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"Mio padre vivo per una manciata di secondi": il racconto da brividi dopo il crollo della palma in Piazza Libertà
Lo sfogo virale della familiare dopo il crollo: "Non si può affidare la vita alla fortuna, non chiamatela fatalità"
La vettura viene colpita violentemente, soprattutto nella parte superiore. All'interno ci sono due persone. "Abbiamo sfiorato la tragedia", scrive la figlia dell'uomo alla guida. "Pochi secondi hanno fatto la differenza tra la vita e qualcosa che non voglio nemmeno nominare". I due occupanti ne escono feriti, fortunatamente non in modo grave, soccorsi immediatamente dai passanti e poi trasportati dal 118 per accertamenti. Ma le ferite più profonde, in questi casi, sono quelle invisibili.
"Scrivo con il cuore che trema ma anche con lucidità", prosegue il post divenuto virale. Una lucidità che spinge la donna a una riflessione amara, condivisa da gran parte della cittadinanza: "Non si può parlare solo di fatalità quando una tragedia annunciata viene evitata per puro caso. La vita delle persone non può dipendere dalla fortuna".
Dietro il crollo, infatti, c'è una storia complessa di burocrazia e tutela del paesaggio. Quell'albero, spiegano da Palazzo di Città, era un "osservato speciale" da anni. Un lungo braccio di ferro tra le necessità di messa in sicurezza e i vincoli della Soprintendenza: dall'idea di una gabbia protettiva (bocciata perché antiestetica) alla richiesta di sostituzione con un esemplare identico (impraticabile secondo il Comune). Si era giunti, infine, a un compromesso per una nuova piantumazione, ma il vento di gennaio è stato più veloce dei timbri e delle carte bollate.
Oggi restano i danni materiali, lo spavento e la gratitudine per un esito che ha del miracoloso. Ma restano anche le parole di una figlia che ha visto il padre salvo per miracolo: un monito potente che va oltre la semplice polemica politica. In questa vicenda non ci sono vincitori, solo sopravvissuti. Quanto accaduto in Piazza Libertà ci lascia con un senso di profonda inquietudine e ci impone una riflessione che va oltre le responsabilità amministrative o i vincoli paesaggistici. Ci ricorda quanto siamo fragili all'interno degli spazi che abitiamo quotidianamente. La bellezza delle nostre città, la storia dei nostri monumenti e la tutela del verde sono valori irrinunciabili, ma non possono mai, in nessuna equazione, valere più della sicurezza di chi quegli spazi li vive. Che questo "miracolo" laico di gennaio serva a ricalibrare le priorità, affinché la prossima volta non si debba ringraziare il caso, ma la prevenzione.
- Il testo del post social
«Abbiamo sfiorato la tragedia. In auto c'era mio padre. Una palma è crollata all'improvviso, pochi secondi hanno fatto la differenza tra la vita e qualcosa che non voglio nemmeno nominare. Mio padre è vivo. Sotto shock ma vivo. E questa parola oggi pesa come non mai». Le parole della figlia dell'automobilista raccontano bene la paura vissuta sabato pomeriggio a Trani, quando una palma si è abbattuta improvvisamente su piazza Libertà, proprio davanti alla chiesa di San Francesco.
Nel video delle telecamere di sorveglianza si vede chiaramente un giovane che attraversa la strada e poi, pochi istanti dopo, la palma si schianta a terra sfiorandolo per un soffio e colpendo una macchina che stava passando. L'auto è stata danneggiata soprattutto nella parte superiore; i due a bordo hanno riportato ferite, per fortuna non gravi, e sono stati subito aiutati dai passanti e poi portati in ospedale dal 118 per accertamenti. Il ragazzo che ha rischiato di essere travolto si è reso conto solo dopo quanto fosse stato vicino al peggio: si è fermato di colpo, si è voltato e si è portato le mani alla testa.
Anche chi era in macchina non ha nascosto la tensione. «Scrivo con il cuore che trema ma anche con lucidità. Perché non si può parlare solo di fatalità quando una tragedia annunciata viene evitata per puro caso. La vita delle persone non può dipendere dalla fortuna o da una manciata di secondi», ha aggiunto la figlia dell'uomo coinvolto nell'incidente, puntando il dito contro le autorità per la mancata manutenzione.
Pare che la palma fosse da tempo in condizioni precarie e che più volte fosse stata segnalata come pericolante. Dal Comune spiegano che l'albero era sotto osservazione da anni, con perizie, sopralluoghi e anche discussioni con la Soprintendenza: prima per decidere come metterla in sicurezza, poi su come sostituirla. L'agronomo incaricato aveva proposto di installare una gabbia protettiva alla base, ma questa soluzione era stata bocciata dalla Soprintendenza perché troppo impattante. L'ente di tutela aveva invece richiesto la sostituzione della palma con un esemplare identico, ma anche questa ipotesi era stata giudicata impraticabile dal Comune. Alla fine, si era arrivati a un compromesso per piantare una palma di dimensioni più adatte al contesto, con tutte le autorizzazioni necessarie. Il vento forte di questi giorni, però, ha anticipato ogni decisione.


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