Vita di città

Gli studenti verso lo sciopero: parla l'UDS di Trani

Adesioni anche da Rifondazione Comunista e Sinistra Democratica

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«Previsioni: 1000 persone. Tra personale ATA, docenti e discenti, i coinvolti nello sciopero del 30 ottobre, che avrà inizio alle 9.00 in Piazza della Repubblica, con l'ordine del giorno nazionale di combattere la "riforma" Gelmini che, come ha ribadito il membro dell'esecutivo nazionale della Rete degli Studenti Medi, Alessandro Tedde (ospite a Trani lunedì 27 ottobre), quasi non merita questo appellativo. Riuniti in una lotta per gli ideali ad oltranza, i ragazzi dell'UDS di Trani stanno dirigendo un banchetto informativo nella già citata Piazza, con la finalità di sensibilizzare al problema scolastico la città ed i ditorni: infatti convoglieranno straordinariamente nel corteo di giovedì anche manifestanti provenienti da Barletta, Bisceglie, Minervino, Corato, oltre che da tutte le scuole superiori di Trani. La delucidazione sui significati dei messaggi, veicolati dai mass-media, avviene tra i banchi di scuola, grazie a volantini d'impatto e kit di sopravvivenza passati religiosamente a tutti, in un momento di grande unità sociale determinato dalla compattezza dei "NO" alla distruzione ai pochi arti funzionanti del sistema scolastico italiano; persino i professori impiegano intere ore a far discutere i ragazzi sulla tematica che sta invadendo i centri, non solo "rossi", d'Italia. Il ricatto del voto il condotta, le circostanze fortuite che determineranno quale maestro unico avranno gli adulti del futuro, la politica dei tagli che, citando Tedde, "saprebbe fare qualsiasi bambino munito di forbici". Insegnanti: 87000. Disabili che tornano a non essere più cura della società, ma del privato; il perché di questi ritorni pericolosamente passatisti, non è dato saperlo. Le smentite del governo servono a poco: quando il popolo si sente privato della democrazia che gli spetta, si rompono gli argini di occupazioni, autogestioni, assemblee straordinarie, scioperi bianchi che sconvolgono gli istituti di tutta la nazione, bloccando l'erogazione continuativa di un servizio snaturato in favore dell'economia; eppure sono gli economisti, dei laureati, a studiare il dramma italiano. Entro il 2012, molte delle università saranno costrette dai bilanci avvilenti a privatizzarsi, seguendo il naturale processo che i decreti legge in questione tracciano: allora saranno pochissimi a potersi permettere di arrivare agli standard Europei di cultura, instaurando una ciclicità di denaro&ignoranza che sarà difficile da abbattere. Non solo l'abbassamento dell'obbligo scolastico dai 16 ai 14 anni, ma anche le conseguenze di altri provvedimenti aiuteranno a rendere il "demos" ignorante. Come se non fosse sufficiente, i tagli andranno ad intaccare l'orientamento che le scuole offrono durante i cinque anni (che rischiano di diventare quattro), portando gli indirizzi tecnici da 900 – numero forse sovrabbondante, ad 11. Diminuzione drastica. Un po' come tutto il resto, d'altronde. Ma i cittadini non ci stanno, levano le loro grida di protesta, non demordono, aggrediscono con la non-violenza dei mezzi che stanno proponendo la proposta che la ministra Gelmini ha avanzato: ed allo stesso modo avanzano inesorabilmente i dubbi e lo sconcerto nella gente coinvolta in prima persona e non.» Alessandro Cascone, coordinatore UDS Trani
«I Circoli di Rifondazione Comunista e della Sinistra Democratica di Trani esprimono piena adesione alle tante iniziative di mobilitazione degli studenti e degli insegnanti che si stanno tenendo in queste settimane in tanta parte del nostro paese e aderiscono alla manifestazione che si terrà il 30 ottobre anche nella nostra città,indetta dall' UDS di Trani in difesa della scuola pubblica. Dall'asilo all'università. non c'è comparto che possa considerarsi al riparo. Ritorno al maestro, anzi alla maestra unica, nelle elementari, e tendenziale cancellazione del tempo pieno. 150mila prof cacciati via, nelle superiori, a forza di accorpamenti, "dimensionamenti" e altri strumenti amministrativi, con l'annuncio della prossima trasformazione per gli istituti che lo vorranno in "fondazioni" sponsorizzate da privati.
Questa non è né una riforma né una controriforma: è un omicidio bello e buono della scuola pubblica. E' il progetto, tout court, della fine dell'Università come luogo di alta formazione culturale, e di elaborazione di nuovi saperi e nuova criticità. Il disagio della scuola, è diventato insopportabile: studenti destinati alla vita di stenti del precario, ricercatori "a perdere", professori disprezzati o dipinti come parassiti. Noi non vogliamo che la scuola rimanga così com'è! No di certo - a cominciare dalla stragrande maggioranza degli edifici oggi fuori norma, moltissime cose andrebbero cambiate. Come per esempio quello che accade in alcune scuole elementari della nostra città, dove viene chiesto ai bambini e alle bambine di portare da casa carta igienica, saponette, risme di carta per le fotocopie, Scottex e hanno "dovuto" versare ciascuno dieci euro per il fondo cassa delle normali spese scolastiche. Con quale rispetto per l'istituzione cresceranno quegli alunni? Con quale "credo" concreto del diritto allo studio per tutti? Sì, certo, tutta la scuola avrebbe bisogno di tornare davvero al centro delle scelte della nazione. Di una nazione civile, e non in via di imbarbarimento come la nostra.» I Circoli di Rifondazione Comunista e della Sinistra Democratica di Trani
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