Trani Piazza Libertà. <span>Foto Tonino Lacalamita</span>
Trani Piazza Libertà. Foto Tonino Lacalamita
Ambiente

"Altro che fatalità, ecco le prove dell'inerzia". L'agronomo Guerra apre l'archivio: perizie ignorate e articoli di giornale che annunciavano il taglio già nel 2021 e 2023

L'esperto, presente alle indagini sulla stabilità della palma caduta in Piazza Libertà del 2020, pubblica un lungo dossier su Facebook

L'esperto, presente alle indagini sulla stabilità della palma caduta in Piazza Libertà del 2020, pubblica un lungo dossier su Facebook. Non è solo uno sfogo, è un vero e proprio dossier probatorio quello che l'agronomo Giovanni Guerra ha affidato ad un lungo post sulla sua pagina Facebook. L'esperto, che premette di aver eseguito in carriera "circa 80.000 valutazioni di stabilità", interviene per smontare la narrazione della "fatalità" e lo fa con un'arma inoppugnabile: la memoria documentale. Guerra non parla dall'esterno, ma dall'interno della vicenda. Come lui stesso evidenzia citando testualmente la perizia dello Studio Verde di Torino del 23 ottobre 2020: "alle indagini hanno assistito i colleghi Dott. Agr. Vincenzo Betti e il Dott. Agr. Giovanni Guerra, delegato della ditta appaltatrice". Ero lì, dice in sostanza Guerra, quando cinque anni fa si scrisse nero su bianco che la palma aveva una "propensione al cedimento 4 su 4" (molto probabile) e conseguenze "severe".

Ma l'agronomo fa di più: ricostruisce la storia dell'inerzia amministrativa attraverso gli articoli della stampa locale, dimostrando come la politica sapesse tutto da anni.
  • 2021: La prima ammissione pubblica - Guerra riporta nel suo post un articolo del Giornale di Trani datato 12 gennaio 2021. A soli tre mesi dalla perizia nefasta, la politica ammetteva il problema. L'agronomo cita testualmente il pezzo a firma dell'allora vicepresidente del consiglio comunale Michele Di Gregorio e di altri consiglieri, in cui si leggeva: "Purtroppo, le indagini hanno rilevato delle importanti criticità fitostatiche... l'ufficio tecnico ha avviato contatti per ottenere i necessari permessi". Il commento di Guerra è lapidario: "Tutto a posto? Niente affatto". Da quel giorno non accade nulla.
  • 2023: L'annuncio (falso) dell'abbattimento immediato - Il dossier social prosegue con un altro salto temporale. Guerra linka e cita un articolo del 6 novembre 2023, sempre del Giornale di Trani, dal titolo inequivocabile: "Inclinata e pericolosa, prossima al taglio la palma di piazza Libertà". Nel testo riportato dall'agronomo si legge che il vicesindaco Fabrizio Ferrante faceva sapere che l'albero "dovrebbe essere tagliato nelle prossime ore". Sono passati più di due anni da quell'articolo. "Quindi? Nulla di fatto", scrive Guerra. "Sparito solo il nastro segnaletico e amen".
  • Il nastro della vergogna e la "gabbia" impossibile - L'agronomo si sofferma con sarcasmo tecnico proprio su quel nastro segnaletico citato dalla stampa nel 2023. "Vi invito a vedere la foto che l'articolo riporta (non so se ridere o piangere)", scrive. Il motivo? "Il nastro viene messo a ricoprire un'area limitata... sul lato sicuro, ovvero quello opposto all'inclinazione! Avrebbe avuto senso, invece, interdire tutta l'area di potenziale bersaglio". Non viene risparmiata nemmeno la proposta tecnica avanzata dall'amministrazione durante un convegno del giugno 2024 (organizzato dallo stesso Guerra), dove si parlò di una "ingabbiatura". "Come è possibile tecnicamente pensare di sostenere una palma di 19 metri con una gabbia di due metri?", si chiede l'esperto richiamando principi basilari di fisica. "È ben noto che per sostenere un albero occorre ancorarlo a 2/3 della sua altezza, nel caso specifico almeno a 6 metri".
  • Il 2025: Soldi sprecati per "nuove indagini" - L'affondo continua sulla gestione recente. Guerra critica aspramente la decisione del Comune di effettuare ulteriori indagini nell'aprile 2025. "A che scopo? Non bastavano le immagini di tomografia della prima relazione? Che ci si aspettava di vedere? Il miracolo di San Francesco?". Per l'agronomo si è trattato solo di "soldi sprecati e tempo perso", paragonando l'azione a quella di un malato che ripete la TAC a distanza di anni senza essersi mai curato.
L'accusa finale: bambini e luminarie sotto il pericolo - La conclusione del post è un atto d'accusa durissimo verso la gestione della pubblica incolumità nelle ore precedenti il crollo. Guerra sottolinea come, nonostante l'ok definitivo all'abbattimento fosse arrivato a fine dicembre (come da comunicato del Comune), la piazza non sia stata chiusa. "Ci rendiamo conto di quello che si afferma?", scrive l'agronomo. "Sotto una palma pericolosa, a rischio di imminente schianto, si consentono eventi come il presepe e, ancora più grave, la manifestazione del 6 gennaio 2026 con bambini per la distribuzione delle calze... o si consente di attaccare fili delle luminarie, tra l'altro in favore di inclinazione". La chiosa di Guerra spazza via ogni giustificazione burocratica: "Altro che fatalità. Trattasi di non avere impedito un evento che si aveva l'obbligo e potere di impedire".
  • Il post del dott. Giovanni Guerra
  • alberi
  • alberi cadenti
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