
Politica
Ricapitalizzazione Amiu, Tomasicchio: «La vicenda finirà nella aule di giustizia»
Il consigliere di centrodestra evidenzia i punti "oscuri" del provvedimento
Trani - lunedì 9 maggio 2016
11.09
Dopo il Consiglio comunale del 4 maggio scorso, il consigliere ed ex candidato sindaco di centrodestra Emanuele Tomasicchio torna a spiegare le ragioni del suo voto contrario in merito alla scelta di ricapitalizzare l'Amiu.
«Io vorrei - ha detto questa mattina nel corso di una conferenza stampa - che i miei concittadini capissero che non è vero che abbiamo piacere a pensare ad un Amiu che non venga ricapitalizzata e che venga liquidata o scissa in due società. Ma questa ricapitalizzazione è una presa in giro. Una società come l'Amiu, che ha milioni di euro di buche non può essere risanata in questa maniera». Per il consigliere la convocazione del Consiglio, inoltre, è illegittima poichè «ha violato le prerogative ed i diritti dei consiglieri. La documentazione - ha precisato - andava consegnata tre giorni prima, cosa che non si è verificata».
«Presentano quindi - ha aggiunto Tomasicchio - una perizia fatta da un ingegnere del Comune in violazione dell'articolo 2343 del Codice civile, secondo il quale una perizia non può essere redatta da un dipendente dell'ente, ma da un tecnico nominato dal presidente del tribunale». Tomasicchio ha puntualizzato che, peraltro, stando a quanto dichiarato dal funzionario, l'ingegnere non sarebbe nemmeno entrato nel capannone della ricicleria e di aver effettuato la valutazione sulla carta. Nel bilancio approvato pochi mesi, il bilancio della ricicleria non superava i 400mila euro. «Come fa - ha chiesto Tomasicchio - a valere ora 3 milioni di euro?».
E ancora. «Nella ricicleria - ha proseguito - ci sono inoltre dei macchinari che non funzionano più da 5 anni: come si può dare una valutazione di questo tipo? Inoltre, la perizia dice che il capannone si trova in zona agricola e per realizzarlo hanno utilizzato tutta la volumetria della zona agricola. Ma esibiscono i dati dell'agenzia del territorio della zona industriale e non quelli della zona agricola. Non si possono applicare i dati della zona industriale». Per l'ex candidato sindaco ci sono poi aspetti ancora più gravi. «La delibera di ricapitalizzazione - ha detto - è fondata sull'esistenza dell'asseverazione dei revisori dei conti del Comune. Come già dimostrato e denunciato alla Procura, il suddetto parere non c'è e questo vizia irrimediabilmente sia il bilancio comunale che la delibera».
«Il Comune - ha specificato, infine, Tomasicchio - è in gestione provvisoria, perché non è stato ancora approvato il bilancio. Quindi operazioni di ricapitalizzazioni sono vietate. Il decreto dice che i Comuni non avranno più compiti di gestione e organizzazione dei servizi di rifiuti perché passeranno nelle mani delle Aro. A che serve allora tutta questa manovra? C'è qualche sorpresa, magari barese, in arrivo? E' una fretta che ci pare molto sospetta. Questa vicenda finirà nelle aule di giustizia. Se gli altri esponenti dell'opposizione vorranno unirsi in questa battaglia è bene. Altrimenti - ha concluso - io andrò avanti da solo».
«Io vorrei - ha detto questa mattina nel corso di una conferenza stampa - che i miei concittadini capissero che non è vero che abbiamo piacere a pensare ad un Amiu che non venga ricapitalizzata e che venga liquidata o scissa in due società. Ma questa ricapitalizzazione è una presa in giro. Una società come l'Amiu, che ha milioni di euro di buche non può essere risanata in questa maniera». Per il consigliere la convocazione del Consiglio, inoltre, è illegittima poichè «ha violato le prerogative ed i diritti dei consiglieri. La documentazione - ha precisato - andava consegnata tre giorni prima, cosa che non si è verificata».
«Presentano quindi - ha aggiunto Tomasicchio - una perizia fatta da un ingegnere del Comune in violazione dell'articolo 2343 del Codice civile, secondo il quale una perizia non può essere redatta da un dipendente dell'ente, ma da un tecnico nominato dal presidente del tribunale». Tomasicchio ha puntualizzato che, peraltro, stando a quanto dichiarato dal funzionario, l'ingegnere non sarebbe nemmeno entrato nel capannone della ricicleria e di aver effettuato la valutazione sulla carta. Nel bilancio approvato pochi mesi, il bilancio della ricicleria non superava i 400mila euro. «Come fa - ha chiesto Tomasicchio - a valere ora 3 milioni di euro?».
E ancora. «Nella ricicleria - ha proseguito - ci sono inoltre dei macchinari che non funzionano più da 5 anni: come si può dare una valutazione di questo tipo? Inoltre, la perizia dice che il capannone si trova in zona agricola e per realizzarlo hanno utilizzato tutta la volumetria della zona agricola. Ma esibiscono i dati dell'agenzia del territorio della zona industriale e non quelli della zona agricola. Non si possono applicare i dati della zona industriale». Per l'ex candidato sindaco ci sono poi aspetti ancora più gravi. «La delibera di ricapitalizzazione - ha detto - è fondata sull'esistenza dell'asseverazione dei revisori dei conti del Comune. Come già dimostrato e denunciato alla Procura, il suddetto parere non c'è e questo vizia irrimediabilmente sia il bilancio comunale che la delibera».
«Il Comune - ha specificato, infine, Tomasicchio - è in gestione provvisoria, perché non è stato ancora approvato il bilancio. Quindi operazioni di ricapitalizzazioni sono vietate. Il decreto dice che i Comuni non avranno più compiti di gestione e organizzazione dei servizi di rifiuti perché passeranno nelle mani delle Aro. A che serve allora tutta questa manovra? C'è qualche sorpresa, magari barese, in arrivo? E' una fretta che ci pare molto sospetta. Questa vicenda finirà nelle aule di giustizia. Se gli altri esponenti dell'opposizione vorranno unirsi in questa battaglia è bene. Altrimenti - ha concluso - io andrò avanti da solo».

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