Bottaro - Emiliano - Ciliento
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Mazza e panella

Bottariani contro resto del mondo: il rimpasto è servito (a tavola)

EDIZIONE STRAORDINARIA di Mazza e panella

Dopo giornate convulse e litigi e capovolgimenti di fronte ed assegnazioni d'incarichi da 15mila euro in linea col già ribattezzato, dal sottoscritto, governo Riserbottaro, sembra raggiunta la famosa "quadra" per spartire poltrone e incarichi, per tenere tutti contenti, o quasi, continuando il governo di sopravvivenza locale. Attenti alle indicazioni già date nell'ultima puntata delle "Pagelle", quelle di natura politica, perché già in quelle ho cercato di fornirvi chiavi di lettura importanti. Il sindaco AB, partito con l'intento di chiudere un rimpastino in quattro e quattr'otto, riconfermando assessori a lui fedeli , ha trovato qualche "variante" e qualche valico dinanzi a se.

Da fonti autorevoli di Palazzo siamo in possesso di quello che potrebbe essere il nuovo assetto politico, votato più che mai alla rigida spartizione delle poltrone. La giunta tecnica o mascherata da tecnica è ormai stella cadente da 10 agosto. Perché tutti ora vengono utili per continuare il cammino il più possibile. Al PD andrebbero tre assessorati: Ivana D'Agostino, confermata e sempre in quota Marinaro; Gianni Capone, confermato ma con nuove deleghe e nuovo consigliere, anzi consigliera di riferimento, ossia Tolomeo; tutto questo per dare spazio a Tommaso Laurora, come vice sindaco e in più altre deleghe non ancora note (un ruolo alla Peppino Di Marzio, nel primo corso riserbatiano). Briguglio dovrebbe esprimere una donna, come già anticipato, si tratterebbe della dott.ssa Favia, anch'essa impegnata nello stesso campo professionale del consigliere; il gruppo Cirillo sarebbe pronto al cambio: da Di Gifico, in uscita, ad Anna Curci; nelle ultime ore ci sarebbe stato un tentativo del buon Bartolo M., perché il Cirillo facesse un passo indietro sul nome della Curci, che come già segnalammo, sembra non convincesse il sindaco.

Ma il tentativo bartoliniano sarebbe stato subito spento dalle vigorose rimostranze del consigliere Luigi, forte, si dice, di una "promessa" fatta dal sindaco, presente anche il papà, il noto Antonio. Maretta anche tra i Verdi: alla proposta di un cambio (Di Gergorio consigliere e Franco Laurora assessore all'ambiente) sembra che il consigliere abbia "opposto" la proposta di fare assessore il primo dei non eletti della loro Lista (Ricci), o al massimo la figlia di quest'ultimo; sembra che la proposta non abbia avuto successo e, data l'indisponibilità del Laurora, Di Gregorio dovrebbe restare al suo posto. Situazione paradossale sempre nel PD, ma nella costola di Lab Dem (che se per davvero Tommaso entrerà in Giunta, guadagnerà una consigliera: Cornacchia). Il gruppo dei saggi (Maiullari, che consigliere non è, con Marinaro, Tommaso Laurora. Cirillo) ha arruolato in corsa anche Leo Amoruso, che sembra si sia proposto per un ruolo in Giunta in rappresentanza di Lab Dem; peccato che, raccontano fonti ben informate, sia rimasto di stucco (era un Barbatrucco) quando ha saputo che era ormai quasi conclusa un trattativa "parallela", forse sotterranea, visto che non sapeva Leo, per portare alla presidenza Amiu Carlo Avantario (sempre Lab Dem) e che quindi la visibilità a questo movimento era già data. Nel resto del riassetto andrebbero due presidenze di revisori dei conti in capo alle consigliere Zitoli (Amiu) e Nenna (Amet).

Con il possibile ingresso in Giunta di Ninni De Feudis al posto di De Michele, resterebbe fuori dai giochi la Barresi: piccolo aneddoto a tal proposito: proprio quando le si stava per assegnare un revisore dei conti, sembra che uno dei saggi, abbia detto di soprassedere su assegnazioni a quest'ultima in quanto, dopo la dichiarazione d'indipendenza, sarebbe stato meglio vedere come si comporterà in futuro, prima di darle qualcosa. Troppo dissidente, ha lasciato Bottaro in autostrada, ed ecco i frutti. Si sarebbe pure formato un fantomatico "gruppo misto", con notizia fatta girare ad arte e nel quale sarebbero stati inseriti la stessa Barresi (poi ribellatasi alla cosa in piena riunione di commissione: "se il sindaco non mi vuole più in maggioranza, deve venirmelo a dire di persona in consiglio", avrebbe detto l'indipendente B). Addio a Ciliento e Bologna e conferme per Lignola e Di Lernia,voluti dal sindaco a completare il quadro (notizie già da noi anticipate).

Movimenti anche nella cosiddetta opposizione. Sempre da fonti "talpesche" sembra che l'ex sottosegretario barese Cassano, da poco rientrato in Forza Italia, tramite suo suocero, il potente De Gennaro, avrebbe chiamato i vertici locali di Forza Italia, chiedendo loro di far rientrare nel partito Beppe Corrado, tra l'altro inserito nel frattempo in quel fantomatico Gruppo Misto ( che dà di fritto misto, in verità: ci sarebbero anche Merra, ancora astenuta, con Corrado, sugli equilibri e "supplicata" di essere presente in consiglio, perché si temeva per i numeri e Cormio, altra indipendente dal PD). Squillo di trombe! E scene di panico dopo la diffusione della notizia (su Corrado battezzato da Cassano) alla quale avrebbero subito dato segnali di ribellione nell'ordine, prima fra Pasquale Campanaro De Toma, poi Antonio Loconte, via dalla coalizione futura ipotetica, se la notizia fosse confermata, nonché ribellione anche da parte di Lima. Io lo dicevo che Corrado non poteva finire così, nell'anonimato più assoluto e volteggiante nel deserto dubaiano…
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