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Giudice di Pace di Trani, non solo carenza amministrativa: manca anche la magistratura onoraria

La delegazione dei riservisti del bando GOP-VPO 2023 chiede lo scorrimento integrale delle graduatorie

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta a firma dell'Avv. Antonio Di Pinto del Foro di Trani inerente la questione legata al giudice di pace a Trani.
Gentile redazione,
avendo letto il Vostro articolo odierno sulla scopertura di organico presso il Giudice di Pace di Trani, relativamente al personale amministrativo, scriviamo in merito anche alla gravissima scopertura degli organici della magistratura onoraria che ormai sta portando al collasso una parte del comparto giustizia su scala nazionale e, nello specifico, gli Uffici del Giudice di Pace (con picchi rinvii anche al 2032), anche con riferimento all'Ufficio del Giudice di Pace di Trani.

Siamo una delegazione di idonei (bando gop-vpo 2023) non collocati in posizione utile alla nomina rispetto ai posti messi a bando nel 2023 e vorremmo portare alla Vs cortese attenzione un aspetto poco dibattuto quando si affronta il tema della scopertura degli organici della magistratura onoraria presso gli Uffici del GdP.

Il sistema, infatti, dispone di ulteriori risorse umane già formate e dichiarate idonee alle funzioni onorarie. Molto spesso, il dibattito sulle scoperture di organico della magistratura onoraria si incentra sulla necessità di indire nuovi concorsi senza, tuttavia, sollecitare il preventivo ed integrale scorrimento delle graduatorie dei candidati ammessi al tirocinio già dichiarati idonei alle funzioni ed allo stato non nominati unicamente perché eccedenti il numero dei posti messi a bando.

Trattasi di unità, utilmente collocate in graduatorie il cui scorrimento consentirebbe un beneficio immediato, con la pronta immissione (circa 40gg) di 300 nuovi gop, il tutto -ovviamente- anche nell'ottica di ottimizzazione di tempi e di capitale umano già formato da non disperdere.
Dal lato giudicante, il bando g.o.p. 2023 ha, infatti, previsto circa 658 posti e la contestuale ammissione al tirocinio di ulteriori 328 candidati formati parallelamente e contestualmente agli aspiranti collocati in posizione utile alla nomina (in ragione dei posti messi a bando).

Tuttavia, lo scorrimento ed utilizzo integrale delle graduatorie degli idonei (dunque, anche di quelli- circa 328- collocati in posizione non utile alla nomina in base ai posti banditi) consentirebbe l'innesto immediato in upp anche di questo capitale umano, così da potenziare i Tribunali per il raggiungimento degli obiettivi del pnrr, per poi transitare successivamente (decorso il periodo obbligatorio di 6 mesi) presso gli Uffici del GdP rinforzando gli organici gravemente in sofferenza.

Allo stato, tuttavia, le suddette graduatorie sono utilizzabili a scorrimento solo in caso di rinuncia o revoca dei titolari nominati nella medesima graduatoria formata a seguito del bando. In Puglia, per i Distretti di Corte di Appello di bari e Lecce, sono presenti 40 idonei immediatamente collocabili nel sistema giustizia ma attualmente "in panchina".

Ad esempio, nel caso di Busto Arsizio (quello più eclatante per rinvii al 2032) in graduatoria ci sono due unità già formate e dichiarate idonee ma si è provveduto alla nomina di una sola unità (cd. titolare). L'eventuale immissione in servizio dell'ulteriore unità è, ad oggi, possibile solo in caso di rinuncia o revoca del titolare.

Medesime considerazioni, inoltre, valgono con riferimento alle 190 cd. riserve vpo non nominate nonostante le ampie carenze di organico c/o le Procure della Repubblica. Tuttavia, dinanzi alle gravissime ed obiettive scoperture, tali da rendere ormai a rischio di collasso il sistema, è davvero difficile comprendere come mai non venga mai posta l'attenzione sul tema dello scorrimento delle graduatorie degli idonei (c.d riserve g.o.p.), quindi di unità già pronte, formate e dichiarate idonee alle funzione (su cui, peraltro, sono state investite risorse anche dal Ministero), prospettando invece come possibile soluzione un nuovo bando (con le note lungaggini, dovendo mettere in conto nuove nomine non prima di due anni e mezzo/tre anni).

In una situazione in cui serve una immediata iniezione di risorse umane per tenere in equilibrio il sistema giustizia, la tempestiva valorizzazione di queste ulteriori risorse già formate potrebbe invece rappresentare una, seppur parziale, pronta risposta alle scoperture.

Per completezza, in allegato alla presente, Vi sottoponiamo un breve contributo scritto sulla questione (ndr, vedi in basso).
  • Giustizia
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