Hans Peteer Boy
Hans Peteer Boy
Basket

Quando sport e legami di sangue s'intrecciano: il basket raccontato da alcune coppie di fratelli

Stessa passione condivisa in momenti diversi

"Certo che ho giocato con mio fratello…è stato fantastico"… "Non c'è cosa più bella che condividere questo bellissimo sport con il proprio fratello…"; questa settimana voglio ricordare le tante coppie di fratelli tranesi e non che hanno giocato assieme nella stessa squadra o che, a causa di età diverse, hanno comunque condiviso la stessa passione per la pallacanestro ma in momenti diversi. Mi riferisco ai fratelli Piemontese, Ragno, Di Lauro, Angarano, Scoccimarro, Booy.

Ecco il ricordo di alcuni di loro.

Franco "Franz" Piemontese: "Ho giocato con mio fratello Pino per diverso tempo e devo dirti che sono stati gli anni più belli; A Corato, iniziando dai forgianti campionati di serie D, fino alla clamorosa promozione in B2, ottenuta in uno spareggio con l'Isernia in un Palamaggiò di Caserta gremito in ogni ordine di posto. In quanti si mossero da Corato non so, ricordo che al rientro a Corato fummo accolti con un grande entusiamo, tale che al solo pensiero ancora mi emoziono. Mi piaceva giocare col fratellone penetra e scarica, sapevo ad occhi chiusi dove trovarlo. Aveva un gusto particolare quella retina accarezzata dal pallone con parabola che sembrava disegnata da un pittore. Io forza di volontà e pura velocità, lui talento e precisione. I fratelli Piemontese: una buona guardia come tante, ed un eccellente tiratore come pochi.

Ma, soprattutto, e indiscutibilmente, due ottimi ragazzi, avviati a diventare due ottime persone. Ci siamo fatti voler bene. Poi ho scelto di fare un passo indietro come categoria; mi serviva per conciliare lo studio con il basket, e anche perchè mi resi definitivamente conto di non essere affatto un talento, ma solo un buon giocatore di categoria, tutto grinta, difesa e velocità. Ed ecco che, nel momento in cui mi considero centrale e giusto per la D o C2, si rafforza la sicurezza nei miei mezzi, cresce la mia intelligenza cestistica e scopro una dote di leadership che mi porta a diversi campionati da protagonista-capitano (Trani, Ruvo, Foggia ...). Giocavo sul velluto, come fanno i veterani.

Smetto presto, a 28 anni; ho avuto già tanto e il basket non è il mio futuro. Il basket di oggi non lo giudico, non lo conosco e non mi appartiene. Penso che nella vita siano importanti le scoperte e gli interessi più mutevoli. La famiglia, il lavoro, l'arte e la musica riempiono tutto il mio tempo. Non sento il bisogno di altro basket, quanto invece di altre esperienze e scoperte.
Grazie palla a spicchi, è stato bellissimo, sei il mio passato ma non potrai essere il mio futuro…".

Pino Piemontese: "Ho giocato con mio fratello per tanto tempo; abbiamo iniziato tardi, 15 anni io e 14 il "fratellino". Quell'anno e due mesi di differenza ha fatto sì che le nostre vite, sportive e non, potessero percorrere, fino alla sopraggiunta maturità, strade parallele.

Gli inizi a Barletta, Gerardo Larosa, Luigi Lunigiani, Michele Mele, il primo vespino rubato fuori dal palazzetto, la prima "comitiva", rigorosamente di baskettari, costituita da quelli che, sono stati o sono ancora oggi tra i miei migliori amici, Gianfranco (Lenzu), Andrea (Rasoli)... ma sempre con il fratellino a fianco. Non chiedetemi di ricordare anno per anno, ne sono passati tanti, dove abbiamo giocato insieme e non. Dal Barletta dei vari Rainis, Drigo al Ruvo di un certo giovanotto di nome Gianluca Basile, e poi Corato, la nostra seconda casa. Serie D, serie C Serie B, sempre insieme, con mio padre e mia madre sempre presenti sugli spalti in casa ed in trasferta, e tra il pubblico gente che ancora oggi, se ci incontra in giro, si ricorda dei "fratelli Piemontese". Ci hanno voluto bene, ad entrambi. Tutti dicevano grinta, tenacia e velocità per il "piccolino" e talento naturale per me, io credo semplicemente due modi diversi di esprimere la propria voglia di fare bene. Ricordo mio padre, critico ma sempre orgoglioso dei "due fratelli", che amava dire: se qualcuno riuscisse a "mischiarvi", ne tirerebbe fuori due ragazzi perfetti. Dopo Corato, le nostre strade sportive si sono divise, io ho giocato diversi anni a Trani ma, insieme a tanti bellissimi ricordi, non potrò mai dimenticare quel "fratellino" che ho dovuto dividere con la forza da un avversario contro cui si era scagliato perché reo di aver fatto un fallaccio al "fratellone". Palla a spicchi, grazie, continuerai a riempirmi di fantastici ricordi, ma ora ho altro da fare". Negli anni '90 ero uno dei tanti ragazzini delle giovanili che ammiravano i giocatori della prima squadra; impossibile dimenticare i fratelli Ragno…Pino ed Emilio.

Così diversi caratterialmente e tecnicamente ma uniti dallo stesso senso del sacrificio nell'allenarsi e giocare con i propri compagni. Grinta, cuore, tecnica, visione di gioco, cattiveria agonistica…che fortuna aver potuto osservarli da vicino! Gianluca e Stefano di Lauro non hanno mai giocato assieme a causa della diversa età, ma anche loro sin da piccoli, tra le mura di casa, hanno sempre parlato la stessa lingua.

Gianluca di Lauro: "Ho giocato sin dalle giovanili nella T. Assi, il mio coach era Donato Cassano con Mimmo Gadaleta assistente; ricordo tra i tanti compagni di squadra Anglano, Citro, Lenzu, Pino Ragno, Gorgoglione, Musci, Carbutti, Paolillo, Franco e Pino Piemontese, Palmieri e Molle. Avevo poco più di 20 anni, annata 95/96 giocavamo in C2, momenti indelebili dentro e fuori dal campo; coach Cassano mi piaceva molto perché faceva giocare tanto i giovani credendo molto in loro. Ho un ottimo ricordo anche del presidente Assi e del dirigente Vania; poi a seguire ho iniziato a giocare nella Juve Trani Canapè del presidente Carlo Ruggiero e con allenatore Leo Grisorio; ricordo i fratelli Angarano, Emilio Ragno, Virgilio Agostini Croce, Galati, Valente e Damiano Scoccimarro...campionato di serie D. Ultima mia esperienza fu con la Fortitudo Trani del presidente Mauro Amoruso; ricordo le trasferte col pullmino del mitico Vincenzo Coratella (un mito!!!), vincemmo il campionato di promozione e andammo in serie D. Un vero peccato non aver potuto giocare fianco a fianco con mio fratello Stefano".

Savio Angarano e Matteo Angarano…potrei dire che all'età di 13/14 anni, ho passato più tempo a casa loro che a casa mia, con la mamma Lucia che mi accoglieva sempre con un gran sorriso. A Matteo devo tantissimo, fu lui che mi indirizzò verso la pallacanestro quando avevo 6 anni frequentando insieme i corsi di minibasket presso la scuola Beltrani con gli istruttori Niki Ceci e Francesco "Titto" Porcelli e la signora Ceci ad impartirci lezioni di vita a suon di regole e disciplina (la ringrazio tutt'oggi!).

Savio Angarano: "La mia esperienza col basket inizia ad 8 anni, grazie a mio cugino che un pomeriggio mi invitò a partecipare ad un allenamento con l'allora coach Lettini; devo però ringraziare colui che mi ha trasmesso sin dal settore giovanile la passione e l'amore per il baske...Niki Ceci. Io e Matteo abbiamo avuto la fortuna di essere stati allenati sin dal settore giovanile da Niki, che è stato oltre che un eccellente allenatore anche un punto di riferimento importante. Oggi purtroppo vedo che nei settori giovanili ogni anno, per non dire ogni 6 mesi, si cambia allenatore tutto a discapito della crescita dei ragazzi.

La differenza d'età non ha permesso a me e Matteo di giocare insieme nel settore giovanile, essedo lui più piccolo di 5 anni, ma abbiamo compensato allenandoci insieme sull'attico di casa (canestro appeso a delle inferriate) che in villa (canestro appeso ad una retina) in fondo chi ama questo sport appende un canestro ovunque. Sicuramente Matteo ha avuto tante e belle esperienze Trani, Bisceglie etc.. ma ci siamo incrociati giocando insieme grazie alla nascita della Juve Trani. Siamo ripartiti insieme ad un gruppo di amici e la cosa che ci univa era la passione al basket e la voglia di vincere; partiti dalle serie inferiori fino ad arrivare in serie C e con allenatore Ceci che ricordo volle a tutti i costi Matteo in squadra ( ebbe ragione perché in quel campionato Matteo fece la differenza).

Sono contento di aver trasmesso questa passione a mio figlio Valerio e spero che abbia la possibilità, anche lui, di essere allenato da allenatori con la A maiuscola al fine di crescere sia come uomo che come giocatore". Poi abbiamo, addirittura, un caso di ben tre fratelli ovvero Pasquale, Damiano e Nicola Scoccimarro che mi confida: "In casa si parlava solo di Basket…ricordo che ogni giorno si disfacevano borsoni e se ne facevano altri; io ho avuto la fortuna di frequentare giocatori che all'epoca venivano dalla serie A per giocare a Trani ovvero Tosetti, Uniti, Natali etc…Ricordo una simpatica rivalità tra noi fratelli in quanto Pasquale e Damiano giocavano nella Virtus mentre io con la T. Assi, devo ovviamente ringraziare loro se la mia passione è cresciuta e mi ha legato sempre più alla pallacanestro. Ricordo con piacere coach Binetti e Gadaleta che venivano spesso a casa con il resto della squadra dopo esser andati a pesca con mio fratello Pasquale; l'eredità al momento è stata raccolta da mio nipote Francesco che adora il basket, mentre ho lasciato libera scelta a mia figlia Karol che a 7 anni fa parte della squadra propaganda gareggiando con l'accademia del nuoto Barletta dove sta ottenendo ottimi risultati".

Infine due ragazzi che hanno lasciato il segno e non solo qui a Trani, parlo dei fratelli Peter e Stefan Booy, quest'ultimo dagli Usa, dove attualmente risiede, mi racconta: "Ho iniziato a giocare all'età di 8/9 anni seguendo le orme dei miei fratelli maggiori Arnaud e Peter; il basket per noi significava Niki Ceci e la sua famiglia. Il mini-basket lo facemmo con la sua società Olimpia di cui ricordo anche sua sorella Gimmi e sua madre. Passai poco dopo alla T. Assi che all'epoca aveva una sana rivalità sportiva con i cugini della Virtus Trani dove i fratelli Ragno davano filo da torcere a tutti. Ricordo le trasferte dal palazzetto del Cus Bari alle sperdute stradine di Toritto sempre nella Fiat Uno blu del coach…Ci formammo sul campetto della Madonna di Fatima tutte le domeniche e per tutto il periodo estivo passando ore e ore ad allenarci e divertirci con ragazzi/ragazze di tutte le età. Dopo numerosi provini nelle maggiori società italiane sempre accompagnati da Niki, ricordo Treviso, Milano, Bologna (con la juniores allenata da coach Ettore Messina), Verona, Pistoia, Regio Emilia, Fabriano, Caserta etc…alla fine scegliemmo Brescia grazie all'aiuto anche di Fabio Volpato. Che dire bellissimi ricordi…".

Peter Booy: "Ciao Fabio, ti ringrazio per avermi coinvolto in questo tuo articolo, ho avuto il piacere di giocare con mio fratello Stefan, ma il primo a tirare un tiro al canestro fu Arnoud che giocava con Dino Carbutti, Lucio Galati, Pino Paolillo, Ragno etc.

Il mio primo allenamento fu con loro, alla scuola media Giustina Rocca, tanta timidezza, paura di sbagliare, ma anche gioia nel vedere i lenti ma costanti progressi. Scrivo queste righe principalmente per ringraziare il mio primo allenatore, Niki Ceci, persona straordinaria sotto tutti i punti di vista! Con lui ho fatto i primi palleggi, le trasferte in provincia, e poi quei lunghi viaggi in giro per l'Italia per fare provini su provini. La sua Ford Escort station ed il suo impianto stereo con gli Stadio a fare da colonna sonora...rimangono un ricordo indelebile. Ricordi random: le prime schiacciate di viste di Marco Baiocco, la signora Ceci dietro al tavolo durante gli allenamenti al tensiostatico, il profumo della gomma linoleum, il caldo asfissiante dell'estate ed il freddo polare dell'inverno con la condensa che metteva a repentaglio caviglie e legamenti.

Un grazie ai compagni di squadra, Emilio, Francesco, Gianluca, Mario, Stefan....tutti divertenti e gran bravi ragazzi! Un abbraccio alla città di Trani, da cui manco da 30 anni, ma i cui ricordi rimangono sempre vividi e piacevoli". Quanto talento, quanta esperienza, quanti ricordi…grazie a tutti!
  • Fabio Palieri
Franco PiemonteseGiuseppe PiemonteseMatteo AngaranoCanapè Juve TraniNico Scoccimarro ed Emilio Ragno
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