Le mie donne
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Eventi e cultura

Le mie donne, al Teatro Impero di Trani la celebrazione dell'universo femminile del '900

Ieri la prima nazionale dello spettacolo diretto da Alessandra Pizzi

Cosa hanno in comune Coco Chanel e Margherita Hack? Cosa rende straordinariamente interessanti le vite di Frida Kahlo e di Aung San Suu Kyi? Perché ci ricordiamo del talento eccezionale di Maria Callas e della bellezza, anche questa eccezionale, di Marilyn Monroe? Quanto dobbiamo alla determinazione della piccola Malala? Queste e altre curiosità, aneddoti, considerazioni, sono il "cuore" dello spettacolo "LE MIE DONNE", prodotto da ERGO SUM, in scena ieri sera a Trani.

Parte dal palcoscenico del Teatro Impero il nuovo progetto diretto da Alessandra Pizzi, grazie al sodalizio, fortunato, con il Cine teatro Impero, che permette di portare in scena grandi nomi dello spettacolo nazionale e progetti inediti.

Dopo il successo dei primi tre appuntamenti, nell'ambito della rassegna Metti un libro a teatro, che hanno riscosso l'interesse e la partecipazione del pubblico, è la volta di un "progetto nuovo", non solo perché è la prima volta che viene rappresentato, ma perché "nuova è la formula", come spiega Alessandra Pizzi, che in questo spettacolo ha scelto "di far convergere un interesse sociale e culturale al tema del femminile con la grande musica, per realizzare un format nuovo che possa celebrare il talento e la creatività attraverso linguaggi trasversali (la parola e la musica) e universali, come solo il jazz sa fare".

Alessandra Pizzi, ha quindi "mescolato", il talento di Sade Mangiaracina musicista eletta dalla classifica TOP JAZZ tra i migliori 10 musicisti jazz italiani nel 2018, l'eclettismo di Paolo Briguglia, volto noto della fiction e del grande schermo, nonché protagonista di molte piéce teatrali, e la bravura della giovane Serena Guida, e seguendo il file rouge delle biografie inedite della grandi donne del 900, ha realizzato uno spettacolo che "racconta" l'universo femminile, senza trascurare il punto di vista maschile che con esso si relazione.

"Perché non far raccontare delle donne ad un uomo? Mi sono chiesta" – "continua la regista – "del resto mi pareva alquanto ovvio che le donne tessessero elogi di altre donne, ma quello che mi interessava osservare era la relazione, capire come gli uomini hanno vissuto e vivono il rapporto con donne diventate icone. Nella ferma convinzione che il rapporto debba essere indagato nella relazione tra i generi, piuttosto che sulla convinzione che uno debba dimostrare di essere migliore dell'altro. Così scopriamo un'altra Callas, raccontata dal marito Meneghini, oppure un'altra Margherita Hack che deve parte dei suoi successi al marito Aldo".

Fondamentale per il progetto l'incontro artistico con Sade Mangiaracina, giunta al suo debutto discografico con un omonimo cd "Le Mie Donne", pubblicato dalla Tǔk Music di Paolo Fresu, e nel quale ha raccolto otto brani autografi, che nel loro insieme compongono un ideale concept album dedicato all'universo delle donne, declinato attraverso una galleria di ritratti di figure femminili che, con la loro forza e il loro coraggio, si sono affermate contro discriminazioni e pregiudizi.

Lo spettacolo è inserito nella rassegna "Metti un libro a teatro" , dedicata ai capolavori della letteratura, agli autori e ai grandi classici. Un'iniziativa con un ampio ed efficace risvolto sociale, con l'evidente obiettivo didattico ed educativo, finalizzato alla costruzione di un dialogo di genere. Un progetto incentrato sulla donna, ma anche sulla creatività, sulla determinazione e sulla tenacia come leve per il conseguimento di obiettivi. Uno spettacolo dedicato a tutti donne e uomini, grandi e piccoli, a chi crede che la determinazione sia la giusta strada per l'affermazione.
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