Scuola e Lavoro
Saldi, la Confesercenti BAT al lavoro per una proposta regionale
Il presidente: «Pericolo scongiurato, sarebbe stata la catastrofe»
Trani - venerdì 12 dicembre 2008
Niente saldi anticipati per questo Natale. E' quanto emerso dall'incontro svoltosi tra l'assessore allo sviluppo economico della Regione Puglia, Sandro Frisullo, e i rappresentanti delle associazioni di categoria dopo che il Consiglio Regionale aveva votato un ordine del giorno relativo alla proposta di anticipare i saldi di fine stagione alla settimana precedente quella di Natale.
«Abbiamo evitato un atteggiamento irresponsabile che avrebbe messo in ginocchio il nostro settore – è il commento lapidario del presidente della Confesercenti BAT, Michele Simone -, anche se a conti fatti il danno è stato fatto. La notizia è rimbalzata attraverso gli organi di stampa e in un attimo si è creata una fortissima aspettativa da parte dei cittadini. Vedremo adesso l'evolversi della situazione. Resta l'amaro per quella che a nostro avviso è stata una speculazione demagogica ai danni di un settore che risulta essere uno dei traini dell'economia regionale". L'anticipo dei saldi, oltre a comportare effetti negativi per il settore, è stato visto con diffidenza anche dalle associazioni dei consumatori. "Hanno dimostrato senso di responsabilità – commenta Simone -, comprendendo che per attuare una iniziativa del genere mancavano anche le minime condizioni di organizzazione. I saldi, abbiamo convenuto, partiranno regolarmente il 3 gennaio, come avevamo concordato con la Regione Puglia».
Quanto accaduto in questi giorni ha portato alla ribalta il tema delle vendite straordinarie ma ha fatto emergere con forza le criticità del settore. «Nei giorni scorsi – spiega Gianluca Patruno, presidente del Fismo della Confesercenti BAT – avevamo proposto la contrazione del periodo di vendita a saldi nell'ultimo mese utile fino a una ridefinizione della normativa, ma guardando bene come si sono messe le cose crediamo che la strada da battere con urgenza sia quella di una sostanziale liberalizzazione del settore, controllata e certificata, che dovrà necessariamente scaturire da un tavolo di lavoro ampiamente partecipato e condiviso di cui ci faremo promotori nei prossimi giorni". Patruno, inoltre, precisa che "la presa di posizione non è frutto di uno spirito corporativistico, ma solo di un atteggiamento razionale che tende a premiare la qualità del settore e a non svenderne il valore. Capiamo che il richiamo dell'acquisto scontato possa essere visto, in questo momento di particolare crisi economica, come un provvedimento salvifico per i consumatori e per gli stessi commercianti. Ma non è così, perché andremmo a inficiare un sistema economico che affonda le sue regole nella corretto rapporto tra acquisto e vendita».
«Nella tragicità del momento, questa vicenda ha acceso i riflettori su un problema più ampio che riguarda il nostro settore – afferma Tommaso Ruta, presidente della Confesercenti Barletta -. Da gennaio partiremo a livello locale con un giro di consultazioni tra i nostri associati e appronteremo una piattaforma che presenteremo a livello regionale. Perché, è da comprendere, non c'è solo il problema il problema dei saldi da risolvere. Vogliamo parlare della questione delle rimanenze, che pesano sul bilancio dell'esercizio per l'intero valore nonostante il deprezzamento fisiologico dovuto al fattore tempo? Questo, e altri, sono i problemi che urge affrontare, anche con la grande distribuzione, che in questa situazione la fa un po' da padrona. Prendiamo ancora il caso dei saldi. Spesso ci si scandalizza quando si parla di liberalizzazione, dimenticando che la GdO applica una politica dei prezzi scontata o addirittura al ribasso ogni qual volta lo ritiene opportuno. Perché non potremmo fare anche noi altrettanto? Le regole servono, certo, ma che siano uguali per tutti. Anche per regolare e certificare un mercato che è andato avanti rispetto a una normativa datata e ormai inadeguata».
«Abbiamo evitato un atteggiamento irresponsabile che avrebbe messo in ginocchio il nostro settore – è il commento lapidario del presidente della Confesercenti BAT, Michele Simone -, anche se a conti fatti il danno è stato fatto. La notizia è rimbalzata attraverso gli organi di stampa e in un attimo si è creata una fortissima aspettativa da parte dei cittadini. Vedremo adesso l'evolversi della situazione. Resta l'amaro per quella che a nostro avviso è stata una speculazione demagogica ai danni di un settore che risulta essere uno dei traini dell'economia regionale". L'anticipo dei saldi, oltre a comportare effetti negativi per il settore, è stato visto con diffidenza anche dalle associazioni dei consumatori. "Hanno dimostrato senso di responsabilità – commenta Simone -, comprendendo che per attuare una iniziativa del genere mancavano anche le minime condizioni di organizzazione. I saldi, abbiamo convenuto, partiranno regolarmente il 3 gennaio, come avevamo concordato con la Regione Puglia».
Quanto accaduto in questi giorni ha portato alla ribalta il tema delle vendite straordinarie ma ha fatto emergere con forza le criticità del settore. «Nei giorni scorsi – spiega Gianluca Patruno, presidente del Fismo della Confesercenti BAT – avevamo proposto la contrazione del periodo di vendita a saldi nell'ultimo mese utile fino a una ridefinizione della normativa, ma guardando bene come si sono messe le cose crediamo che la strada da battere con urgenza sia quella di una sostanziale liberalizzazione del settore, controllata e certificata, che dovrà necessariamente scaturire da un tavolo di lavoro ampiamente partecipato e condiviso di cui ci faremo promotori nei prossimi giorni". Patruno, inoltre, precisa che "la presa di posizione non è frutto di uno spirito corporativistico, ma solo di un atteggiamento razionale che tende a premiare la qualità del settore e a non svenderne il valore. Capiamo che il richiamo dell'acquisto scontato possa essere visto, in questo momento di particolare crisi economica, come un provvedimento salvifico per i consumatori e per gli stessi commercianti. Ma non è così, perché andremmo a inficiare un sistema economico che affonda le sue regole nella corretto rapporto tra acquisto e vendita».
«Nella tragicità del momento, questa vicenda ha acceso i riflettori su un problema più ampio che riguarda il nostro settore – afferma Tommaso Ruta, presidente della Confesercenti Barletta -. Da gennaio partiremo a livello locale con un giro di consultazioni tra i nostri associati e appronteremo una piattaforma che presenteremo a livello regionale. Perché, è da comprendere, non c'è solo il problema il problema dei saldi da risolvere. Vogliamo parlare della questione delle rimanenze, che pesano sul bilancio dell'esercizio per l'intero valore nonostante il deprezzamento fisiologico dovuto al fattore tempo? Questo, e altri, sono i problemi che urge affrontare, anche con la grande distribuzione, che in questa situazione la fa un po' da padrona. Prendiamo ancora il caso dei saldi. Spesso ci si scandalizza quando si parla di liberalizzazione, dimenticando che la GdO applica una politica dei prezzi scontata o addirittura al ribasso ogni qual volta lo ritiene opportuno. Perché non potremmo fare anche noi altrettanto? Le regole servono, certo, ma che siano uguali per tutti. Anche per regolare e certificare un mercato che è andato avanti rispetto a una normativa datata e ormai inadeguata».
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