Cronaca

Carcere di Trani: vertici OSAPP in sciopero della fame

Il sindacato ha chiesto l'immediata sostituzione della direttrice

Il segretario generale dell'Osapp, Leo Beneduci, e il vice segretario generale, Domenico Mastrulli, sono in "sciopero della fame" nel carcere di Trani per protestare contro la decisione del direttore dell'istituto di bloccare il regolare corso dell'attività del sindacato. «L'Osapp non molla - annuncia Beneduci - stavolta c'hanno chiuso una stanza sindacale, forzatamente e con il tacito consenso da parte degli altri sindacati, non e' escluso che i contrasti aumentino e che la situazione peggiori verso un'irritazione diffusa delle nostre scelte, quindi siamo qui e protesteremo ad oltranza se sara' necessario». L'atto «portato oggi al cuore dei diritti del personale della Polizia Penitenziaria - ricorda ancora il segretario generale - rappresenta il segnale della forte intolleranza verso le battaglie che stiamo portiamo avanti in questo territorio difficile».

L'Osapp ha subito presentato ricorso al giudice che lo esaminerà il 17 ottobre prossimo: nel frattempo il sindacato ha richiesto l'immediata sostituzione della direttrice del carcere, che «anche grazie alle connivenze con la vecchia, ma ancora attuale, Amministrazione centrale - denuncia Beneduci - ha potuto disporre in questo modo dei diritti dei lavoratori. Dopo 16 anni di lotta a favore dei diritti delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, un'azione gravissima e senza precedenti come questa deve far riflettere sulla realta' che ci troviamo davanti.

Se il ministro Alfano e il Capo dell'Amministrazione Penitenziaria Franco Ionta intendono riformare il carcere dovranno lavorare parecchio e sodo sui diritti dei propri lavoratori - sottolinea il leader dell'Osapp - ricordiamo ad Alfano che il Corpo della Polizia Penitenziaria rappresenta il 90% della forza lavoro impiegata nelle strutture penitenziarie, e come tutte le altre forze dell'ordine anche noi chiediamo forti interventi sul fronte dei diritti, contro un arretramento della politica sindacale che rispetto gli ultimi 20 anni, con questo gesto, ha veramente toccato il punto piu' basso. Se l'Amministrazione penitenziaria centrale vuole veramente che non si inizi a scavare sul terreno dei diritti e delle prerogative sindacali, - conclude l'Osapp - e' il caso che si ridesti dal sonno profondo nel quale sembra da tempo esser caduta». (AGI)

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