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Politica

Giustizia e politica, le storie degli ex sindaci di Trani raccontate a Porta a Porta

Le testimonianze di Giuseppe Di Marzio, Luigi Riserbato e Giuseppe Tarantini nella trasmissione Porta a Porta su Rai 1 riaccendono il dibattito sulla giustizia alla vigilia del referendum del 22 e 23 marzo.

Le vicende giudiziarie che hanno segnato la vita politica e personale di tre ex sindaci di Trani sono state al centro della puntata di Porta a Porta andata in onda il 5 marzo su Rai 1. Il programma condotto da Bruno Vespa ha dedicato un approfondimento alle storie degli ex Sindaci di Trani Giuseppe Di Marzio, Luigi Riserbato e Giuseppe Tarantini, tutti coinvolti in inchieste giudiziarie che, negli anni, hanno inciso profondamente sulla loro vita privata e sulla loro attività politica. Il servizio si inseriva nel più ampio dibattito nazionale legato al referendum sulla riforma della giustizia, in programma il 22 e 23 marzo, e ha raccontato attraverso testimonianze dirette il peso umano e politico delle indagini e dei processi che hanno riguardato alcuni amministratori locali.

Tra i primi a raccontare la propria esperienza è stato Luigi Riserbato, sindaco di Trani dal 2012 al 2015. Riserbato ha ricordato il momento in cui la sua vicenda giudiziaria ebbe inizio: l'alba del 20 dicembre 2014, quando gli venne notificata un'ordinanza di custodia cautelare con cinque capi di imputazione, tra cui l'accusa di associazione a delinquere. L'ex sindaco trascorse 45 giorni agli arresti domiciliari. Al termine delle indagini preliminari, tuttavia, fu lo stesso pubblico ministero a chiedere l'archiviazione dell'accusa di associazione a delinquere. Dopo otto anni di processo, Riserbato è stato infine assolto con formula piena.
Durante il lungo iter giudiziario emersero anche elementi che hanno alimentato ulteriori polemiche: secondo quanto raccontato, il pubblico ministero titolare dell'inchiesta sarebbe stato denunciato per presunte incongruenze tra le dichiarazioni dei testimoni e quanto riportato nei verbali.

Anche Giuseppe Di Marzio ha ripercorso una vicenda personale complessa. Sindaco di Trani dal 1990, fu arrestato il 25 agosto 1993 con accuse di corruzione e concussione. Negli anni successivi tornò comunque all'attività politica e nel 2012 divenne vice sindaco proprio nella giunta guidata da Riserbato. Tuttavia, nel 2014 il suo nome riemerse nell'ambito dell'inchiesta nota come "sistema Trani".
Di Marzio ha ricordato anche lui l'alba del 20 dicembre 2014, quando quattro agenti della Digos si presentarono alla sua porta per notificargli un'ordinanza di custodia cautelare, questa volta con il trasferimento in carcere. Nel suo racconto, ha parlato di pressioni affinché venissero rese determinate dichiarazioni, ricordando come gli fosse stato prospettato di trascorrere il Natale a casa qualora avesse collaborato in un certo modo con gli inquirenti.

Nel servizio di Porta a Porta ha trovato spazio anche la testimonianza di Giuseppe Tarantini, anche lui ex sindaco di Trani. Tarantini ha ricordato di essere stato imputato per concussione per induzione, un'accusa che, ha sottolineato, faceva riferimento a comportamenti legati alla sua attività amministrativa. In seguito la Corte di Cassazione stabilì che quel processo non avrebbe dovuto neppure iniziare. Nonostante le vicende giudiziarie, Tarantini tornò successivamente a candidarsi e fu nuovamente eletto sindaco. Anche in seguito dovette affrontare un altro procedimento, questa volta per presunto disastro ambientale, conclusosi però con l'assoluzione perché il fatto non sussisteva.

Nel servizio televisivo è stato ricordato anche l'esito giudiziario che ha riguardato i due pubblici ministeri titolari dell'inchiesta che coinvolse gli amministratori tranesi. I magistrati sono stati condannati rispettivamente a sei anni e quattro mesi di reclusione per i metodi ritenuti violenti con cui avrebbero tentato di ottenere dichiarazioni dai testimoni. Uno dei due ha inoltre ricevuto una condanna in primo grado a tre anni e nove mesi per falsificazione dei verbali. Il Consiglio Superiore della Magistratura ha disposto nei loro confronti provvedimenti disciplinari: una sospensione di nove mesi per uno e di due anni per l'altro. Secondo quanto riferito nel servizio, il primo è attualmente giudice civile a Milano, mentre il secondo dovrebbe assumere analogo incarico a Torino nei prossimi mesi.

Una situazione che lo stesso Riserbato ha commentato con amarezza, osservando come, a suo giudizio, chi non sia più ritenuto idoneo a svolgere attività investigativa venga comunque destinato a funzioni giudicanti.
Le storie raccontate nella trasmissione di Rai 1 riportano così al centro dell'attenzione pubblica il tema dell'equilibrio tra potere giudiziario e politica, proprio mentre il Paese si prepara a esprimersi attraverso il referendum sulla riforma della giustizia.

Nel post il servizio andato in onda a "Porta a Porta":

  • Giustizia
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