
Cronaca
Sequestrato terreno in via Sant’Angelo: tre indagati
C'è anche il dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Trani. Nei guai il proprietario di un noto frantoio locale
Trani - giovedì 24 novembre 2011
15.26
I Carabinieri del Comando tutela del patrimonio culturale di Bari hanno sequestrato, su disposizione del gip Roberto Oliveri del Castillo e su richiesta del pm Michele Ruggiero, un terreno in contrada Sant'Angelo a Trani, adiacente villa Lepore (immobile sottoposto a vincolo). Nel terreno era in corso un intervento edilizio per la realizzazione di una vasca in cemento armato per la raccolta di prodotti di scarto derivati dalla lavorazione di un frantoio di Trani nonché la realizzazione di due digestori anaerobici per la produzione di biogas e fertilizzanti, il tutto - a detta degli inquirenti - senza la necessaria autorizzazione paesaggistica.
Per questo motivo sono stati indagati il committente dei lavori e proprietario del terreno, il tecnico e progettista del cantiere ed il dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Trani.
Secondo l'accusa, il dirigente dell'ufficio tecnico, con il concorso morale del progettista, avrebbe rilasciato il certificato di destinazione urbanistica inerente le aree interessate al progetto omettendo di considerare il regime vincolistico della stesse e rilasciando direttamente il permesso di costruire in violazione delle previsioni del piano di tutela delle ville storiche di Trani, delle corrispondenti norme tecniche d'attuazione del piano urbanistico di Trani e del piano paesaggistico della Regione Puglia, «procurando - secondo l'accusa - intenzionalmente al beneficiario del permesso autorizzatorio un vantaggio patrimoniale ingiusto con pari danno di rilevante gravità al Comune di Trani ed al proprietario di villa Lepore».
Per questo motivo sono stati indagati il committente dei lavori e proprietario del terreno, il tecnico e progettista del cantiere ed il dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Trani.
Secondo l'accusa, il dirigente dell'ufficio tecnico, con il concorso morale del progettista, avrebbe rilasciato il certificato di destinazione urbanistica inerente le aree interessate al progetto omettendo di considerare il regime vincolistico della stesse e rilasciando direttamente il permesso di costruire in violazione delle previsioni del piano di tutela delle ville storiche di Trani, delle corrispondenti norme tecniche d'attuazione del piano urbanistico di Trani e del piano paesaggistico della Regione Puglia, «procurando - secondo l'accusa - intenzionalmente al beneficiario del permesso autorizzatorio un vantaggio patrimoniale ingiusto con pari danno di rilevante gravità al Comune di Trani ed al proprietario di villa Lepore».
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