Politica
«Agenzia delle entrate a Barletta, schiaffo al policentrismo»
Caffarella: «Trani sta vivendo un paradosso»
Trani - venerdì 19 febbraio 2010
«L'ormai imminente apertura della direzione provinciale delle Entrate a Barletta è una decisione che di certo non agevola il policentrismo con cui è nata la sesta provincia pugliese». E' questo il commento del consigliere comunale di Trani, Franco Caffarella, che da componente della commissione consiliare sesta Provincia per primo aveva lanciato l'allarme, poi raccolto anche dal sindaco Tarantini sul mancato risptto degli accordi che volevano elevata a sede provinciale l'agenzia di Trani.
«Fermo restando altre e certamente più autorevoli prese di posizione sull'argomento - sottolinea il consigliere indipendente ex Margherita - preoccupa a questo punto anche la permanenza a regime in Trani anche dell'ufficio territoriale, al momento preservato da spiacevoli notizie, ma che sinora ha avuto un ambito territoriale comprendente Trani, Bisceglie e Corato e che, inevitabilmente, potrebbe subire il taglio della città di Corato rientrante per giurisdizione amministrativa in altra provincia». E quindi alla beffa di non aver ottenuto quanto sottoscritto nel "patto tra gentiluomini" sottoscritto tra i sindaci nel luglio 2006, si potrebbe aggiungere a breve il danno di subire un evidente ridimensionamento, preludio ad una definitiva soppressione, giustificata dai numeri.
«Speriamo sia solo un caso isolato - avverte Caffarella ma è bene chiarire che se gli uffici e presidi militari, già esistenti a Trani non avranno un ruolo provinciale, il pericolo che corre la città è paradossale: diventa capoluogo ma perde giurisdizione su altri Comuni (Corato e Ruvo) tanto da correre il rischio di perdere anche la presenza stessa degli uffici».
Sul caso specifico dell'agenzia delle Entrate, Caffarella rimettendosi alle decisioni che auspica, saranno adottate dalla massima assise cittadina, suona un altro campanello d'allarme. «Vorrei capire come sarà possibile giustificare una eventuale richiesta di ripristinare a Trani la commissione tributaria (che deve essere istituita in ogni provincia) quando la direzione regionale dell'agenzia delle Entrate ha già stabilito che tutto il contenzioso tributario di tutta la Bat sia di competenza della neonata sede provinciale di Barletta. In altre amministrazioni, vedi il caso dell'Inps, pur in presenza di una sede principale (prossima direzione provinciale ad Andria), si è ritenuto, da tempo, che il contenzioso e l'intero ufficio legale fossero allocati a Trani, sede di tribunale. Senza essere accusati di campanilismo, almeno questo contentino, in quanto già deciso per la direzione provinciale delle Entrate a Barletta, ci poteva essere. L'interrogativo ora è lecito: ma in cosa si estrinseca il ruolo di Trani co- capoluogo nella Bat?».
«Fermo restando altre e certamente più autorevoli prese di posizione sull'argomento - sottolinea il consigliere indipendente ex Margherita - preoccupa a questo punto anche la permanenza a regime in Trani anche dell'ufficio territoriale, al momento preservato da spiacevoli notizie, ma che sinora ha avuto un ambito territoriale comprendente Trani, Bisceglie e Corato e che, inevitabilmente, potrebbe subire il taglio della città di Corato rientrante per giurisdizione amministrativa in altra provincia». E quindi alla beffa di non aver ottenuto quanto sottoscritto nel "patto tra gentiluomini" sottoscritto tra i sindaci nel luglio 2006, si potrebbe aggiungere a breve il danno di subire un evidente ridimensionamento, preludio ad una definitiva soppressione, giustificata dai numeri.
«Speriamo sia solo un caso isolato - avverte Caffarella ma è bene chiarire che se gli uffici e presidi militari, già esistenti a Trani non avranno un ruolo provinciale, il pericolo che corre la città è paradossale: diventa capoluogo ma perde giurisdizione su altri Comuni (Corato e Ruvo) tanto da correre il rischio di perdere anche la presenza stessa degli uffici».
Sul caso specifico dell'agenzia delle Entrate, Caffarella rimettendosi alle decisioni che auspica, saranno adottate dalla massima assise cittadina, suona un altro campanello d'allarme. «Vorrei capire come sarà possibile giustificare una eventuale richiesta di ripristinare a Trani la commissione tributaria (che deve essere istituita in ogni provincia) quando la direzione regionale dell'agenzia delle Entrate ha già stabilito che tutto il contenzioso tributario di tutta la Bat sia di competenza della neonata sede provinciale di Barletta. In altre amministrazioni, vedi il caso dell'Inps, pur in presenza di una sede principale (prossima direzione provinciale ad Andria), si è ritenuto, da tempo, che il contenzioso e l'intero ufficio legale fossero allocati a Trani, sede di tribunale. Senza essere accusati di campanilismo, almeno questo contentino, in quanto già deciso per la direzione provinciale delle Entrate a Barletta, ci poteva essere. L'interrogativo ora è lecito: ma in cosa si estrinseca il ruolo di Trani co- capoluogo nella Bat?».
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