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Rotary: "Cinquant’anni ma non li dimostra"

Martedì un incontro all'hotel Trani

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Il Rotary International - Club di Trani, in occasione dei cinquant'anni dei trattati di Roma istitutivi dell'Europa, organizza la manifestazione dal titolo "Cinquant'anni ma non li dimostra". L'incontro si terrà martedi 27 marzo, presso l'Hotel Trani, alle ore 20.30.
Le riflessioni sulla nascita e sui valori fondanti della Grande Patria Europea saranno curate da Emmanuele Daluiso, socio rotariano del Club di Trani, impegnato da anni nella attuazione delle politiche europee, attualmente Vice Presidente dell'Associazione Europea per lo Sviluppo Regionale e Locale EuroIdees di Bruxelles. Saranno affrontate a grandi linee le motivazioni che indussero dopo la seconda Guerra Mondiale Francia e Germania, seguite da Italia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, ad avviare il processo di unificazione europea. Oggi l'Europa Unita conta ben 27 paesi aderenti. Nel 2004 è stato adottato il Trattato che propone una Costituzione europea. La ricorrenza dei cinquant'anni dei Trattati di Roma rappresenta il momento per una riflessione sul futuro dell'Unione Europea. I Capi di Stato e di Governo dei 27 Paesi dell'Unione sottoscrivono a Berlino un impegno solenne per proseguire il processo di unificazione ed integrazione europea. Secondo Daluiso, "l'Europa ancora oggi si agita fra diverse visioni unitarie, dal modello federativo al modello intergovernativo. Ma è ben chiaro che è cresciuta in questi cinquant'anni la sua influenza sui vari settori dell'economia, della società e dell'ambiente. I prossimi cinquant'anni dovranno essere rivolti prioritariamente ad affrontare le grandi sfide del futuro, che porteranno l'Europa ad operare in un quadro mondiale profondamente cambiato rispetto a quello del 1957. Se i primi cinquant'anni sono serviti a guardare al proprio interno, a costruire un modello sociale europeo, i prossimi cinquantì'anni dovranno essere rivolti a guardare soprattutto all'esterno. L'Unione Europea deve diventare un soggetto in grado di concorrere alla costruzione della pace modiale, di promuovere un'economia più competitiva, sia rispetto all'economia americana che a quella dei nuovi Paesi asiatici in via di sviluppo, di salvaguardare il suo modello sociale, di promuovere soluzioni adeguate ai problemi del clima rilanciando l'accordo di Kyoto. L'Unione Europea deve maggiormente aprirsi al mondo e farsi costruttore del grande sogno che il filosofo del ‘700 Immanuel Kant sintetizzò ne La pace perpetua. L'Italia deve essere impegnata in prima fila in questo sforzo, onorando la memoria degli italiani illustri che oggi sono universalmente considerati tra i precursori e i padri fondatori dell'Europa unita: da Giuseppe Mazzini a Carlo Cattaneo, a carlo Sforza, ad Alcide de Gasperi, ad Altiero Spinelli."
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