
Politica
Piano Regolatore Generale, l'assurdo compenso dell'architetto Dioguardi
Infiniti ricorsi e assurdi silenzi. La denuncia di Tommaso Laurora (Pd)
Trani - mercoledì 12 novembre 2014
7.26
Corsi e ricorsi storici. La storia di oggi è la storia di infiniti ricorsi e di inammissibili silenzi. A raccontarla, con una punta di indignazione, è il consigliere comunale del Pd, Tommaso Laurora. C'era una volta il Piano Regolatore Generale. La Regione Puglia, con deliberazione numero 1199 del lontano 1999, nominò l'architetto Dioguardi come commissario ad acta per l'adozione del Piano.
Dopo un attento studio delle sudate carte, Laurora racconta che, a seguito dell'inerzia della Regione Puglia nella determinazione del compenso, a carico del Comune di Trani, Dioguardi presenta ricorso al Tar Puglia, Tribunale amministrativo regionale. Il tribunale, per far fronte a questa incombenza, nomina un commissario ad acta, Donato De Gioia. De Gioia è il primo a rompere il silenzio e determina finalmente il compenso per Dioguardi, 190.238,63 euro. La Regione Puglia, però, ancora non si esprime. Nuovo ricorso al Tar e ancora silenzio da parte della Regione. Il ricorso numero 3 non tarda ad arrivare, questa volta a chiedere chiarimenti è l'Amministrazione Tarantini. I conti, infatti, non tornano. Il Tar Puglia annulla il provvedimento, ma conferma «l'obbligo della Regione Puglia di corrispondere all'architetto Dioguardi un compenso equo per l'attività prestata, con spese a carico del bilancio del Comune di Trani».
Ricorso numero 4, ennesimo commissario ad acta: il rettore del politecnico di Bari. Questa volta il compenso per Dioguardi è di 172.353,54 euro. «Il P.U.G. di Trani – dichiara Laurora - è costato 100.000 euro. Come mai il Comune non si rende conto della chiara ed assurda sproporzione?». Altro ricorso, altro silenzio. Il nuovo delegato, Domenico De Bari, con i poteri del consiglio comunale, non solo dispone la liquidazione di 218.682,17 euro, ma dispone addirittura una variazione di bilancio con prelievo dal fondo di riserva, riconoscendo il debito fuori bilancio. «Un triplo salto mortale finanziario».
«Come mai - chiede Laurora - l'amministrazione Riserbato non propone un ricorso contro una quantificazione di compenso palesemente ingiusta?». E ancora: «Come si consente al commissario ad acta di assumere i poteri del consiglio comunale per riconoscere un debito fuori bilancio e per approvare una variazione di bilancio con prelievo dal fondo di riserva? Come mai l'Amministrazione non ha assunto la responsabilità di affrontare il consiglio comunale per riconoscere questo debito fuori bilancio?».
«Stiamo parlando – conclude Laurora - di una stranezza di 218.682,17 euro, somma che poteva ben servire per qualcos'altro. Voglio evidenziare, infine, che questo è il bello dell'informazione: consentire a tutti i tranesi di farsi un'idea di come vengono amministrati i soldi pubblici».
Dopo un attento studio delle sudate carte, Laurora racconta che, a seguito dell'inerzia della Regione Puglia nella determinazione del compenso, a carico del Comune di Trani, Dioguardi presenta ricorso al Tar Puglia, Tribunale amministrativo regionale. Il tribunale, per far fronte a questa incombenza, nomina un commissario ad acta, Donato De Gioia. De Gioia è il primo a rompere il silenzio e determina finalmente il compenso per Dioguardi, 190.238,63 euro. La Regione Puglia, però, ancora non si esprime. Nuovo ricorso al Tar e ancora silenzio da parte della Regione. Il ricorso numero 3 non tarda ad arrivare, questa volta a chiedere chiarimenti è l'Amministrazione Tarantini. I conti, infatti, non tornano. Il Tar Puglia annulla il provvedimento, ma conferma «l'obbligo della Regione Puglia di corrispondere all'architetto Dioguardi un compenso equo per l'attività prestata, con spese a carico del bilancio del Comune di Trani».
Ricorso numero 4, ennesimo commissario ad acta: il rettore del politecnico di Bari. Questa volta il compenso per Dioguardi è di 172.353,54 euro. «Il P.U.G. di Trani – dichiara Laurora - è costato 100.000 euro. Come mai il Comune non si rende conto della chiara ed assurda sproporzione?». Altro ricorso, altro silenzio. Il nuovo delegato, Domenico De Bari, con i poteri del consiglio comunale, non solo dispone la liquidazione di 218.682,17 euro, ma dispone addirittura una variazione di bilancio con prelievo dal fondo di riserva, riconoscendo il debito fuori bilancio. «Un triplo salto mortale finanziario».
«Come mai - chiede Laurora - l'amministrazione Riserbato non propone un ricorso contro una quantificazione di compenso palesemente ingiusta?». E ancora: «Come si consente al commissario ad acta di assumere i poteri del consiglio comunale per riconoscere un debito fuori bilancio e per approvare una variazione di bilancio con prelievo dal fondo di riserva? Come mai l'Amministrazione non ha assunto la responsabilità di affrontare il consiglio comunale per riconoscere questo debito fuori bilancio?».
«Stiamo parlando – conclude Laurora - di una stranezza di 218.682,17 euro, somma che poteva ben servire per qualcos'altro. Voglio evidenziare, infine, che questo è il bello dell'informazione: consentire a tutti i tranesi di farsi un'idea di come vengono amministrati i soldi pubblici».

Ricevi aggiornamenti e contenuti da Trani 






.jpg)

