
Enti locali
«Darsena, risollevare i bilanci con i tagli è da sprovveduti»
Soffia la tramontana anche all’Amet: sindacati all’attacco. Contestate le scelte del management
Trani - mercoledì 19 giugno 2013
10.33
Proteste sindacali all'Amiu, proteste sindacali anche all'Amet dove esplode ancora una volta il caso della gestione dei servizi della Darsena comunale. A sferrare l'attacco è Roberto Ferrante, della Federazione pugliese dell'unione sindacale di base lavoro privato. Ferrante lamenta l'inoperosità di Comune ed Amet circa la soluzione delle problematiche legate al servizio come la messa in atto di pratiche d'impresa rivolte al potenziamento ed al miglioramento della ricettività a cui il servizio dovrebbe essere votato.
«Registriamo – dice Ferrante – superficiali lagnanze circa esigui disavanzi di bilancio che hanno strumentalmente paralizzato ogni elementare attività. A nostro parere questa situazione rivela solo una inadeguatezza da parte di chi gestisce un servizio pubblico importante ed essenziale per la città e che dovrebbe essere volano di economie sostanziali per lo sviluppo turistico di Trani».
«Nei Comuni di tutta Italia – prosegue il sindacalista – si stanno investendo cospicui capitali per la realizzazione di pontili e servizi finalizzati alla ricezione veicolare marittima, ritenuta evidentemente vettore di importanti riscontri nel turismo e nelle attività commerciali ad esse legate, nonché all'aumento dell'occupazione ed all'innalzamento generale della redditualità. A Trani invece il servizio si trascina miserevolmente privo di servizi e logistica, scoraggiando e limitando il numero e la permanenza degli attracchi che sono causa prevalente dei disavanzi economici.
Ferrante prende le difese dei precari della Darsena (sei unità): «Abbiamo preso nota che, chi dovrebbe gestire managerialmente il servizio, pone in essere quadrature di bilancio a spese dei lavoratori che prestano stagionalmente servizio presso la Darsena. Questi lavoratori si sono visti ridurre le ore di lavoro ed i periodi di stagionalità senza che sia stata fatta una seria valutazione dei costi e soprattutto dei mancati profitti causati da chi vuole garantirsi il proprio interesse. Questi soggetti, probabilmente, all'insaputa dei più, gravano in contemporanea in più bilanci magari portandosi a casa anche qualche premio di risultato e qualche promozione».
Già dal 2005, l'unione sindacale di base lavoro privato, al fine di garantire il reddito ai lavoratori del settore Darsena, pose in essere, dopo alcune forzature, un piano che prevedeva, senza alcun maggiore onere di costo, la sostituzione del servizio di guardiania notturna non abilitato alla ricezione degli attracchi, con l'utilizzo di personale specializzato a part time, soluzione questa riproposta durante l'ultimo incontro in Amet. Il tutto però è rimasto inascoltato. «Far quadrare i bilanci sottraendo soldi a chi lavora – conclude Ferrante – è cosa facile, lo saprebbe fare qualsiasi sprovveduto. Dimostrare capacità imprenditoriali serie sfruttando al massimo le economie a disposizione e cercarne altre per fare investimenti strutturali è tutta un'altra cosa. Pertanto riteniamo sia necessario una nuova e urgente convocazione al fine di promuovere un confronto costruttivo».
«Registriamo – dice Ferrante – superficiali lagnanze circa esigui disavanzi di bilancio che hanno strumentalmente paralizzato ogni elementare attività. A nostro parere questa situazione rivela solo una inadeguatezza da parte di chi gestisce un servizio pubblico importante ed essenziale per la città e che dovrebbe essere volano di economie sostanziali per lo sviluppo turistico di Trani».
«Nei Comuni di tutta Italia – prosegue il sindacalista – si stanno investendo cospicui capitali per la realizzazione di pontili e servizi finalizzati alla ricezione veicolare marittima, ritenuta evidentemente vettore di importanti riscontri nel turismo e nelle attività commerciali ad esse legate, nonché all'aumento dell'occupazione ed all'innalzamento generale della redditualità. A Trani invece il servizio si trascina miserevolmente privo di servizi e logistica, scoraggiando e limitando il numero e la permanenza degli attracchi che sono causa prevalente dei disavanzi economici.
Ferrante prende le difese dei precari della Darsena (sei unità): «Abbiamo preso nota che, chi dovrebbe gestire managerialmente il servizio, pone in essere quadrature di bilancio a spese dei lavoratori che prestano stagionalmente servizio presso la Darsena. Questi lavoratori si sono visti ridurre le ore di lavoro ed i periodi di stagionalità senza che sia stata fatta una seria valutazione dei costi e soprattutto dei mancati profitti causati da chi vuole garantirsi il proprio interesse. Questi soggetti, probabilmente, all'insaputa dei più, gravano in contemporanea in più bilanci magari portandosi a casa anche qualche premio di risultato e qualche promozione».
Già dal 2005, l'unione sindacale di base lavoro privato, al fine di garantire il reddito ai lavoratori del settore Darsena, pose in essere, dopo alcune forzature, un piano che prevedeva, senza alcun maggiore onere di costo, la sostituzione del servizio di guardiania notturna non abilitato alla ricezione degli attracchi, con l'utilizzo di personale specializzato a part time, soluzione questa riproposta durante l'ultimo incontro in Amet. Il tutto però è rimasto inascoltato. «Far quadrare i bilanci sottraendo soldi a chi lavora – conclude Ferrante – è cosa facile, lo saprebbe fare qualsiasi sprovveduto. Dimostrare capacità imprenditoriali serie sfruttando al massimo le economie a disposizione e cercarne altre per fare investimenti strutturali è tutta un'altra cosa. Pertanto riteniamo sia necessario una nuova e urgente convocazione al fine di promuovere un confronto costruttivo».
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Trani 



.jpg)



