Dr Hauze

C’è chi ha le palle e chi ha i pallini. Sulle cravatte

Dottor Hauze 111

Credo che a Trani siamo in pieno «kaly yuga» (età nera), secondo gli indù periodo in preda a decadenza, desolazione e rovine. Sono passate circa due settimane dalla accarrata dei due assessori Betti e Pappolla (precedute dalle benaccette dimissioni di Lovato) e nello stagno della locale politica, come nel «Duetto delle ciliegie» de «L'amico Fritz» di Mascagni, tutto tace. Ritenevo, evidentemente in modo erroneo, che, dal mondo politico, qualcuno avrebbe avuto il coraggio civile di contestare il locale marchese del grillo che, oggi, purtroppo, avendo perso l'autorevolezza, governa con l'autorità. Ma niente. Evidentemente nella vita c'è chi ha le palle e chi ha i pallini, sulle cravatte.

Non per vantarmi, ma devo confessare che, in merito alla vicenda, non ho capito un caxxo, come tanti tranesi. Mi spiego. E' d'uopo chiedersi: i due accarrati, a seguito della loro distonia giuntale sulle scabrose vicende dell'assalto alla dirigenza e del ciambotto gustamacchia, andavano a piede libero o erano in sintonia con chi li aveva segnalati? Se andavano a briglia sciolta, perché i loro padrini, per tempo, non li hanno pubblicamente sconfessati prendendo, ad esempio, posizione pro dirigenti, come, seppur ex post, ha fatto il candidato sindaco Di Marzio? Ma, se condividevano il modus operandi assessorile, perché sono ancora silenti dinnanzi alla draconiana azione del sindaco?

Più che il silenzio dell'apparente sponsor di Ugo Betti, il buon Pasqualino De Toma (di cui ignoro l'attuale collocazione politica poiché sul sito del Comune è indicato ancora come Udc), mi meraviglia la latitanza della Puglia prima di tutto, formazione di riferimento di Nicola Pappolla: comprendo candidature, primarie, ventilati appoggi, ma la tattica del «quieta non movere» nella vicenda Pappolla non la comprendo. I propri uomini si difendono sempre, costi quello che costi. Questo fanno i veri capi. E siamo in tanti a Trani a pensarla in questa maniera. Sarebbe stato un bel colpo d'ala per il candidato sindaco della Puglia prima di tutto. Avrebbe rappresentato un encomiabile prendere le distanze da questa mefitica fine consiliatura dove, come nel famoso spot della Rai, c'è «di tutto e di più», come settimanalmente scrivo e descrivo in questa rubrica. Peccato. In questi tempi, continuare a prendere parte a certe ammucchiate, comporta il concreto rischio di essere poi, capisci a me, analizzati (in senso elettorale, ovviamente). E' il caso di dire: de gustibus! Oppure: dove c'è gusto non c'è perdenza. Sarà quel che sarà.

Per ora, comunque, non è un bel vedere il tutti a cuccia. Evidentemente i politicanti nostrani hanno ben capito che l'articolo unico del vigente regolamento amministrativo è: «Chiunque, liberamente, abbia qualcosa da dire, si faccia avanti e taccia». In breve ed in greve: non rompete li cojoni o chiudo la barracca! Tant'è. I cittadini-elettori, però, vedono, giudicano e, tra non molto, votano. Speriamo in bene.

Gestione tributi - Ho avuto modo di leggere la determinazione dirigenziale della terza ripartizione (numero 49 del 10 novembre 2011), con la quale viene deliberato l'acquisto dalla solita ditta Seca di quattro pc per l'ufficio tributi. Mi ha colpito una delle premesse: «Allo stato attuale – si legge - l'ufficio tributi di questa amministrazione non dispone di sufficienti strumentazioni informatiche essenziali per poter far fronte a tutte le attività legate al condono edilizio». Poiché non mi risulta un condono edilizio in corso, sono andato a rivedere gli altri atti richiamati nel provvedimento, ovvero la determinazione dirigenziale della terza ripartizione numero 48/2011 che a sua volta richiama la delibera di giunta comunale numero 129/2011. E qui il mistero si infittisce: la delibera di giunta nelle premesse afferma che «è necessario provvedere ad una ottimizzazione e riallineamento di tutte le entrate tributarie» ed ancora che «si ritiene opportuno e necessario potenziare ulteriormente il sistema software attualmente in uso tramite una implementazione delle banche dati tributarie ai fini di procedere all'emissione di tutti gli atti di accertamento e di controllo con particolare riguardo alle aree fabbricabili ai fini Ici». Con la citata determinazione (la 48/2011) è stato deciso di demandare alla beneamata società Cel informatica srl tutte le operazioni applicative ed implementative ante e post condono. A mio parere, l'attività affidata alla società Cel Informatica srl, appare più circoscritta, limitandosi alle operazioni pre e post condono, rispetto all'atto di indirizzo di giunta, che invece chiede che si provveda con una ottimizzazione e riallineamento di tutte le banche dati. Peraltro, un conto sono l'attività di implementazione del software necessario e l'allineamento delle banche dati, un conto sono l'attività di front office per il condono dei tributi locali, oppure l'attività a supporto dell'emissione di eventuali avvisi di accertamento. Fermo restando che l'emissione degli avvisi di accertamento può essere fatta o direttamente dall'amministrazione comunale, o per mezzo di società iscritte nell'apposito albo ministeriale, quand'anche si volessero esternalizzare le sole attività materiali propedeutiche all'emissione degli accertamenti, queste dovrebbero essere svolte da personale qualificato ed in ogni caso andrebbero cautelate le esigenze di riservatezza dei dati dei contribuenti. Pare invece che taluni operatori della società Cel, non si sa bene come individuati (?!) ma soprattutto non si sa se adeguati sotto il profilo professionale, stiano operando all'interno dei locali del Comune, con attrezzature informatiche del Comune, sui fascicoli comunali dei contribuenti. Peraltro questa gestione per così dire poco canonica degli accertamenti non è una novità al Comune di Trani: già l'anno scorso l'affidamento della bonifica della banca dati Ici fu affidata alla beneamata società Florens software Sas con una determinazione dirigenziale del 22 dicembre 2010, che ne richiamava una precedente (la numero 83/2010) che non risulta essere mai stata pubblicata. Non vorrei che anche quest'anno si procedesse in modo irregolare. Mi auguro che non vengano più comprati in contanti 11mila euro di francobolli. Alla faccia delle norme antiriciclaggio. Capisci a me. Prossimamente intendo ritornare sulla scabrosa vicenda e sui fortunati assunti. Ovviamente, cari 24 lettori, non fate rumore: potreste svegliare i membri della minoranza consiliare.

Pedonalizzazione del centro storico - Nei prossimi giorni verrà formalizzata l'intenzione di pedonalizzare ampie porzioni del centro storico, consentendo tuttavia l'accesso e la sosta ai residenti, che saranno muniti di apposito pass. Attendo di leggere i relativi atti, in modo da verificare se gli stessi risultino conformi al (ben pagato) piano comunale del traffico e della sosta a suo tempo commissionato irregolarmente alla beneamata società perugina ed approvato supinamente dal Consiglio comunale. Se dovessero infatti esservi difformità fra quanto annunciato e quanto previsto dal citato piano, il provvedimento in itinere sarebbe evidentemente irregolare (e qui facilmente contestabile da chiunque ne avesse titolo, a qualsiasi motivo). Ma vi è di più: se il piano del traffico e della sosta continua ad essere ignorato (si veda in proposito l'ubicazione dei parcheggi a pagamento, non propriamente rispondente a quanto previsto dal piano stesso), mi chiedo (e se lo potrebbe anche chiedere qualche organo giudiziario), perché sia stato speso denaro pubblico per un piano totalmente disatteso negli obiettivi e nelle previsioni.

Contratto di Quartiere II - Torno ad occuparmi del contenzioso sorto tra il proprietario di un edificio ad uso industriale ricadente all'interno del perimetro della variante al piano di zona, il Comune di Trani e l'impresa Scaringi. Oltre a questioni relative all'ammontare dell'indennità di esproprio dei suoli (che troveranno soluzione nel contenzioso in corso), vi è la questione relativa all'edificio citato. Pare che questo immobile, totalmente intercluso, in altra particella soggetta ad esproprio, non abbia formato oggetto di esproprio, pur ricadendo all'interno della variante al piano di zona. Ora mi chiedo: perché per questo immobile non si è provveduto ad avviare, come sarebbe stato necessario, la procedura per l'esproprio? L'immobile rappresenta un caso isolato o vi sono altri edifici che dovrebbero essere oggetto di esproprio, ma non si è provveduto con gli atti consequenziali? Scapocchioni comunali, rispondete! Ma vi è di più. Per effetto di questa omissione, vi saranno conseguenze economiche per il Comune di Trani. In tal caso, chi verrà chiamato a risponderne? Curiosamente, sul sito che ospita l'albo pretorio del Comune di Trani, sono evidenziate in home page, alcune sentenze relative agli espropri, di cui consiglio la lettura al sindaco ed ai funzionari preposti. La prima è la sentenza 6351/2011 della quinta sezione del Consiglio di Stato, la seconda è la sentenza 531/2011 della Corte dei Conti calabrese. Mala tempora! Sarebbe opportuno che si provveda tempestivamente, se del caso, a mettere ordine nelle procedure espropriative, prima che il Comune di Trani e il suo sindaco vengano chiamati a rispondere di danni patrimoniali.

Impianti pubblicitari - Mentre perdura l'inspiegabile (?!) inerzia dell'amministrazione comunale circa l'approvazione del piano comunale degli impianti pubblicitari (con annessa corsa all'oro, da parte di operatori disinvolti che stanno occupando con impianti 6x3, transenne parapedonali, totem e paline, ogni spazio utile al posizionamento di impianti, in spregio ad ogni norma), da un lato la Corte dei Conti ha avviato un procedimento cognitivo sugli esiti economici del ricorso al Tar promosso a suo tempo dalla società Bieffeemme srl, dall'altro la società Ipas, ha presentato un ricorso al Tar, per vedere riconosciuti i propri diritti. Curiosamente, ma non troppo, in quest'ultimo procedimento, il Comune di Trani dovrà produrre tutti quei documenti inerenti talune autorizzazioni, che avevo invano chiesto, anche alla procura della Repubblica, di conoscere. Poiché il Comune di Trani non potrà sottrarsi alle richieste del giudice amministrativo, ci sarà finalmente modo di conoscere in base a quali atti sia stata autorizzata l'installazione di taluni impianti pubblicitari della beneamata ditta di Conversano. Orbene, cosa succederà se dovesse risultare che questi impianti non sono mai stati autorizzati (ma il Comune non si è mosso per ordinarne la rimozione), o, peggio, se dovesse risultare che le autorizzazioni sono irregolari, perché rilasciate da organo non competente? Io sull'argomento ho già prodotto due esposti alla locale procura ma niente! Se ne prenda atto.

Manutenzione del campanile di San Rocco
- E' in pubblicazione la delibera di giunta comunale numero 132 del 29 novembre 2011 con la quale si prende atto del preventivo di spesa per 30mila euro per un primo intervento urgente per la messa in sicurezza dell'intero campanile, prelevando l'importo dal fondo di riserva. Peccato per due piccoli, quanto non trascurabili dettagli: il primo è che i lavori di messa in sicurezza siano stati eseguiti almeno un mese prima della delibera in questione, per cui si è di fatto commesso un falso ideologico. Ritengo che sarebbe stato corretto prendere atto dell'esecuzione di lavori urgenti e non già del preventivo redatto dall'ufficio tecnico comunale. Il secondo è ancora più grave: il campanile di San Rocco non è affatto di proprietà comunale, per cui eventuali interventi manutentivi devono essere posti a carico della proprietà e non certo del Comune di Trani. Ma, come si sa, a Natale bisogna essere tutti più buoni. Specie l'amministrazione comunale. Io da parte mia, pertanto, non parlerò dei criteri usati per individuare l'impresa a cui benevolmente sono stati affidati i lavori. Buon Natale.

Luce sull'illuminazione - La civica amministrazione ha ritenuto di stanziare 35 mila euro per le luminarie di Natale. Evviva. Solo che, pare, nell'appalto per le luci, fatto dalla dirigente (e non dai competenti uffici), ci siano state delle ombre da cui sono scaturite proteste indirizzate al sindaco, al segretario russo e alla Guardia di finanza. Complimenti. Io non conosco bene la vicenda che, per quanto esposto, fa paura. Ma una cosa la capisco: è stato aggiudicato l'appalto ad una ditta a cui è stata fatta ribassare un'offerta più alta (nel mentre ce n'era già un'altra che, da subito, era inferiore). Cioè: l'appalto è stato aggiudicato ad una ditta che nell'offerta scritta presentata aveva chiesto per il servizio euro 29.995 euro, poi, a richiesta, ridotti in gara a 28.000, nel mentre c'era già un'offerta documentale da 23.875 euro! Un'ultima cosa: pare che la ditta vincitrice abbia allegato uno scaduto certificato della Camera di Commercio e nessuno abbia obiettato alcunché. Alla faccia della trasparenza, concorrenza e rotazione! Concludo: ma il risparmio di 4-5 mila euro, al Comune gli faceva schifo? Poveri soldi nostri.

E per questa volta è sufficiente. Hauze
P.S. Caro Michele, mia figlia mi ha chiesto di farle un esempio di periodo ipotetico di terzo tipo. Io ho pensato: al dirigente, che è di nomina fiduciaria del sindaco, gli viene detto di darti torto se non vuole andare via dal Comune ancora prima del suo dante causa. Dici che è sbagliato? L'esempio o il pensiero? Mah! Scusa il mio tuziorismo.

N.B. Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento della Funzione pubblica, decreto del 28 novembre 2000 (pubblicato nella Gazzetta ufficiale numero 84 del 10 aprile 2001). «Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, articolo 3 (Regali ed altre utilità): Il dipendente non chiede, per sé o per altri, né accetta, neanche in occasione di festività, regali o altre utilità salvo quelli d'uso di modico valore, da soggetti che abbiano tratto o comunque possano trarre benefici da decisioni o attività inerenti all'ufficio». Domanda: la norma vale solo per i dipendenti o anche per dirigenti ed i politici?
  • Centro storico
  • Cartelli pubblicitari
  • Natale 2010
  • Fondazione Seca
Dr Hauze

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La rubrica a firma di Roberto Visibelli

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