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Enti locali
Mennea(Pd): «Necessario un nuovo piano di riordino ospedaliero»
Il consigliere regionale torna a parlare dell'emergenza sanitaria
BAT - giovedì 19 febbraio 2015
12.07
«L'assistenza sanitaria della provincia di Barletta-Andria-Trani è in credito ormai da anni in termini di posti letto. Prima del Piano di rientro e di riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale 2010-2012 la Bat, che ha una popolazione di circa 390mila abitanti, contava 1024 posti letto, già 296 in meno rispetto ai 1320 che avrebbe dovuto avere, stante il rapporto di 3,38 posti letto per ogni mille abitanti, indicato originariamente dal piano stesso». A dichiararlo è il consigliere regionale del Partito Democratico, Ruggiero Mennea.
«La delibera di giunta regionale – prosegue - numero 3006, del 27 dicembre 2012, ha ulteriormente e drasticamente ridotto il numero di posti letto a 747, contemplando inoltre la chiusura degli ospedali di Minervino e Spinazzola, due dei sette nosocomi della provincia (ben un terzo), autentici presidi di frontiera la cui dismissione ha reso molto più problematica l'assistenza e il primo soccorso nei due paesi murgiani». La nuova proposta del piano di riordino ospedaliero, come sottolineato dal consigliere, deve necessariamente tenere conto delle penalizzazioni che questa terra ha subito, facendo della Asl Bat la più penalizzata dell'intera Puglia.
«Per non continuare a mortificare del tutto la sanità e l'assistenza di questo territorio bisogna incrementare il numero dei posti letto», aggiunge Mennea. «Nello specifico non si può più prescindere da un rafforzamento dell'Unità di terapia intensiva coronarica (Utic) che vede soli 6 posti letto in tutta la provincia e, per esempio, nessuno a Barletta. Stesso discorso per la riabilitazione cardiologica e la riabilitazione respiratoria, oggi completamente assenti nei cinque ospedali della Asl Bat. Ventiquattro posti di lungodegenza sono un'inezia se si considera la popolazione di 390mila abitanti della provincia, così come i 30 posti letto di recupero e riabilitazione funzionale. Nei nosocomi che sono stati depotenziati bisogna quantomeno rafforzare la lungodegenza. E dove sono stati chiusi gli ospedali occorre assolutamente potenziare la degenza territoriale e l'attività residenziale».
«Nella Bat finora si sono registrati solo tagli, pur essendo la provincia che, rispetto al piano precedente, scontava il maggior credito di posti letto, mai attivati dalle precedenti gestioni», conclude il consigliere regionale del Pd. «Per questo chiedo un atto politico di giustizia all'assessore alla sanità della Regione Puglia, Donato Pentassuglia. Non porre rimedio a questa situazione con i giusti e dovuti correttivi equivarrebbe a perpetrare un'ingiustizia nei confronti dei cittadini di questo territorio, che da tempo sono costretti a fare i conti con un'assistenza sanitaria deficitaria in termini di numeri. E qui mi riferisco non solo ai posti letto, ma alla carenza di apparecchiature, a personale risicato e a liste d'attesa chilometriche».
«La delibera di giunta regionale – prosegue - numero 3006, del 27 dicembre 2012, ha ulteriormente e drasticamente ridotto il numero di posti letto a 747, contemplando inoltre la chiusura degli ospedali di Minervino e Spinazzola, due dei sette nosocomi della provincia (ben un terzo), autentici presidi di frontiera la cui dismissione ha reso molto più problematica l'assistenza e il primo soccorso nei due paesi murgiani». La nuova proposta del piano di riordino ospedaliero, come sottolineato dal consigliere, deve necessariamente tenere conto delle penalizzazioni che questa terra ha subito, facendo della Asl Bat la più penalizzata dell'intera Puglia.
«Per non continuare a mortificare del tutto la sanità e l'assistenza di questo territorio bisogna incrementare il numero dei posti letto», aggiunge Mennea. «Nello specifico non si può più prescindere da un rafforzamento dell'Unità di terapia intensiva coronarica (Utic) che vede soli 6 posti letto in tutta la provincia e, per esempio, nessuno a Barletta. Stesso discorso per la riabilitazione cardiologica e la riabilitazione respiratoria, oggi completamente assenti nei cinque ospedali della Asl Bat. Ventiquattro posti di lungodegenza sono un'inezia se si considera la popolazione di 390mila abitanti della provincia, così come i 30 posti letto di recupero e riabilitazione funzionale. Nei nosocomi che sono stati depotenziati bisogna quantomeno rafforzare la lungodegenza. E dove sono stati chiusi gli ospedali occorre assolutamente potenziare la degenza territoriale e l'attività residenziale».
«Nella Bat finora si sono registrati solo tagli, pur essendo la provincia che, rispetto al piano precedente, scontava il maggior credito di posti letto, mai attivati dalle precedenti gestioni», conclude il consigliere regionale del Pd. «Per questo chiedo un atto politico di giustizia all'assessore alla sanità della Regione Puglia, Donato Pentassuglia. Non porre rimedio a questa situazione con i giusti e dovuti correttivi equivarrebbe a perpetrare un'ingiustizia nei confronti dei cittadini di questo territorio, che da tempo sono costretti a fare i conti con un'assistenza sanitaria deficitaria in termini di numeri. E qui mi riferisco non solo ai posti letto, ma alla carenza di apparecchiature, a personale risicato e a liste d'attesa chilometriche».

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