
Politica
Ferrante e il Pd sotto attacco, alleati in trincea
Rino Negrogno, Federazione della sinistra: «Vittime dei simboli». Alessandro Moscatelli: «Andiamo avanti»
Trani - lunedì 12 marzo 2012
9.58
Fabrizio Ferrante ed il Pd sono sotto attacco. Gli alleati della coalizione del giovane avvocato tranese rispondono. In modo diverso ma rispondono.
Rino Negrogno (vice segretario della Federazione della Sinistra) si rivolge al candidato sindaco per esprimere la delusione per quanto sta accadendo: «Per fare una rivoluzione – scrive Negrogno - che spazzi via tutto il vecchio, quelli che da sempre sono in politica e non hanno portato nulla di buono alla nostra città nonostante tutto il tempo che si sono presi, non si può stare in un partito che ragiona come chi si vuole debellare. Questo è stato l'errore. A destra, qualcuno l'ha capito ed ha partorito un partito nuovo, stessi ideali ma con un nome ed un simbolo nuovi, cosicché i vecchi ed irati politici poco potranno fare per fermare il nuovo, forte del suo consenso. Noi abbiamo voluto tenerci stretti i nostri vecchi simboli, col nostro solito romanticismo dei rivoluzionari ed ora, nonostante il consenso di una cospicua parte di cittadini, facciamo i conti con questi stramaledetti simboli che nel nostro cuore sono com'erano ma in realtà da sempre sono manipolati da chi calcola dove soffierà il vento domani. In tutto questo i cittadini non contano, io come cittadino non conto. Non ha importanza che io voglia votare una persona perché, secondo i calcoli di qualche disinteressato esperto, ne va votata un'altra. I reazionari stanno a sinistra anzi ovunque. Dove si ha paura di cambiare e devo constatare tristemente che nella mia città il terrore nei confronti di chi vuole cambiare le cose è smisurato. Continuo a leggere sui giornali dichiarazioni preoccupanti, che il vaso di PanDora, faranno di tutto per portarlo nell'olimpo. Cosa farei se il Pd andasse nell'olimpo? Ferrante ci guadagnerebbe, chi crede in te, continuerebbe a farlo. Io, sicuramente non andrei mai con dei reazionari di sinistra, con chi non vuole voti a tutti i costi ma a guardare l'ideologia comune che fa da collante all'armata c'è da restare sorpresi. Potrei restare nei comunisti se decidessero di andare da soli. Ma infondo sarebbe tempo perso, forse sarebbe meglio tornare a casa visto che la politica fa male, almeno per uno come me che voleva farla solo per cambiare il mondo e per mandare a casa i soliti vecchi personaggi. Ma va bene così, tenetevi stretti i vostri vecchi politici, forse ci tornerò io a casa. Ci tornerò pulito e nessuno tema per me, continuerò a sognare se non un mondo migliore, un'isola buona per me e per la mia famiglia. Ad maiora».
Più battagliero Alessandro Moscatelli (Alleanza per l'Italia): «La campagna elettorale è iniziata da tempo ma la minoranza di quel partito utilizza strumenti indebiti per sovvertire le regole democratiche ed imporre un candidato diverso da quello scelto dalla segreteria del partito, consacrato dalle primarie e supportato dalla coalizione di cui anche Api fa parte. La parte minoritaria trama alle spalle non solo di Fabrizio Ferrante ma della politica pulita, si nasconde dietro la politica inquinandola di altri interessi (commerciali e industriali), consapevole della fallacia di precedenti esperienze, fuori dai percorsi democratici ed istituzionali. La coalizione che paradossalmente propone amore nella politica attraverso una sorta di tredicesimo apostolo che decanta onestà e fratellanza, è la stessa di cui fa parte quella minoranza del Pd che sputa veleno sugli organi legittimamente eletti e trama nell'oscurità, anche in queste ore, per ostacolare il giovane candidato sindaco Fabrizio Ferrante a cui esprimiamo solidarietà e fiducia esortandolo a proseguire sulla via della concretezza sulla base del programma insieme elaborato e presentato alla città. Gli organi del Pd con cui abbiamo stretto la nostra alleanza e costruito il programma sono quelli che a Trani sono stati democraticamente eletti secondo le regole. Sono di una gravità inaudita la partecipazione e le opinioni espresse, anche se a titolo personale, dell'onorevole Margherita Mastromauro che, in quanto nominata e non eletta dal popolo, dovrebbe meditare sulla sua effettiva rappresentatività sul territorio tranese, e del consigliere regionale Mennea sul candidato sindaco della coalizione in cui non risulta schierato il Pd: opinioni che dimostrano inciuci anomali di una politica che è sempre più nelle mani di pochi e sottratta alla volontà della gente. Anche la strategia mediatica per demolire un partito sano che pulsa di giovani e che detiene l'ampia maggioranza all'interno dell'organo cittadino, appare un espediente poco corretto e finalizzato non a porre dubbi sulla legittimazione e sulla lealtà del candidato sindaco Fabrizio Ferrante ma sulla inadeguatezza di una certa classe politica con cui fortunatamente non spartiamo nulla».
Rino Negrogno (vice segretario della Federazione della Sinistra) si rivolge al candidato sindaco per esprimere la delusione per quanto sta accadendo: «Per fare una rivoluzione – scrive Negrogno - che spazzi via tutto il vecchio, quelli che da sempre sono in politica e non hanno portato nulla di buono alla nostra città nonostante tutto il tempo che si sono presi, non si può stare in un partito che ragiona come chi si vuole debellare. Questo è stato l'errore. A destra, qualcuno l'ha capito ed ha partorito un partito nuovo, stessi ideali ma con un nome ed un simbolo nuovi, cosicché i vecchi ed irati politici poco potranno fare per fermare il nuovo, forte del suo consenso. Noi abbiamo voluto tenerci stretti i nostri vecchi simboli, col nostro solito romanticismo dei rivoluzionari ed ora, nonostante il consenso di una cospicua parte di cittadini, facciamo i conti con questi stramaledetti simboli che nel nostro cuore sono com'erano ma in realtà da sempre sono manipolati da chi calcola dove soffierà il vento domani. In tutto questo i cittadini non contano, io come cittadino non conto. Non ha importanza che io voglia votare una persona perché, secondo i calcoli di qualche disinteressato esperto, ne va votata un'altra. I reazionari stanno a sinistra anzi ovunque. Dove si ha paura di cambiare e devo constatare tristemente che nella mia città il terrore nei confronti di chi vuole cambiare le cose è smisurato. Continuo a leggere sui giornali dichiarazioni preoccupanti, che il vaso di PanDora, faranno di tutto per portarlo nell'olimpo. Cosa farei se il Pd andasse nell'olimpo? Ferrante ci guadagnerebbe, chi crede in te, continuerebbe a farlo. Io, sicuramente non andrei mai con dei reazionari di sinistra, con chi non vuole voti a tutti i costi ma a guardare l'ideologia comune che fa da collante all'armata c'è da restare sorpresi. Potrei restare nei comunisti se decidessero di andare da soli. Ma infondo sarebbe tempo perso, forse sarebbe meglio tornare a casa visto che la politica fa male, almeno per uno come me che voleva farla solo per cambiare il mondo e per mandare a casa i soliti vecchi personaggi. Ma va bene così, tenetevi stretti i vostri vecchi politici, forse ci tornerò io a casa. Ci tornerò pulito e nessuno tema per me, continuerò a sognare se non un mondo migliore, un'isola buona per me e per la mia famiglia. Ad maiora».
Più battagliero Alessandro Moscatelli (Alleanza per l'Italia): «La campagna elettorale è iniziata da tempo ma la minoranza di quel partito utilizza strumenti indebiti per sovvertire le regole democratiche ed imporre un candidato diverso da quello scelto dalla segreteria del partito, consacrato dalle primarie e supportato dalla coalizione di cui anche Api fa parte. La parte minoritaria trama alle spalle non solo di Fabrizio Ferrante ma della politica pulita, si nasconde dietro la politica inquinandola di altri interessi (commerciali e industriali), consapevole della fallacia di precedenti esperienze, fuori dai percorsi democratici ed istituzionali. La coalizione che paradossalmente propone amore nella politica attraverso una sorta di tredicesimo apostolo che decanta onestà e fratellanza, è la stessa di cui fa parte quella minoranza del Pd che sputa veleno sugli organi legittimamente eletti e trama nell'oscurità, anche in queste ore, per ostacolare il giovane candidato sindaco Fabrizio Ferrante a cui esprimiamo solidarietà e fiducia esortandolo a proseguire sulla via della concretezza sulla base del programma insieme elaborato e presentato alla città. Gli organi del Pd con cui abbiamo stretto la nostra alleanza e costruito il programma sono quelli che a Trani sono stati democraticamente eletti secondo le regole. Sono di una gravità inaudita la partecipazione e le opinioni espresse, anche se a titolo personale, dell'onorevole Margherita Mastromauro che, in quanto nominata e non eletta dal popolo, dovrebbe meditare sulla sua effettiva rappresentatività sul territorio tranese, e del consigliere regionale Mennea sul candidato sindaco della coalizione in cui non risulta schierato il Pd: opinioni che dimostrano inciuci anomali di una politica che è sempre più nelle mani di pochi e sottratta alla volontà della gente. Anche la strategia mediatica per demolire un partito sano che pulsa di giovani e che detiene l'ampia maggioranza all'interno dell'organo cittadino, appare un espediente poco corretto e finalizzato non a porre dubbi sulla legittimazione e sulla lealtà del candidato sindaco Fabrizio Ferrante ma sulla inadeguatezza di una certa classe politica con cui fortunatamente non spartiamo nulla».
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