
Politica
Nuova amministrazione comunale: le reazioni
Da sinistra a destra, complimenti e critiche
Trani - giovedì 3 febbraio 2022
14.00
Nuova amministrazione comunale: reazioni da sinistra a destra, passando per il centro. "Auguriamo al sindaco e alla nuova giunta un proficuo lavoro" firmano i consiglieri comunali Antonio Befano e Giuseppe Mastrototaro. Che continuano così: "Trani aspetta risposte più incisive sui temi del quotidiano: ordine pubblico e sicurezza, manutenzione del verde e pulizia della città. Su questi argomenti ci siamo confrontati col primo cittadino durante la fase consultiva: in questi ambiti, ad oggi, le risposte della amministrazione sono state molto evanescenti. Auspichiamo che la nuova composizione del governo cittadino possa riorganizzare una azione amministrativa più incisiva. Fedeli al programma di governo votato nella prima seduta di consiglio comunale tenteremo di promuovere nell'ambito della maggioranza un cambio di marcia. Ancora buon lavoro alla neo nominata giunta".
Critiche dalla Lega. Il consigliere comunale Giovanni Di Leo dice: "Lo devo ammettere. Questa amministrazione è senz'altro l'amministrazione del futuro. Non perché i posteri la ricorderanno quale riferimento del passato, non perché abbia reso la città più pulita o abbia incrementato il verde pubblico valorizzando quello preesistente, non perché i vigili urbani siano stati denominati per la prima volta come i "fessacchiotti". Sarà indicata come amministrazione del futuro perché, senza ombra di dubbio, la coniugazione più utilizzata, quasi giornalmente e per anni, è stata il futuro. I verbi più usati, rigorosamente al futuro, sono stati farò-faremo questo o quello, valuterò-valuteremo cosa fare, partiranno i bandi per questo e per quello, pulirò-puliremo la città ormai masseria, assumerò-assumeremo un po' dappertutto, e così via. Aggiungerei perderò-perderemo alcuni pezzi del patrimonio immobiliare pubblico, alcune scuole abbandonate e alcune sedi istituzionali. "Tanto poi i tranesi se ne dimenticano", pensa qualcuno. Ma quel qualcuno si sbaglia di grosso. Il tranese sembra rassegnato, ma ha buona memoria e la utilizza al momento giusto. Seneca, che oltre ad essere un filosofo era anche un politico, affermava che la vita si divide in tre tempi: presente, passato e futuro. Di questi, il presente è brevissimo, il futuro è dubbioso e il passato è certo. Ora cosa possiamo ricavare dal passato certo di questa amministrazione, sinora ben sette anni di potere in doppiopetto e pantalone grigio, comprensivi di prolungamento Covid, una volta depurata dalla furba propaganda mediatica sulla stampa e sui social sapientemente utilizzati? Al netto delle roboanti chiacchiere, dell'effimero fumo negli occhi, delle parole mestamente scivolate via dai nostri ricordi, cosa rammentiamo di sostanziale già oggi, in cuor nostro, del recente passato?".
Infine Andrea Ferri di Fratelli d'Italia: "L'Italia è un Paese vecchio e Trani non è da meno. È vecchia non anagraficamente ma in quella esigenza di doversi rifugiare sempre in un porto "sicuro" decidendo di non scegliere e di non osare. E così mentre a Roma riconfermano Mattarella dopo una settimana , a Trani si riconfermano dopo un mese quasi tutti gli assessori (azzerati!?!). Quindi l'azzeramento era una tiratina d'orecchie per non aver mantenuto il numero legale nel consiglio comunale del 23 dicembre? Rivedendo la giunta non si può che pensare questo. Per non parlare di alcune strabilianti operazioni, dalla riconferma con altra delega (del tipo non sei tu il problema abbiamo sbagliato noi) agli assessori congelati! Ma tutti i volti nuovi coinvolti in campagna elettorale che fine hanno fatto? E quale segnale passa, mandando a casa assessori eletti consiglieri che con fiducia si sono dimessi per entrare nell'esecutivo? È chiarissimo politicamente come un azzeramento controllato in realtà sia diventato una crisi al buio sfuggita di mano, che ha fatto emergere come le diverse anime, unite dal solo obiettivo di vincere, alla prima turbolenza abbiano mostrato tutte le loro differenze e minato alla stabilità della maggioranza. A queste condizioni sarebbe stato più apprezzabile mandare a casa tutti e riproporsi al voto a maggio. Ma per queste prove di forza bisogna tornare indietro al settembre 2006!".
Critiche dalla Lega. Il consigliere comunale Giovanni Di Leo dice: "Lo devo ammettere. Questa amministrazione è senz'altro l'amministrazione del futuro. Non perché i posteri la ricorderanno quale riferimento del passato, non perché abbia reso la città più pulita o abbia incrementato il verde pubblico valorizzando quello preesistente, non perché i vigili urbani siano stati denominati per la prima volta come i "fessacchiotti". Sarà indicata come amministrazione del futuro perché, senza ombra di dubbio, la coniugazione più utilizzata, quasi giornalmente e per anni, è stata il futuro. I verbi più usati, rigorosamente al futuro, sono stati farò-faremo questo o quello, valuterò-valuteremo cosa fare, partiranno i bandi per questo e per quello, pulirò-puliremo la città ormai masseria, assumerò-assumeremo un po' dappertutto, e così via. Aggiungerei perderò-perderemo alcuni pezzi del patrimonio immobiliare pubblico, alcune scuole abbandonate e alcune sedi istituzionali. "Tanto poi i tranesi se ne dimenticano", pensa qualcuno. Ma quel qualcuno si sbaglia di grosso. Il tranese sembra rassegnato, ma ha buona memoria e la utilizza al momento giusto. Seneca, che oltre ad essere un filosofo era anche un politico, affermava che la vita si divide in tre tempi: presente, passato e futuro. Di questi, il presente è brevissimo, il futuro è dubbioso e il passato è certo. Ora cosa possiamo ricavare dal passato certo di questa amministrazione, sinora ben sette anni di potere in doppiopetto e pantalone grigio, comprensivi di prolungamento Covid, una volta depurata dalla furba propaganda mediatica sulla stampa e sui social sapientemente utilizzati? Al netto delle roboanti chiacchiere, dell'effimero fumo negli occhi, delle parole mestamente scivolate via dai nostri ricordi, cosa rammentiamo di sostanziale già oggi, in cuor nostro, del recente passato?".
Infine Andrea Ferri di Fratelli d'Italia: "L'Italia è un Paese vecchio e Trani non è da meno. È vecchia non anagraficamente ma in quella esigenza di doversi rifugiare sempre in un porto "sicuro" decidendo di non scegliere e di non osare. E così mentre a Roma riconfermano Mattarella dopo una settimana , a Trani si riconfermano dopo un mese quasi tutti gli assessori (azzerati!?!). Quindi l'azzeramento era una tiratina d'orecchie per non aver mantenuto il numero legale nel consiglio comunale del 23 dicembre? Rivedendo la giunta non si può che pensare questo. Per non parlare di alcune strabilianti operazioni, dalla riconferma con altra delega (del tipo non sei tu il problema abbiamo sbagliato noi) agli assessori congelati! Ma tutti i volti nuovi coinvolti in campagna elettorale che fine hanno fatto? E quale segnale passa, mandando a casa assessori eletti consiglieri che con fiducia si sono dimessi per entrare nell'esecutivo? È chiarissimo politicamente come un azzeramento controllato in realtà sia diventato una crisi al buio sfuggita di mano, che ha fatto emergere come le diverse anime, unite dal solo obiettivo di vincere, alla prima turbolenza abbiano mostrato tutte le loro differenze e minato alla stabilità della maggioranza. A queste condizioni sarebbe stato più apprezzabile mandare a casa tutti e riproporsi al voto a maggio. Ma per queste prove di forza bisogna tornare indietro al settembre 2006!".
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