
Enti locali
Comunicazioni a simpatia, nota di Assostampa al Comune
Vincenzo Rutigliano richiama sindaco e comandante dei vigili. «Ristabilire subito una gestione equilibrata nei rapporti con la stampa»
Trani - lunedì 25 febbraio 2013
13.13
Non è passata inosservata la querelle sollevata dal nostro portale TraniViva circa le discriminazioni nella comunicazione da parte della polizia locale di Trani. Il responsabile dell'Assostampa Bat, Vincenzo Rutigliano, ha scritto una nota al sindaco di Trani, Gigi Riserbato, ed al comandante di polizia locale, Antonio Modugno chiedendo di ristabilire da subito una gestione equilibrata nei rapporti con tutti i mezzi di comunicazione.
«Sorprende leggere sul sito tranese - scrive Rutigliano - i contenuti di una polemica che, anche nel tono, tradisce una concezione asimmetrica dei rapporti tra pubblica amministrazione e mass media. I rapporti non devono essere né sbilanciati né soverchianti, ma, come minimo, alla pari. L'atteggiamento della polizia locale, a cui si rimprovera una vera e propria forma di discriminazione da parte dei colleghi di Traniviva, inviando segnalazioni e foto e rapporti ad alcuni organi di informazione locale e ad altri no, tradisce gli obblighi di informazione e comunicazione che ancora nel 2000 sono stati codificati dalla legge 150».
«Il Corpo di polizia locale - sottolinea Rutigliano - non può sottrarsi agli sforzi che tutte le pubbliche amministrazioni fanno da tempo di passare dall'ostilità al dialogo sociale, dal burocratese alla ricerca di forme di collaborazione. La pubblica amministrazione non informa o comunica a simpatia: o informa tutti i mass media contemporaneamente o non lo fa affatto. Proprio per questo nelle settimane scorse questa delegazione di Assostampa ha chiesto al sindaco di Trani di assicurare anche nel suo Comune le attività di ufficio stampa e di ufficio relazioni con il pubblico di cui tutte le amministrazioni devono dotarsi con personale titolato ai sensi, per l'appunto, della citata legge 150/2000. Sorprende perciò la logica quasi privatistica dei rapporti tra il Corpo e i mass media che il comandante tradisce quando scrive che è lui colui che decide cosa fare e cosa non fare (così come risposto dal comandante Modugno su un post nel nostro articolo di denuncia, ndr). Se questa è la rivendicazione di un'autonomia riconosciuta al ruolo e alla specificità della funzione, ricordiamo però al comandante che le sue responsabilità vengono esercitate alla luce dell'indirizzo politico la cui definizione la norma assegna ai pubblici amministratori. Ricordiamo che è il sindaco che conferisce l'incarico e che è alla città che poi si rende conto del proprio operato non trattandosi di un qualsiasi ruolo manageriale di azienda privata che si rapporta al solo maggiore azionista. Questo non è pensabile».
Rutigliano sottolinea la necessità che il Corpo di polizia locale, ma più congruamente l'ufficio stampa dell'Ente, debba comunicare alle testate giornalistiche le notizie di cronaca amministrativa realizzando una par condicio informativa nella quale l'Ente dialoga con tutti contemporaneamente, senza strabismi o simpatie o antipatie. «Altrimenti – ammonisce il responsabile dell'Assostampa - è esercizio arbitrario di un potere discrezionale che non è dato».
L'associazione invita il sindaco ad attivarsi per risolvere l'imbarazzante vicenda: «Il sindaco dunque è pregato, come vertice dell'amministrazione, di attivarsi per ristabilire la gestione equilibrata e non asimmetrica dei rapporti con la stampa, di attrezzare l'unità operativa dedicata e con personale titolato all'ufficio stampa, di convocare anche tutte le conferenze stampa che riterrà necessarie per informare tutta la città, attraverso i mass media locali, ma contemporaneamente, anche sulle operazioni della polizia locale. Le notizie si danno a tutti, poi ci saranno colleghi più capaci di altri di cercarle e di trovarle prima degli altri. Ma se la fonte è pubblica, l'informazione deve partire ufficialmente e contemporaneamente per tutti i colleghi».
«Sorprende leggere sul sito tranese - scrive Rutigliano - i contenuti di una polemica che, anche nel tono, tradisce una concezione asimmetrica dei rapporti tra pubblica amministrazione e mass media. I rapporti non devono essere né sbilanciati né soverchianti, ma, come minimo, alla pari. L'atteggiamento della polizia locale, a cui si rimprovera una vera e propria forma di discriminazione da parte dei colleghi di Traniviva, inviando segnalazioni e foto e rapporti ad alcuni organi di informazione locale e ad altri no, tradisce gli obblighi di informazione e comunicazione che ancora nel 2000 sono stati codificati dalla legge 150».
«Il Corpo di polizia locale - sottolinea Rutigliano - non può sottrarsi agli sforzi che tutte le pubbliche amministrazioni fanno da tempo di passare dall'ostilità al dialogo sociale, dal burocratese alla ricerca di forme di collaborazione. La pubblica amministrazione non informa o comunica a simpatia: o informa tutti i mass media contemporaneamente o non lo fa affatto. Proprio per questo nelle settimane scorse questa delegazione di Assostampa ha chiesto al sindaco di Trani di assicurare anche nel suo Comune le attività di ufficio stampa e di ufficio relazioni con il pubblico di cui tutte le amministrazioni devono dotarsi con personale titolato ai sensi, per l'appunto, della citata legge 150/2000. Sorprende perciò la logica quasi privatistica dei rapporti tra il Corpo e i mass media che il comandante tradisce quando scrive che è lui colui che decide cosa fare e cosa non fare (così come risposto dal comandante Modugno su un post nel nostro articolo di denuncia, ndr). Se questa è la rivendicazione di un'autonomia riconosciuta al ruolo e alla specificità della funzione, ricordiamo però al comandante che le sue responsabilità vengono esercitate alla luce dell'indirizzo politico la cui definizione la norma assegna ai pubblici amministratori. Ricordiamo che è il sindaco che conferisce l'incarico e che è alla città che poi si rende conto del proprio operato non trattandosi di un qualsiasi ruolo manageriale di azienda privata che si rapporta al solo maggiore azionista. Questo non è pensabile».
Rutigliano sottolinea la necessità che il Corpo di polizia locale, ma più congruamente l'ufficio stampa dell'Ente, debba comunicare alle testate giornalistiche le notizie di cronaca amministrativa realizzando una par condicio informativa nella quale l'Ente dialoga con tutti contemporaneamente, senza strabismi o simpatie o antipatie. «Altrimenti – ammonisce il responsabile dell'Assostampa - è esercizio arbitrario di un potere discrezionale che non è dato».
L'associazione invita il sindaco ad attivarsi per risolvere l'imbarazzante vicenda: «Il sindaco dunque è pregato, come vertice dell'amministrazione, di attivarsi per ristabilire la gestione equilibrata e non asimmetrica dei rapporti con la stampa, di attrezzare l'unità operativa dedicata e con personale titolato all'ufficio stampa, di convocare anche tutte le conferenze stampa che riterrà necessarie per informare tutta la città, attraverso i mass media locali, ma contemporaneamente, anche sulle operazioni della polizia locale. Le notizie si danno a tutti, poi ci saranno colleghi più capaci di altri di cercarle e di trovarle prima degli altri. Ma se la fonte è pubblica, l'informazione deve partire ufficialmente e contemporaneamente per tutti i colleghi».
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