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Enti locali
«La delibera sui dirigenti non poteva essere approvata»
Stabilizzazioni, parla l'ex assessore Ugo Betti. In pdf la riservata personale al sindaco
Trani - martedì 22 novembre 2011
10.08
Non è un periodo felice per il sindaco di Trani, ormai abbonato a dover fare i conti con le polemiche. Nell'arena del colosseo stavolta entra Ugo Betti che ha appreso dalla stampa dell'interruzione del suo incarico di assessore. Betti introduce alcuni chiarimenti sulla vicenda della revoca dell'incarico («userei il condizionale - dice - visto che ancora non ho ricevuto alcuna comunicazione, né attraverso sms, né attraverso email e né semplice telegramma cartaceo) e fornisce copia della sua riservata personale indirizzata al primo cittadino.
«Per chiarezza estrema - prosegue l'ex assessore - ho inteso rendere pubblica la mia nota che elenca i risultati raggiunti ed esprime alcune considerazioni di vario genere sul mandato conferito. Ancora per chiarezza estrema contesto una inesattezza, ossia che la mia posizione era contraria al provvedimento delle stabilizzazioni. Non temo ombra di smentita se affermo che mai, alcuno degli assessori, me compreso, che sono stati dichiarati dissidenti o contrari, ha espresso parere contrario alla stabilizzazione. La spaccatura non si è creata sul non volere adottare la delibera ma sul non potere adottare la delibera».
Betti spiega il concetto: «Nessuno dei due consulenti, nominati dal Comune, ha confutato la validità di quelle norme (articoli di legge e Costituzione della Repubblica) che gli assessori dubbiosi avrebbero sperato di sentire confutati per poter avvallare la delibera proposta. Gli assessori dissenzienti, prima in numero di cinque, poi di quattro, poi generosamente ridotti a due, hanno dapprima studiato la delibera proposta ed i pareri pro veritate e stanti i notevoli dubbi, si sono documentati, hanno posto quesiti ed ascoltato le risposte dei due illustri consulenti intervenuti personalmente, hanno richiesto un rinvio di approfondimento della questione, né hanno ricevuto un diniego».
«Per chiarezza estrema - prosegue l'ex assessore - ho inteso rendere pubblica la mia nota che elenca i risultati raggiunti ed esprime alcune considerazioni di vario genere sul mandato conferito. Ancora per chiarezza estrema contesto una inesattezza, ossia che la mia posizione era contraria al provvedimento delle stabilizzazioni. Non temo ombra di smentita se affermo che mai, alcuno degli assessori, me compreso, che sono stati dichiarati dissidenti o contrari, ha espresso parere contrario alla stabilizzazione. La spaccatura non si è creata sul non volere adottare la delibera ma sul non potere adottare la delibera».
Betti spiega il concetto: «Nessuno dei due consulenti, nominati dal Comune, ha confutato la validità di quelle norme (articoli di legge e Costituzione della Repubblica) che gli assessori dubbiosi avrebbero sperato di sentire confutati per poter avvallare la delibera proposta. Gli assessori dissenzienti, prima in numero di cinque, poi di quattro, poi generosamente ridotti a due, hanno dapprima studiato la delibera proposta ed i pareri pro veritate e stanti i notevoli dubbi, si sono documentati, hanno posto quesiti ed ascoltato le risposte dei due illustri consulenti intervenuti personalmente, hanno richiesto un rinvio di approfondimento della questione, né hanno ricevuto un diniego».
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