Ex sciala De Simone, riqualificazione
Ex sciala De Simone, riqualificazione
Politica

Riqualificazione ex sciala De Simone: le posizioni dell'opposizione consiliare

"Siamo contenti dell'avvio dei lavori, ma restiamo vigili sulla destinazione d'uso aspettando il Piano delle Coste"

Abbiamo raccolto a caldo le prime impressioni di alcuni Capogruppo in Consiglio Comunale dei partiti extra maggioranza, il tema è legato all'avvio dei lavori di riqualificazione della ex sciala De Simone, acquisita nella disponibilità del Comune di Trani dopo il fallimento della società del 2013 a licenza demaniale scaduta nel 2010 e quindi non rientrante a suo tempo nell'asse fallimentare. L'estensione del sito è di poco più di 3.000 metri quadrati e comprende piazzali, opere di difesa marina e manufatti.

Già stamani Gianni Di Leo, capogruppo della Lega, in un duro post social, che riportiamo, aveva scritto che: "La predisposizione di una spiaggia libera presso la ex sciala De Simone costruisce senza ombra di dubbio uno dei successi ottenuti dalla opposizione politica alla dis-amministrazione imperante. Tutti ricordano che era stato attivato un bando per affidare in concessione demaniale a privati la ex sciala, contravvenendo alle regole essenziali dettate in materia dalla legge regionale, e cioè alla necessità che debba essere approvato un Piano Comunale delle Coste. Mitico Piano delle Coste...ma perché non si è fatto in dieci anni...quali interessi colpisce? Sul provvedimento amministrativo di giunta comunale relativo alla concessione a privati e sulla pubblicazione del bando da parte del dirigente ho scritto più volte a tutti i soggetti coinvolti, a partire dal sindaco, contestandone la totale illegalità, sino a quando venne revocato. È quindi inutile che ora il sindaco & co. vadano sbandierando l'allestimento della ex sciala a spiaggia libera come un traguardo raggiunto dalla sua amministrazione, perché è in realtà è una sua sconfitta! Detto questo, siccome non mi fido e siccome esistono le cosiddette "spiagge libere con servizi", di cui viene affidata al privato la gestione, come abbiano visto in questi anni, sottraendo spazi pubblici, non vorrei che l'utilizzo privatistico entri dalla finestra avendo trovato chiuso il portone. Fidarsi è bene, non fidarsi ( soprattutto con gli intortatori ) è meglio".


Prudente Vito Branà, capogruppo del Movimento 5Stelle, raggiunto al telefono: "Non posso che essere contento dell'avvio dei lavori di riqualificazione di un'area abbandonata come quella dell'ex sciala De Simone, da troppo tempo sottratta alla fruizione pubblica. Siamo fiduciosi, ma nel contempo restiamo vigili aspettando che venga portato in discussione in consiglio comunale il tanto atteso Piano delle Coste"

Caustico Andrea Ferri, anch'esso raggiunto al telefono, capogruppo di Fratelli d'Italia: "Certo come si può non essere contenti di questo avvio di riqualificazione di uno spazio atteso da oltre 10 anni, ma rimane l'avvio di un ennesimo cantiere la cui conclusione è solo sulla carta, ne abbiamo viste troppo per restare sereni. Noi abbiamo il compito di vigilare che questi spazi siano davvero di fruizione pubblica, che davvero il bilancio delle aree di balneazione non penda più verso gli interessi dei privati, ecco perchè attendiamo di discutere in consiglio comunale il Piano delle Coste il cui iter, è tutto un divenire".

Il Piano delle Coste è un divenire certo, in forte ritardo sicuro, ma rimane un passaggio essenziale per definire tutti gli aspetti che riguardano la Città di Trani che, forte della sua vocazione turistica, ha fatto di "Partiamo dal mare" uno slogan di questa Amministrazione che non convince la parte politica extra maggioranza.


Staremo a vedere, una cosa è certa che chi teme che il nuovo Piano delle Coste possa variare in qualche modo la destinazione d'uso, da fruizione pubblica a privata, degli spazi dell'ex sciala De Simone dovrebbe già essere in possesso di un certificato di pessima salute mentale di chi ci amministra, sarebbe davvero un paradosso portare in consiglio comunale una variazione del genere. Intanto per i lavori di riqualificazione partiti oggi si prevede un iter conclusivo nei 60 giorni, quindi prima dell' estate: su questi tempi c'è chi vigilerà.

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