
Cronaca
Incensurato di Trani in manette per estorsione
Pretendeva 4mila euro da una 27enne brasiliana. Arrestato ieri mattina dalla Compagnia dei Carabinieri
Trani - giovedì 24 novembre 2011
10.35
Aveva preso di mira una 27enne, pretendendo, con continue telefonate minacciose, la consegna di 4mila euro. Scoperto è finito in manette. Si tratta di un 39enne incensurato di Trani, arrestato ieri mattina dai Carabinieri della locale Compagnia con le accuse di estorsione e resistenza a pubblico ufficiale.
Tutto ha avuto inizio qualche giorno fa quando la vittima, una 27 brasiliana domiciliata a Trani, stanca delle continue minacce fatte a mezzo telefono da un uomo, finalizzate alla consegna di 4mila euro in contanti, si è rivolta ai Carabinieri che hanno cominciato le indagini riuscendo ad identificare l'aguzzino. Ieri mattina l'epilogo della vicenda quando, all'appuntamento per la consegna di iniziali 1000 euro in contanti, concordato via telefono tra i due presso l'abitazione della brasiliana, si sono presentati i Carabinieri che hanno bloccato il 39enne dopo che aveva intascato il denaro appena ricevuto dalla vittima.
L'uomo, che ha opposto una strenua resistenza all'arresto, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, è stato associato presso la locale casa circondariale, mentre il denaro è stato restituito all'avente diritto.
Tutto ha avuto inizio qualche giorno fa quando la vittima, una 27 brasiliana domiciliata a Trani, stanca delle continue minacce fatte a mezzo telefono da un uomo, finalizzate alla consegna di 4mila euro in contanti, si è rivolta ai Carabinieri che hanno cominciato le indagini riuscendo ad identificare l'aguzzino. Ieri mattina l'epilogo della vicenda quando, all'appuntamento per la consegna di iniziali 1000 euro in contanti, concordato via telefono tra i due presso l'abitazione della brasiliana, si sono presentati i Carabinieri che hanno bloccato il 39enne dopo che aveva intascato il denaro appena ricevuto dalla vittima.
L'uomo, che ha opposto una strenua resistenza all'arresto, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, è stato associato presso la locale casa circondariale, mentre il denaro è stato restituito all'avente diritto.
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