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Amiu e Amet, Bottaro dice "basta alle gestioni politiche"

Il sindaco: «Siamo soci unici: impossibile che restino repubbliche a sé stanti»

Sarà lo scoglio più difficile da superare, nel tragitto che porta alle richieste della Corte dei Conti: per le due aziende di proprietà del Comune di Trani, Amiu e Amet, è prevista la consegna di un piano di razionalizzazione che superi le "problematiche gestorie e finanziarie rilevate", volendo citare la determinazione proprio della sezione barese del tribunale. La verità, come l'ha definita il sindaco Amedeo Bottaro, è una soltanto: «L'unico problema di Trani, per anni, è stato quello di non voler affrontare i propri problemi. Le ex municipalizzate sono un esempio calzante: siamo di entrambe soci unici, ma nessuna delle due fa gli interessi della città. Non è più accettabile che restino delle repubbliche a sé stanti, in mano alla spartizione di poltrone della politica».

Va dritto al punto il primo cittadino, che già in campagna elettorale aveva promesso di voler utilizzare il primo anno della sua eventuale amministrazione per risanare la macchina amministrativa, aziende partecipate comprese. Saranno, infatti, dodici i mesi di fiducia concessi, entro i quali il governo Bottaro intende riformulare i contratti di servizio, tutti scaduti da tempo (problema che non consente una previsione veritiera di questa voce di costi in sede di bilancio), evitando sprechi e cercando di capire come gestire nel migliore dei modi le società. Una bocciatura arriva nei confronti dei Cda misti, dove i dipendenti comunali inseriti avrebbero svolto, allo stesso tempo, il ruolo di controllori e di controllati: si passerà a delle figure di controllo interne al Comune, che monitoreranno l'andamento dei piani, vigilando affinché i futuri progetti vengano rispettati. A partire, per Amiu, dall'incombente nuovo progetto sulla differenziata porta a porta.

È proprio quest'ultima a preoccupare di più Bottaro, che sull'argomento si è confrontato anche con l'ex commissario prefettizio Iaculli: il servizio di Amiu era fondamentale non solo per la città di Trani, ma per tutto il territorio. Chiusa la discarica, unica pubblica, i privati hanno fatto cartello: ecco spiegato il costo lievitato di ben quattro volte rispetto al normale. Trasporto, biostabilizzazione, ecotassa al 15% e stoccaggio dei rifiuti a Statte avrebbero fatto lievitare il costo dello smaltimento di rifiuti tranese fino a 11,2 milioni di euro.

Sull'argomento, però, è intervenuto anche l'assessore alle Finanze e Bilancio, Angelo De Biase: «Dobbiamo stare attenti a confrontare questa cifra con il contratto di 5,4 milioni stipulato con Amiu: non è duplicato il prezzo per tenere pulita la città. Con questi accordi, molti servizi resi dalla partecipata costituiscono un extra, finendo a essere riconosciuti come debiti fuori bilancio. In pratica, si è imbrogliato il cittadino, facendo pagare meno di quanto veramente necessario. I soldi mancanti venivano recuperati dalla discarica, generando poi quelle mancanze nella sicurezza della struttura che stiamo pagando adesso. Amiu costa più di un privato, è intollerabile». Già, i costi: con la chiusura della discarica, nel prossimo bilancio il Comune dovrà con molta probabilità ricapitalizzare l'azienda, gravata da un buco di circa 5 milioni di euro. Sperando, nel frattempo, di riuscire ad ottenere il permesso da Oga per utilizzare parte dei fondi post-esercizio per chiudere definitivamente i lotti esauriti, al momento ancora produttori di percolato e biogas.

Il sindaco ha già messo i primi paletti: nessun bilancio delle aziende approvato se non allineato con quello comunale e, fondamentale, la promessa di un'azione di responsabilità verso tutti gli amministratori che non hanno saputo ragionare nell'ottica del bene comune. Che la guerra ai problemi abbia inizio.
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