
Cronaca
Ufficio interforze comunale, Forza Trani in procura
Denunciate irregolarità nell'affidamento dei lavori per 160mila euro. Contestata la determina firmata da Antonio Modugno
Trani - lunedì 28 maggio 2012
10.04
La notizia dell'ingente investimento (160 mila euro) per la realizzazione dei servizi igienici al secondo piano di Palazzo di città dove dovrebbe essere allocata una nuova sezione di polizia giudiziaria diventa argomento di un esposto alla procura presentato da Forza Trani.
Attraverso il suo rappresentante, Roberto Visibelli, il movimento civico contesta la determina dirigenziale firmata da Antonio Modugno. «Dall'atto in questione – scrive Visibelli - non si rileva con quale specifico atto d'indirizzo, doverosamente emesso da organo di governo, sia stata decisa l'allocazione della nuova sezione di polizia giudiziaria presso Palazzo di Città, atteso peraltro che, oltre alla sede di piazza Mazzini, gli agenti di polizia locale per le operazioni di polizia giudiziaria già utilizzano alcuni locali al pian terreno del palazzo comunale, recentemente e costosamente sistemati per tale finalità».
«La previsione di spostamento di alcuni uffici comunali – prosegue Visibelli – è attribuita ad una fantomatica ordinanza sindacale, la numero 8514/2012, strano numero per un atto dei primi mesi dell'anno. Inoltre, sembrerebbe essere stata disposta senza interpellare i relativi dirigenti, ai sensi delle norme vigenti, in modo da valutare congiuntamente le varie esigenze degli uffici da trasferirsi e i problemi di sicurezza dell'immobile comunale. Dalla lettura della determina non è dato di rilevare (laddove esistesse) con quale atto sia stata disposta la determinazione a contrarre dalla quale si sia potuto rilevare, fra gli altri elementi, l'importo presunto dell'appalto (con l'indicazione degli importi presunti per lavori o per forniture e servizi), la procedura di gara a seguirsi (con le eventuali motivazioni per il ricorso a procedure negoziate o acquisizioni in economia), il criterio di aggiudicazione ed il nominativo del responsabile del procedimento».
Visibelli scende nel tecnico: «I lavori e le forniture in oggetto, in assenza di adeguata dimostrazione dell'insufficienza dei locali attualmente utilizzati dalla polizia giudiziaria nell'immobile in piazza Mazzini e nei locali al piano terra di Palazzo di Città (questi ultimi facilmente ampliabili, ove necessario, con modica spesa), non rivestono certamente carattere di urgenza ed imprevedibilità tali da consentire il ricorso a procedure ristrette o acquisizioni in economia. La decisione di allocare una sezione di polizia giudiziaria al secondo piano è priva di buon senso, essendo del tutto evidente che, per la particolare attività svolta, è opportuno che i locali in questione debbano essere muniti di ingresso autonomo utilizzabile a qualsiasi ora ed in qualsiasi giorno (come del resto avviene per i locali attualmente destinati a tale scopo), mentre per accedere ai locali al secondo piano sarebbe necessario attraversare il Palazzo di Città (il quale è solitamente chiuso nelle ore e nei giorni diversi da quelli dei normali orari di ufficio). Il parziale responsabile del procedimento (individuato nel responsabile del centro d'elaborazione dati comunale) è stato nominato, irregolarmente, con la determinazione di assegnazione dei lavori e non a monte dell'intera procedura. Altrettanto irregolarmente è stato affidato alle imprese partecipanti l'onere di redazione del computo metrico (tanto che una delle ditte invitate è stata esclusa per aver presentato un'offerta priva del computo metrico). Questa circostanza riveste particolare gravità, in quanto è del tutto evidente che in assenza di un computo metrico predisposto dalla stazione appaltante è impossibile avere un importo a base d'asta, il quale va a determinare anche quale tra le procedure ammesse dalle norme statali e dal regolamento comunale possa essere utilizzata».
Forza Trani contesta anche altre cose: «Non è dato sapere né i criteri con cui sono state scelte le 5 ditte da invitare, né l'organo che ha effettuato la scelta, né i nominativi delle ditte invitate. Non è dato inoltre sapere né con quale mezzo siano state trasmesse le offerte delle ditte partecipanti, (atteso che, ai sensi dell'art. 31 del regolamento, è obbligatorio che l'invio del plico contenente l'offerta e i documenti avvenga a mezzo raccomandata postale) e né il termine concesso ai soggetti invitati per far pervenire la propria offerta. L'intera procedura è stata effettuata in tempi talmente ristretti (atteso che la sezione di polizia giudiziaria sarebbe stata istituita con decreto del 13 febbraio 2012 e che le offerte sono pervenute entro il 23 marzo 2012), attesi anche i documenti richiesti alle ditte invitate (tra cui il computo metrico) e, pertanto, in violazione della tempistica minima prevista dalle norme sugli appalti. La effettiva partecipazione di più soggetti realmente in grado di presentare offerte economiche per i lavori e le forniture avrebbe quasi certamente consentito maggiori economie».
Attraverso il suo rappresentante, Roberto Visibelli, il movimento civico contesta la determina dirigenziale firmata da Antonio Modugno. «Dall'atto in questione – scrive Visibelli - non si rileva con quale specifico atto d'indirizzo, doverosamente emesso da organo di governo, sia stata decisa l'allocazione della nuova sezione di polizia giudiziaria presso Palazzo di Città, atteso peraltro che, oltre alla sede di piazza Mazzini, gli agenti di polizia locale per le operazioni di polizia giudiziaria già utilizzano alcuni locali al pian terreno del palazzo comunale, recentemente e costosamente sistemati per tale finalità».
«La previsione di spostamento di alcuni uffici comunali – prosegue Visibelli – è attribuita ad una fantomatica ordinanza sindacale, la numero 8514/2012, strano numero per un atto dei primi mesi dell'anno. Inoltre, sembrerebbe essere stata disposta senza interpellare i relativi dirigenti, ai sensi delle norme vigenti, in modo da valutare congiuntamente le varie esigenze degli uffici da trasferirsi e i problemi di sicurezza dell'immobile comunale. Dalla lettura della determina non è dato di rilevare (laddove esistesse) con quale atto sia stata disposta la determinazione a contrarre dalla quale si sia potuto rilevare, fra gli altri elementi, l'importo presunto dell'appalto (con l'indicazione degli importi presunti per lavori o per forniture e servizi), la procedura di gara a seguirsi (con le eventuali motivazioni per il ricorso a procedure negoziate o acquisizioni in economia), il criterio di aggiudicazione ed il nominativo del responsabile del procedimento».
Visibelli scende nel tecnico: «I lavori e le forniture in oggetto, in assenza di adeguata dimostrazione dell'insufficienza dei locali attualmente utilizzati dalla polizia giudiziaria nell'immobile in piazza Mazzini e nei locali al piano terra di Palazzo di Città (questi ultimi facilmente ampliabili, ove necessario, con modica spesa), non rivestono certamente carattere di urgenza ed imprevedibilità tali da consentire il ricorso a procedure ristrette o acquisizioni in economia. La decisione di allocare una sezione di polizia giudiziaria al secondo piano è priva di buon senso, essendo del tutto evidente che, per la particolare attività svolta, è opportuno che i locali in questione debbano essere muniti di ingresso autonomo utilizzabile a qualsiasi ora ed in qualsiasi giorno (come del resto avviene per i locali attualmente destinati a tale scopo), mentre per accedere ai locali al secondo piano sarebbe necessario attraversare il Palazzo di Città (il quale è solitamente chiuso nelle ore e nei giorni diversi da quelli dei normali orari di ufficio). Il parziale responsabile del procedimento (individuato nel responsabile del centro d'elaborazione dati comunale) è stato nominato, irregolarmente, con la determinazione di assegnazione dei lavori e non a monte dell'intera procedura. Altrettanto irregolarmente è stato affidato alle imprese partecipanti l'onere di redazione del computo metrico (tanto che una delle ditte invitate è stata esclusa per aver presentato un'offerta priva del computo metrico). Questa circostanza riveste particolare gravità, in quanto è del tutto evidente che in assenza di un computo metrico predisposto dalla stazione appaltante è impossibile avere un importo a base d'asta, il quale va a determinare anche quale tra le procedure ammesse dalle norme statali e dal regolamento comunale possa essere utilizzata».
Forza Trani contesta anche altre cose: «Non è dato sapere né i criteri con cui sono state scelte le 5 ditte da invitare, né l'organo che ha effettuato la scelta, né i nominativi delle ditte invitate. Non è dato inoltre sapere né con quale mezzo siano state trasmesse le offerte delle ditte partecipanti, (atteso che, ai sensi dell'art. 31 del regolamento, è obbligatorio che l'invio del plico contenente l'offerta e i documenti avvenga a mezzo raccomandata postale) e né il termine concesso ai soggetti invitati per far pervenire la propria offerta. L'intera procedura è stata effettuata in tempi talmente ristretti (atteso che la sezione di polizia giudiziaria sarebbe stata istituita con decreto del 13 febbraio 2012 e che le offerte sono pervenute entro il 23 marzo 2012), attesi anche i documenti richiesti alle ditte invitate (tra cui il computo metrico) e, pertanto, in violazione della tempistica minima prevista dalle norme sugli appalti. La effettiva partecipazione di più soggetti realmente in grado di presentare offerte economiche per i lavori e le forniture avrebbe quasi certamente consentito maggiori economie».
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