci viene riferito che da ora in avanti la Asl veterinaria non intende più eseguire le sterilizzazioni delle cagne sul territorio, per non sappiamo quali motivi. Il problema si ripresenta ora, come già era successo in passato. Quello che le Asl e le autorità ignorano è che per legge le sterilizzazioni sono da fare, tempestivamente, ogni qualvolta i volontari e le associazioni locali segnalano la presenza di un cane randagio, soprattutto se femmine, al fine di contrastare il grave problema del randagismo e controllare/diminuire le nascite della popolazione canina sul territorio. Riportiamo alla memoria del sindaco che ha il dovere di ordinare alla Asl veterinaria di intervenire in tal senso; in caso contrario la Asl infrange la legge (la 281/91 e successive modifiche, così come la legge regionale 3 aprile 1995, numero 12 "interventi per la tutela degli animali d'affezione e prevenzione del randagismo" e la legge regionale 12 dicembre 2006, numero 34)».
La situazione sarebbe particolarmente critica nella zona di Boccadoro, dove stazionano decine e decine di cani randagi che vengono, con molta difficoltà, accuditi dalle associazioni. L'intervento dei volontari che sfamano quotidianamente gli animali, evita l'avvicinamento dei numerosi cani alla città. «Chiediamo ai destinatari della lettera – conclude la Zenoni nella missiva indirizzata tra gli altri al sindaco di Trani, al prefetto di Barletta-Andria-Trani all'onorevole Brambilla - di sollecitare le autorità competenti affinché svolgano il loro dovere legittimo».
«Ancora una volta ci segnalano inadempienze ed incuria, per quanto concerne il problema del randagismo nella zona di Trani e relative frazioni, da parte delle autorità competenti locali. Nello specifico ci viene riferito che da ora in avanti la Asl veterinaria non intende più eseguire le sterilizzazioni delle cagne sul territorio, per non sappiamo quali motivi. Il problema si ripresenta ora, come già era successo in passato. Quello che le Asl e le autorità ignorano è che per legge le sterilizzazioni sono da fare, tempestivamente, ogni qualvolta i volontari e le associazioni locali segnalano la presenza di un cane randagio, soprattutto se femmine, al fine di contrastare il grave problema del randagismo e controllare/diminuire le nascite della popolazione canina sul territorio. Riportiamo alla memoria del sindaco che ha il dovere di ordinare alla Asl veterinaria di intervenire in tal senso; in caso contrario la Asl infrange la legge (la 281/91 e successive modifiche, così come la legge regionale 3 aprile 1995, numero 12 "interventi per la tutela degli animali d'affezione e prevenzione del randagismo" e la legge regionale 12 dicembre 2006, numero 34)».
La situazione sarebbe particolarmente critica nella zona di Boccadoro, dove stazionano decine e decine di cani randagi che vengono, con molta difficoltà, accuditi dalle associazioni. L'intervento dei volontari che sfamano quotidianamente gli animali, evita l'avvicinamento dei numerosi cani alla città. «Chiediamo ai destinatari della lettera – conclude la Zenoni nella missiva indirizzata tra gli altri al sindaco di Trani, al prefetto di Barletta-Andria-Trani all'onorevole Brambilla - di sollecitare le autorità competenti affinché svolgano il loro dovere legittimo».









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