
Politica
Florio e Bottaro "se le sono cantate" prima del ballottaggio
I due candidati sindaco di Trani ospiti di un programma radiofonico
Trani - lunedì 8 giugno 2015
20.42
A una settimana dal ballottaggio, i due candidati sindaco, Tonino Florio e Amedeo Bottaro, sono tornati a discutere di questioni politiche e temi di stretta attualità, nel corso di un appuntamento elettorale radiofonico in onda su RadioBombo. Da evidenziare che non tutte le domande – a parte quelle del giornalista Roberto Straniero, intervenuto telefonicamente – sono state le medesime per entrambi i candidati. Qui di seguito, un estratto:
Oggetto delle battute iniziali la questione apparentamenti. Il primo a rispondere, il candidato di centrosinistra, Amedeo Bottaro: «Manteniamo la parola data, nessun apparentamento». Idem Tonino Florio: «Odio la parola 'apparentamenti': è di cattivo gusto. Io non farò accordi con nessuno». Poi rivolgendosi al candidato di centrodestra l'intervistatore ha aggiunto: «Una maggiore apertura da parte sua potrebbe essere utile per recuperare lo svantaggio». Così Florio: «Io mi sono impegnato in politica per cambiare in meglio Trani e la mentalità dei suoi cittadini. Perciò mi rifiuto di condividere o anche solo assecondare queste bieche logiche elettorali. Non devo fare il sindaco a ogni costo».
A proposito di giunta comunale. A Bottaro è stato chiesto: «Lei quali tempi si darebbe per presentare la sua squadra di governo? E quali per stabilire il presidente del Consiglio comunale?». Ecco la risposta: «Massimo venti giorni dalla mia elezione a sindaco di Trani. Non ho bisogno di dire ai cittadini chi comporrà la mia squadra. Sulla nomina del presidente del Consiglio comunale, non sono in grado di indicare tempi certi». A Tonino Florio, invece, è stato chiesto quali sono stati i criteri per la nomina degli assessori e se c'è stata particolare attenzione all'assessorato al bilancio. Così il candidato di area moderata: «Ho avuto grande attenzione per tutti gli assessorati. Uno dei grandi errori fatti finora è stato quello di svincolare le problematiche di bilancio dalla dirigenza comunale. Il problema non è di natura politica, ma di natura burocratica e amministrativa».
Interviene Roberto Straniero: «Chiedo ad entrambi i candidati di dichiarare pubblicamente (se intendono farlo) di escludere la possibilità di apparentamenti anche dopo il ballottaggio, qualora la loro maggioranza non dovesse più reggere». Risponde prima Bottaro: «Ho ricostruito un centrosinistra unito. Non posso già pensare a inciuci, impasti o rimpasti. Non rientra nella mia logica. Io non consentirò mercimonio di poltrone e incarichi». Florio: «Il fatto che sia necessario ribadirlo, come ha correttamente evidenziato Straniero, è il segno del decadimento dei costumi politici. Per uno nuovo come me dovrebbe già essere normale rifiutare a priori il cosiddetto 'salto della quaglia'».
Così l'intervistatore rivolgendosi a Florio: «Chi dei delusi del centrosinistra è venuto a proporti un accordo?». Subito Florio: «Effettivamente sono venuti degli 'ammiratori' del centrosinistra. Sicuramente dei delusi, perché non hanno ottenuto quanto loro evidentemente promesso. Magari gli stessi che alle regionali hanno votato Zinni». Pronta, la replica di Bottaro: «Fuori i nomi. Io so che i nostri sono stati chiamati dai vostri». Ribatte Florio: «Beh allora sei tu a dover fare i nomi». Ancora Bottaro: «Io sono contento di non aver vinto e aver perso i voti di questa gentaglia. Io non ho promesso niente a nessuno». Di nuovo Florio: «Il discorso sarebbe cambiato se la giunta tu l'avessi presentata prima. C'è bisogno del quindici giugno per presentare la giunta?».
Infine un messaggio ai cittadini. Parola a Tonino Florio: «Io, ancora una volta, voglio invitare la gente ad andare a votare. I motivi per cui votarmi sono sempre gli stessi: abbiamo le idee chiare su tutto e la nostra giunta è già formata. La vera novità siamo noi. Per questo, voglio proporre ad Amedeo un confronto pubblico in piazza. La cittadinanza lo apprezzerebbe molto e potrebbe capire meglio chi scegliere». La risposta di Bottaro: «No, non voglio più confrontarmi pubblicamente. Ora mi confronterò solo con i cittadini. Ora inizia una nuova partita. Spero di ricevere nuovamente i voti di quelli che mi hanno già votato e allo stesso tempo di convincere gli altri. Devono capire che siamo un segnale di discontinuità rispetto al passato».
Oggetto delle battute iniziali la questione apparentamenti. Il primo a rispondere, il candidato di centrosinistra, Amedeo Bottaro: «Manteniamo la parola data, nessun apparentamento». Idem Tonino Florio: «Odio la parola 'apparentamenti': è di cattivo gusto. Io non farò accordi con nessuno». Poi rivolgendosi al candidato di centrodestra l'intervistatore ha aggiunto: «Una maggiore apertura da parte sua potrebbe essere utile per recuperare lo svantaggio». Così Florio: «Io mi sono impegnato in politica per cambiare in meglio Trani e la mentalità dei suoi cittadini. Perciò mi rifiuto di condividere o anche solo assecondare queste bieche logiche elettorali. Non devo fare il sindaco a ogni costo».
A proposito di giunta comunale. A Bottaro è stato chiesto: «Lei quali tempi si darebbe per presentare la sua squadra di governo? E quali per stabilire il presidente del Consiglio comunale?». Ecco la risposta: «Massimo venti giorni dalla mia elezione a sindaco di Trani. Non ho bisogno di dire ai cittadini chi comporrà la mia squadra. Sulla nomina del presidente del Consiglio comunale, non sono in grado di indicare tempi certi». A Tonino Florio, invece, è stato chiesto quali sono stati i criteri per la nomina degli assessori e se c'è stata particolare attenzione all'assessorato al bilancio. Così il candidato di area moderata: «Ho avuto grande attenzione per tutti gli assessorati. Uno dei grandi errori fatti finora è stato quello di svincolare le problematiche di bilancio dalla dirigenza comunale. Il problema non è di natura politica, ma di natura burocratica e amministrativa».
Interviene Roberto Straniero: «Chiedo ad entrambi i candidati di dichiarare pubblicamente (se intendono farlo) di escludere la possibilità di apparentamenti anche dopo il ballottaggio, qualora la loro maggioranza non dovesse più reggere». Risponde prima Bottaro: «Ho ricostruito un centrosinistra unito. Non posso già pensare a inciuci, impasti o rimpasti. Non rientra nella mia logica. Io non consentirò mercimonio di poltrone e incarichi». Florio: «Il fatto che sia necessario ribadirlo, come ha correttamente evidenziato Straniero, è il segno del decadimento dei costumi politici. Per uno nuovo come me dovrebbe già essere normale rifiutare a priori il cosiddetto 'salto della quaglia'».
Così l'intervistatore rivolgendosi a Florio: «Chi dei delusi del centrosinistra è venuto a proporti un accordo?». Subito Florio: «Effettivamente sono venuti degli 'ammiratori' del centrosinistra. Sicuramente dei delusi, perché non hanno ottenuto quanto loro evidentemente promesso. Magari gli stessi che alle regionali hanno votato Zinni». Pronta, la replica di Bottaro: «Fuori i nomi. Io so che i nostri sono stati chiamati dai vostri». Ribatte Florio: «Beh allora sei tu a dover fare i nomi». Ancora Bottaro: «Io sono contento di non aver vinto e aver perso i voti di questa gentaglia. Io non ho promesso niente a nessuno». Di nuovo Florio: «Il discorso sarebbe cambiato se la giunta tu l'avessi presentata prima. C'è bisogno del quindici giugno per presentare la giunta?».
Infine un messaggio ai cittadini. Parola a Tonino Florio: «Io, ancora una volta, voglio invitare la gente ad andare a votare. I motivi per cui votarmi sono sempre gli stessi: abbiamo le idee chiare su tutto e la nostra giunta è già formata. La vera novità siamo noi. Per questo, voglio proporre ad Amedeo un confronto pubblico in piazza. La cittadinanza lo apprezzerebbe molto e potrebbe capire meglio chi scegliere». La risposta di Bottaro: «No, non voglio più confrontarmi pubblicamente. Ora mi confronterò solo con i cittadini. Ora inizia una nuova partita. Spero di ricevere nuovamente i voti di quelli che mi hanno già votato e allo stesso tempo di convincere gli altri. Devono capire che siamo un segnale di discontinuità rispetto al passato».
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