Avviso di chiamata

PD tranese, nuovo attacco di dissenteria

E con NCD, tutti al Nuovo Centro Discount della politica

Nemmeno il tempo di festeggiare in casa PD, a suon di auspici per una ritrovata unione e dopo aver tolto i festoni per il finto party organizzato per il rientro del figliol prodigo Ferrante con famiglia politica al seguito, che i nostri lupi senza pelo, ma con vizio intatto, ricominciano a darsele di santa ragione. Già la sera dello spoglio delle tessere, pardon, delle schede, per la votazione interna, si sentivano in sezione frasi ad alta voce del tipo: "La gramigna non muore mai!", pronunciata da un renziano alle spalle del trionfante Cuccovillo, dato che il suo candidato Pittella, trombato a livello nazionale tra i 4 pretendenti, addirittura vinceva nella sezione tranese. Solo a Trani poteva accadere: l'unica città in Puglia tra i capoluoghi, in cui ha vinto il cavallo che poi è stato estromesso dalla corsa. Potete immaginare la faccia di Ferrante e co. quella sera, vedendo Renzi dietro il Pittella. Ma nei giorni successivi la sbornia da kermesse si è andata stemperando. L'operazione Pittella vincente è opera di quella vecchia volpe del "Cucco che cucca", come è stato già ribattezzato dai più giovani del PD. Ma a fronte dell'euforia a suon di Pittella, nei giorni seguenti il PD ha ripreso la sua conformazione naturale: partito votato all'autodistruzione, causa calci negli stinchi e nei testicoli da parte dei suoi stessi componenti. In Italia, così come anche a Trani.

All'indomani dell'elezione del segretario cittadino Nicola Amoruso, gradito sia agli avantariani che ai ferrantiani, si sarebbe creata una specie di tacito accordo, anche "se non scritto da nessuna parte" come ha più volte confidato ad amici Avantario figlio – delfino Paco, tra le due parti: questo tacito e ufficioso accordo avrebbe spinto i ferrantiani a pensare che gli avantariani si buttassero su Renzi, senza colpo ferire. Invece non è andata così. Come ha scritto in un una nota Vincenzo De Simola, coraggioso d'impegnarsi in questo mare di merda, il blocco anticipato del tesseramento e il rientro troppo recente della truppa ferrantiana, non avrebbe concesso troppi spazi di movimento (tradotto: tesseramento in stile opa per la conquista del partito come avvenuto l'ultima volta) ai Nostri, che comunque, indipendentemente da tutto questo, dormivano sonni tranquilli, pensando al tacito (e sventurato) accordo. Non avevano fatto i conti con la variabile Pittelliana. E qui entra in ballo una testimonianza raccolta in esclusiva da Avviso di chiamata, a caccia di lumi, per capire cosa fosse poi successo realmente. Bingo. D'altronde nel ventre molle d'un Pd facilmente divisivo e rissoso, in quell'intestino rumoroso che ha partorito la rocambolesca fuoruscita di Pittella vincente, non era difficile trovare un tesserato PD, che ci desse una chiave di lettura che nessuno aveva ancora rivelato: «Giorni prima del voto è stato presentato il dottor Avantario personalmente a Pittella. Questi gli ha promesso di farlo eleggere, previa candidatura, come parlamentare. A quel punto i voti del gruppo Avantario sono confluiti da Renzi, cui avrebbero dovuto andare in un primo momento, direttamente su Pittella». Altro che unità e compattezza. Il PD tranese ha un nuovo attacco di dissenteria acuta... Il partito è più fluido che mai. Abbiamo cercato al telefono più volte il dottor Avantario per una conferma del fatto, ma il nostro tentativo si è infranto: il nostro non era rintracciabile. Il dott. Avantario potrà avere diritto di replica, ma il tesserato PD, che chiede l'anonimato, ha detto che la fonte della notizia sarebbe stato il dottore stesso. Questa elezione tra tesserati ha poco di competizione vera: mi ha ricordato piuttosto quei cani che pisciano ad ogni angolo per segnare il territorio. O una conta interna per vedere chi piscia fuori e chi piscia dentro, fra i nostri eroi del PD. Colonna sonora richiesta: Mea culpa, vecchio tormentone degli anni 90, degli Enigma, con sospiri annessi (risenti e recupera da YouTube, eventualmente).

Nel centro destra la spaccatura tra berlusconidi e alfaniani, fa già sentire i suoi effetti qui a Trani. Nei giorni scorsi Carlo L. si è fiondato dal senatore Massimo Cassano, capo barese e anti Fitto degli alfaniani: tema del dibattito, la futura candidatura a sindaco di Carlo Laurora, previo ingresso nel Nuovo Centro Destra, ma soprattutto, l'iniziale affidamento allo stesso della segretaria provinciale dell' NCD. O addirittura una nuova candidatura in Regione per lo stesso Laurora, se Riserbato continuasse, come sembra che avverrà, a sopravvivere. Ma anche qui non si sono fatti i conti con un'altra variabile: Beppe Corrado. Il nostro pare che vada già parlando da solo per strada, dicendo: " Cuss arriva fresco fresco, cacchio cacchio, e si vuole sedere a tavola bel bello?" Corrado vuole capitalizzare i due anni di opposizione a Di Marzio e Riserbato, il cattivo sangue, i pesci in faccia in consiglio: "Ecco il tuttologo"- gli gridò schifato il vicesindaco all'ennesima rottura di balle a causa di un suo intervento. E che dire del "Te la farò pagare" sputatagli in faccia dal solitamente Gigi british? Ora, come disse Totò in Miseria e Nobiltà, Corrado sembra gridare: "Caro Carlo L., il pane ce lo volgiamo guadagnare pure noi!". Corrado e Laurora si danno botte di chiappa per sedersi sul posto a tavola del Nuovo Centro Destra, che nome più infelice non poteva avere: mi ricorda quei bar o ristoranti falliti, che riaprono dopo poco tempo col nome Nuovo Bar degli amici, per dire. NCD, più che altro mi ricorda la dicitura Nuovo Centro Discount. La politica del discount è sempre più in voga, infatti.

Massimo Pillera, giornalista e fondatore di Teletrani, chiude col botto la presentazione del suo libro "Dekstop", una raccolta di suoi articoli scritti tra l'Italia e la Svizzera, paese in cui ha vissuto per più di quindici anni. Alla domanda su come ha ritrovato Trani dopo quegli anni di lontananza ha risposto: «Migliorata sotto certi aspetti, nella qualità della vita, ma mafiosa l'ho lasciata e mafiosa l'ho ritrovata» (facendo poi uno specifico riferimento al truce episodio del rogo dello stabilimento di del consigliere Damascelli nda). Che ne penseranno tutti quei politici della Prima Repubblica che per quell'etichetta andarono a casa, o tranne poche eccezioni, videro chiudere la propria carriera politica? E se oggi si torna a parlare di Trani "città mafiosa", anche i politici contemporanei devono cominciare a preoccuparsi? Ai lettori e ai politici stessi, la parola nel forum.
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