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Parcheggi, Legambiente Trani: «Definire un piano generale della mobilità urbana»

Per l'associazione «si può migliorare la qualità della vita attingendo ai fondi della Programmazione Comunitaria 2021-2027»

Sebbene corretti sul piano formale, gli atti della Amministrazione cittadina relativi alla proposta di partenariato pubblico-privato per la realizzazione in concessione di un sistema integrato della sosta nella città di Trani difettano tuttavia di una visione di insieme, di lungo periodo e partecipata. Calendarizzare in Consiglio Comunale, come già approntata in giunta, la modifica al piano triennale delle opere pubbliche per l'inserimento della precedentemente citata proposta di partenariato pubblico-privato espone al rischio di cristallizzare per i prossimi venti anni le sorti della mobilità urbana. Sebbene una tale proposta possa apportare alcuni vantaggi per la città, come la riqualificazione e risoluzione dell'annosa questione del parcheggio di P.zza XX Settembre e, sebbene non si trascuri una riserva di attenzione al centro storico ed all'area dell'ex Angelini, vi è tuttavia carenza di partecipazione di cittadini, associazioni e comitati in decisioni che possono determinare delle svolte epocali.

Prima di procedere ad affidamenti si rende necessario definire e concertare un piano generale della mobilità urbana in linea con le indicazioni e direttive europee di mobilità sostenibile ed integrata. Occorre moltiplicare le aree pedonali e ciclabili e stimolare l'impiego di mezzi pubblici ed alternativi e di sharing, immaginando modalità innovative e sostenibili per il raggiungimento del centro urbano o ancora definire la logistica per il posizionamento di colonnine per la ricarica di mezzi elettrici. Si impone come atto preliminare un piano della mobilità cui affiancare un piano parcheggi utile ad una città che rispetti l'ambiente, i beni collettivi e i diritti dei residenti.

Per Legambiente migliorare la qualità della vita nel centro città, la socialità, favorire le piccole attività commerciali, ridurre l'inquinamento, è possibile immaginando e realizzando ampie ed interconnesse aree pedonali anche attingendo ai fondi della Programmazione Comunitaria 2021-2027.

Un partenariato ventennale pubblico-privato, se da un lato offre una opportunità per risolvere taluni problemi, nei fatti segnerebbe il destino della città e renderebbe difficile accedere a fondi da impiegare per strutture ormai attribuite ed utilizzate dal partner commerciale privato.

Scelte che segnano il destino anche ambientale del territorio non possono essere affidate ai soli uffici amministrativi, ma impongono una condivisone pubblica ed il contributo di una consulta ambientale pe runa visione strategica e partecipata cui la Legambiente non intende sottrarsi.
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