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Vita di città
Filippo Ungaro dona una poesia a Papa Framcesco
"Infantium pauperrimus natus est" è il dono del professore tranese
Trani - mercoledì 8 gennaio 2014
12.09
Il professor Filippo Ungaro, noto soprattutto in Puglia e nel Molise per i suoi interventi critici, le sue prefazioni a opere letterarie, noto e amato in particolar modo dalla comunità tranese per i suoi apprezzati articoli, ove le tematiche di volta in volta affrontate diventano delle coinvolgenti dissertazioni stilistiche, anche quest'anno ha donato all'intera collettività un suo pregevole componimento lirico, ispirato al Santo Natale, intitolato "Infantium pauperrimus natus est", che, per il suo particolare messaggio, non poteva non ricevere l'attenzione di Papa Francesco e del Papa Emerito Benedetto XVI, gratificandola con una Benedizione, "pegno di abbandonanti grazie celesti".
«Il componimento poetico - spiega il prof. Ungaro - si articola in 7 quartine (a rima baciata, in segno d'auspicio di fratellanza universale), dedicate alle varie disposizioni dell'anima al bene, in noi generosamente infuse da Dio e comprensive delle 7 virtù teologali e cardinali, le quali, illuminando, a guisa della splendente cometa di Betlemme, il giusto cammino dell'uomo verso 'l'amor che move il sole e l'altre stelle' (D. Alighieri, Par., XXXIII, v. 145), si rivelano di prezioso ausilio per comprendere appieno il significato inestimabile della Santa Natività. La composizione in versi presenta l'acrostico verticale "P.R.E.S.E.P.E.", in riferimento al tema della povertà, implicito nel racconto evangelico della nascita di Gesù e fondamentale per arricchire di preziosi doni la vita dello Spirito. L'impianto linguistico è volutamente arcaico e prevalentemente aulico, onde esaltare la solennità del Santo Natale, fonte d'ispirazione, "progrediente tempore", di numerosi poeti ed artisti, i quali hanno egregiamente eternato con le loro opere un Evento meraviglioso, unico nella Storia umana e foriero di vera speranza. Mi è, pertanto, gradito - scrive nella sua nota conclusiva - donare la poesia ("Infantium pauperrimus natus est") anche alla Comunità di Trani, privilegiata da tanti Eventi soprannaturali , "patrum nostrorum memoria", di cui i giovani vanno resi edotti».
«Il componimento poetico - spiega il prof. Ungaro - si articola in 7 quartine (a rima baciata, in segno d'auspicio di fratellanza universale), dedicate alle varie disposizioni dell'anima al bene, in noi generosamente infuse da Dio e comprensive delle 7 virtù teologali e cardinali, le quali, illuminando, a guisa della splendente cometa di Betlemme, il giusto cammino dell'uomo verso 'l'amor che move il sole e l'altre stelle' (D. Alighieri, Par., XXXIII, v. 145), si rivelano di prezioso ausilio per comprendere appieno il significato inestimabile della Santa Natività. La composizione in versi presenta l'acrostico verticale "P.R.E.S.E.P.E.", in riferimento al tema della povertà, implicito nel racconto evangelico della nascita di Gesù e fondamentale per arricchire di preziosi doni la vita dello Spirito. L'impianto linguistico è volutamente arcaico e prevalentemente aulico, onde esaltare la solennità del Santo Natale, fonte d'ispirazione, "progrediente tempore", di numerosi poeti ed artisti, i quali hanno egregiamente eternato con le loro opere un Evento meraviglioso, unico nella Storia umana e foriero di vera speranza. Mi è, pertanto, gradito - scrive nella sua nota conclusiva - donare la poesia ("Infantium pauperrimus natus est") anche alla Comunità di Trani, privilegiata da tanti Eventi soprannaturali , "patrum nostrorum memoria", di cui i giovani vanno resi edotti».
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